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Esperance. Una missione per due di Flavio Standoli, pubblicato in digitale e cartaceo con Createspace, il print-on-demand di Amazon, è un libro interessante e originale a cominciare dall’impostazione della struttura narrativa.

L’autore ha preferito suddividere il testo in tanti brevi passaggi, identificati come capitoli anche se a volte hanno la lunghezza di un paragrafo, per raccontare un episodio, un accadimento, un’azione visti da diverse angolazioni, quelle dell’io narrante che varia a ogni passaggio. In realtà, almeno inizialmente, ciò genera nel lettore una confusione che infastidisce la lettura ma perseverando e andando avanti si viene ricompensati dall’infittirsi dell’intreccio e dal lento ma intenso sviluppo della storia.

L’ambientazione si staglia da un piccolo paese dell’Italia del Nord alle distese di terra bruciata del Senegal dove si trova la missione cristiana Esperance passando per le favelas di Rio de Janeiro.

«Trasformare le persone è impossibile, e questo vale in tutto il mondo.»

La povertà, che diventa occasione di ricchezza per chi non si fa scrupolo di sfruttare qualsiasi cosa e chiunque pur di raggiungere il suo scopo, che nella gran parte delle situazioni equivale a ricchezza e potere. L’ipocrisia, di chi ritiene basti disporre di un’ingente somma di danaro per cambiare il mondo. Esemplari i passaggi in cui l’autore si sofferma sull’incredula constatazione di don Mario, il quale pensava di essere l’unico ad aver compreso il senso e lo scopo della missione e a conoscere i metodi giusti per portarla avanti, pur rimanendo in Italia. Solo nel momento in cui le dolorose circostanze lo conducono in loco realizza che non è tanto e non è solo il denaro il motore della missione e che se non ci fosse la caparbia determinazione dei volontari, su cui non avrebbe scommesso un centesimo, i finanziamenti non avrebbero fatto altro che aumentare l’ingordigia di chi sfrutta tutto ciò per i propri traffici, illeciti, che hanno il sapore amaro della guerra.

«Il piccolo italiano le ha fatto aprire gli occhi, non è la carenza di risorse a far morire i sogni.»

 

 

 

 

© 2014, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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