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Gli abitanti di Tor Sapienza in questo sono stati categorici: «noi qui non vogliamo politici che raccattano voti, li mandiamo via tutti». Sono fermamente decisi a mandarli tutti via e organizzarsi ‘da soli’ all’incontro con il sindaco Marino.

Hanno già mandato via esponenti di altri partiti ma nessuno ne ha parlato, quando invece l’oggetto della contestazione è stata la portavoce al Senato del Movimento Cinque Stelle Paola Taverna tutti si sono sentiti in dovere di raccontarlo.

Presumibilmente quando Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo inveiscono contro ‘la stampa’ è a comportamenti simili che si riferiscono.

A Tor Sapienza non è stato contestato il Movimento Cinque Stelle o il suo operato e neanche i suoi rappresentanti in quanto tali… no, quello contro cui si sono scagliati gli abitanti, i cittadini, è il Sistema Politico italiano fatto di false ‘maschere’ di pirandelliana memoria che si recano sui luoghi dei disastri o degli scontri sempre e solo nell’immediato ‘post-evento’ con al seguito portaborse, portaombrelli, auto blu, cineoperatori e chi più ne ha più ne metta, si lanciano in accorati discorsi pieni di grandi paroloni e tante promesse per regalare ancora false speranze, con la certezza di aver ottenuto il loro unico e solo scopo: una copiosa manciata di voti per le prossime elezioni.

La portavoce Taverna ha provato a dir loro di non essere ‘parte del sistema’ ma cittadina che tra l’altro abita a pochi passi, ma non hanno voluto o non hanno potuto crederle. In fondo anche lei è una che ogni giorno siede in Parlamento, come i tanti che negli ultimi vent’anni sono andati lì a promettere e a non mantenere. Ma lei comunque non si è arresa dichiarando di andare avanti a oltranza con la sua battaglia in Senato in loro favore perché ciò che veramente va combattuto è «l’establishment politico che dall’alto ha deciso cosa doveva succedere a Tor Sapienza… hanno previsto tutto. […] Hanno favorito questa guerra tra poveri».

Non è scoperta di oggi. Già i romani, quelli antichi, avanzano nelle loro conquiste al grido di dividi et impera. Se i sudditi di allora e i cittadini di oggi si uniscono la loro forza aumenta e tutti insieme possono rappresentare una grave minaccia ‘alla stabilità’ non del Paese ma del potere di chi mal lo governa.

Non sono gli immigrati il problema dei residenti di Tor Sapienza ma lo Stato che negli ultimi trent’anni li ha abbandonati, relegandoli ai margini sempre più estremi ed esterni della società capitolina.

Gli extra-comunitari sono anch’essi delle vittime e di più Stati contemporaneamente: del loro che li ha abbandonati esattamente come lo Stato italiano ha fatto con i suoi cittadini e del Governo italiano stesso che ha contribuito e ancora lo fa a depauperare i loro Paesi di ogni risorsa in nome di uno ‘sviluppo del mondo occidentale’ senza limiti né regole.

Se i cittadini di Tor Sapienza hanno voluto vedere nella portavoce al Senato per il M5S Paola Taverna un’ esponente del ‘sistema’ da combattere bene hanno fatto a mandarla via purché poi non si lascino ammaliare da chi non andrà lì con la faccia pulita e le mani nude ma lo farà con luci e paillettes scintillanti studiate apposta per accecare il loro anelito di ribellione e seppellirlo sotto i timori di minacce espresse o latenti incarnate da scorta, servizio d’ordine, auto blindate e menzogne colorate.

http://luciogiordano.wordpress.com/2014/11/20/tor-sapienza-andatevene-non-vogliamo-politici/

© 2014, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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