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Lei ha tentato di far arrivare i suoi scritti al pubblico per le vie ‘tradizionali’ ma non c’è riuscita così ha pensato a una soluzione alternativa: i social network. Qual è lo scopo della sua iniziativa?

Scopo principale è farmi conoscere, arrivare al pubblico in forma diretta. Questo non vuol dire però che abbia abbandonato il canale della editoria classica. Il profumo della carta stampata mi piace e non rinuncerò facilmente alla possibilità di essere pubblicata. Tuttavia se dovessi arrivarci con alle spalle un piccolo seguito sarebbe sicuramente meglio che arrivarci da perfetta sconosciuta e rischiare di vendere le copie ai parenti più stretti, come è già capitato in passato avendo pubblicato nel 2009 un romanzo breve con una piccola casa editrice.

Ha iniziato un po’ di tempo fa e ora propone anche il suo secondo romanzo al pubblico ‘social’ anche se attualmente il mercato editoriale offre svariate alternative alla classica pubblicazione con casa editrice: il digitale, il crowdfunding, l’auto-pubblicazione… perché ha preferito rimanere fedele ai social network?

Nella mia visione attuale esistono due strade, o il cartaceo o i social network. Il primo per le ragioni spiegate prima e il secondo per la gioia di pubblicare a capitoli e visionare in forma istantanea l’impatto che hanno sui lettori. È una bella sensazione scrivere e condividere il proprio lavoro con persone che non conosco ma che amano come me leggere e apprezzano il mio modo di raccontare delle storie.

I suoi scritti sono molto intimistici, la sua è una scrittura che ricorda molto un diario: sentimenti, emozioni, passioni, pensieri e riflessioni si alternano e si fondono al contempo… forse è anche per questo motivo che piace al pubblico dei social abituato a ‘un tanto al giorno’. I social si adattano al suo modo di scrivere o è quest’ultimo che lei ha plasmato per rispondere ai gusti del pubblico?

Credo che siano vere entrambe le affermazioni. Mi piacciono i social, mi piace condividere quello che sento, e lo faccio con molta tranquillità anche nella mia pagina personale. Non si tratta di esibizionismo ma di un modo per arrivare agli altri, anche se credo che incontrarsi di persona sia un’altra cosa. Tuttavia scrivere il mio primo romanzo ‘social’ mi ha dato una grande soddisfazione, vedere nei lettori l’attesa di leggere un nuovo capitolo, e la grande considerazione nei mie confronti. Tutto questo mi ha dato la spinta per ripetere l’esperienza, che si sta rivelando una scelta giusta. Cerco di scrivere ogni capitolo in modo che il lettore sia spinto a leggere il seguito, lascio alcune cose penzoloni, per poi recuperarle nel corso della narrazione, insomma io e i social ci completiamo.

Cosa si aspetta dalla ‘socializzazione’ del suo nuovo romanzo?

Sto facendo di tutto per farlo conoscere e mi aspetto di ottenere consensi e un buon seguito.

Ha dei progetti per il suo percorso di scrittura?

Continuare a impegnarmi, e cercare con ogni mezzo di arrivare al pubblico, di far conoscere il mio amore per la scrittura. Continuare a crescere, a migliorare, a imparare e finalmente trovare qualcuno che creda in me, che voglia ‘investire’ su di me.

Nell’attuale società – globale, caotica, rumorosa e consumistica – come vede oggi la figura dello scrittore?

Come una figura contorta, che deve farsi spazio a gomitate. In tanti si definiscono scrittori, ma pochi lo sono veramente. Ecco perché io mi definisco soltanto una narratrice di storie. Mi piace condividere la mia visione del mondo, con gli altri e se mai un giorno potranno affiancarmi questo sostantivo, di certo non sarò stata io a farlo.

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© 2014 – 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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