foto guzzanti

Come prevedibile non appena il cinguettio della Guzzanti è rimbalzato nel web sono iniziate feroci le polemiche. 140 caratteri che hanno suscitato la reazione di tutti i bravi e onesti cittadini italiani che proprio non possono tollerare la «solidarietà a Riina e Bagarella privati di un loro diritto. I traditori delle istituzioni ci fanno più schifo dei mafiosi».

Per la gente e i media è inammissibile tollerare un simile atteggiamento, non si può mostrare tolleranza né tantomeno solidarietà per dei ‘mafiosi’ che hanno volontariamente mandato a morte degli innocenti, è un affronto troppo duro da digerire anche per i familiari delle vittime.

Salvatore Borsellino, sì proprio lui, fratello di Paolo, l’11 ottobre 2014, in risposta al tweet della Guzzanti scrive: «Forse io lo avrei scritto in maniera diversa […] ma sul concetto sono assolutamente d’accordo. Mi fanno meno schifo i mafiosi, mi fanno meno schifo Riina e Bagarella di quanto mi ripugnano Mancino, Mannino e tutti gli altri imputati di quello stato deviato che sono sotto processo nel procedimento penale per attentato a corpo politico dello Stato, quel processo sulla trattativa che è il vero obiettivo degli attacchi che da ogni parte si concentrano su Sabina Guzzanti rea di aver prodotto un film in cui la verità sul sangue di cui sono intrise le fondamenta di questa disgraziata ‘seconda Repubblica’ potrebbe arrivare alla massa degli italiani e scrollarli dalla loro apatia e dalla loro indifferenza. Paolo non è stato ucciso dalla mafia, Paolo è stato ucciso perché costituiva un ostacolo insormontabile per potere portare avanti quegli ‘indicibili accordi’ che erano volti a salvare la vita di alcuni ex ministri o ministri in carica rei, secondo Riina, di non aver rispettato i patti stretti con la mafia».

Possibile che questo non faccia indignare nessuno di quelli che prontamente si sono sentiti offesi dal tweet della Guzzanti?

Le parole di Sabina Guzzanti presumibilmente sono un commento alla decisione della corte d’Assise di Palermo di non ammettere gli imputati, Riina, Bagarella e Mancino, alla deposizione di Giorgio Napolitano nell’ambito del processo sulla presunta Trattativa Stato-Mafia.

In un altro tweet la Guzzanti ha scritto:«Le stragi sono state progettate all’interno delle istituzioni i mandanti sono colpevoli quanto gli esecutori».

Anche qui ci sono le premesse per una forte indignazione ma non rivolta alla Guzzanti.

 

 

 

 

 

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