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Tutto ha avuto origine dalla decisione della Procura svizzera di porre sotto sequestro decine di milioni di euro investiti dall’Ordine in società finite sotto inchiesta per traffici illeciti di armi e droga. Investimenti sbagliati cui andrebbero a sommarsi quelli per la recente ristrutturazione de Il Cantico, lussuosissimo hotel a un passo dagli appartamenti di Papa Bergoglio, utilizzato anche dalla Cei per la tradizionale cena con i giornalisti nel corso dell’Assemblea Generale.

Inizia con una citazione di San Paolo la lettera scritta quattro giorni fa dal Ministro generale Michael Perry a tutti i Fratelli dell’Ordine Francescano: «Comportatevi come i figli della luce. […] e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente». Visto lo scandalo finanziario che ha coinvolto l’Ordine e di cui si è cominciato ad avere sentore e notizia dallo scorso settembre verrebbe da dire che la tempistica dei ‘suggerimenti’ non è delle migliori.

Il Ministro Perry sottolinea il ruolo significativo che alcune persone esterne, che non sono membri dell’Ordine, hanno avuto nella faccenda, ma intanto Padre Giancarlo Lati, Economo Generale e Legale Rappresentante a cui era affidata la gestione de Il Cantico è stato sostituito dal suo vice, ufficialmente per motivi di salute. «Nello scorso mese di settembre, il Definitorio generale ha deciso di intraprendere una serie di passi per condurre un’indagine interna riguardo alle attività finanziarie operate dell’Ufficio dell’Economato generale. È stata creata una sotto-commissione all’interno del Definitorio generale che servisse da organo consultivo. […] Abbiamo immediatamente chiesto l’intervento di un team di avvocati altamente qualificati».

Al gruppo operativo era stato dato incarico di svolgere indagini interne con l’intento di raggiungere tre obiettivi: verificare la situazione economica attuale della Curia; esaminare e verificare i sistemi operanti di vigilanza e controllo; esaminare le attività dell’Ufficio dell’Economato generale dal 2003 a oggi. È emerso che «la Curia generale si trova in una situazione di grave, sottolineo ‘grave’, difficoltà finanziaria, con un cospicuo ammontare di debiti. […] i sistemi di vigilanza e di controllo finanziario erano o troppo deboli oppure compromessi […] sembrano esserci state un certo numero di dubbie operazioni finanziarie, condotte da frati cui era stata affidata la cura del patrimonio dell’Ordine, senza la piena conoscenza e il consenso né del precedente né dell’attuale Definitorio generale».

Michael Perry cita anche Papa Francesco, il suo esempio e le sue parole e conclude la lettera ancora una volta ricordando ai fratelli le parole di San Paolo, invitandoli a non scoraggiarsi e promettendo la stesura di una relazione più dettagliata. Ma forse quelli che resteranno più ‘scoraggiati’ sono i fedeli, quelli che pregando credono ancora agli insegnamenti di San Francesco, del Papa che ne porta il nome e dei frati che dovrebbero perpetrare la sua ‘regola’ che di sicuro nulla ha a che vedere con le speculazioni, gli investimenti, le armi, la droga, gli  hotel e i ristoranti di lusso.  Risulta o dovrebbe risultare strano già solo il fatto che l’Ordine dei Frati minori si ritrovi a gestire fondi per decine e decine di milioni di euro, che poi si decida di investirli nella finanza e nell’immobiliare, piuttosto che scegliere di sfamare i milioni di abitanti del pianeta, anche di religione cristiana e che vivono in situazioni di povertà estrema è un qualcosa che fa inorridire.

Un sonoro schiaffo rivolto a tutti coloro, laici e religiosi, che ogni giorno a titolo gratuito e volontario si prodigano o si sono prodigati per i più deboli, gli indifesi, i malati, i bisognosi.

Gli ‘ultimi’ tanto amati dal Cristo e del Santo poverello.

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 Immagine che si riferisce alla pagina del sito dell’Ordine Minore e

alla lettera di Michael Perry indirizzata a tutti i Fratelli

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