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A Flumeri, piccolo comune dell’Alta Irpinia, il sindaco Angelo Lanza ha emanato un’ordinanza che subito ha attirato l’attenzione. «Utilizzo giubbotti catarifrangenti nelle ore pomeridiane e notturne da parte di cittadini extracomunitari ospiti delle strutture ricettive…»

Non sono mancate le accuse di razzismo che il primo cittadino ha subito respinto. «Non mi ha mai sfiorato l’idea di mettere in atto un provvedimento discriminatorio: l’ordinanza che ho firmato ha il solo obiettivo di evitare il ripetersi di incidenti sempre più frequenti su quella strada, alcuni dei quali anche recentemente hanno fatto registrare tragiche conseguenze».

In effetti la scorsa settimana si è verificato un investimento mortale proprio lungo la strada che devono percorrere i ragazzi ospiti del centro accoglienza. La vittima è un imprenditore del posto.

«Da tempo avevo chiesto alla cooperativa di farsi carico della sicurezza dei nostri ospiti e di quella degli automobilisti, ma le sollecitazioni verbali sono cadute nel vuoto. Per questa ragione ho predisposto l’ordinanza».

La struttura alberghiera che ospita 44 immigrati richiedenti asilo si trova proprio lungo la Statale 91, strada mal illuminata la cui manutenzione è «stata trasferita alle competenze della Provincia […] Ho più volte sollecitato l’amministrazione provinciale a intervenire, segnalando i numerosi incidenti e investimenti che si verificano su quella strada. Hanno promesso interventi che ancora non vengono realizzati».

Le spiegazioni del sindaco Lanza non hanno convinto però il deputato di Sel Giancarlo Giordano che, con un’interrogazione orale urgente, ha chiesto al ministro Alfano quali iniziative intenda intraprendere al fine di favorire l’immediato ritiro e annullamento dell’ordinanza sindacale. «Se una misura del genere si rendeva necessaria per garantire la sicurezza lungo le strade comunali ci chiediamo perché indirizzarla a una precisa tipologia di persone, facendo così passare un messaggio per cui la presenza delle stesse (nel caso specifico richiedenti asilo), o la loro condotta, rappresenterebbe un elemento di pericolo per la pubblica e privata incolumità».

Lanza ribadisce di non aver potuto fare altrimenti «non essendo italiani non conoscono il codice della strada che, anche per i miei concittadini, impone una serie di precauzioni».

Sul fatto che i migranti ospiti a Flumeri possano non conoscere il codice della strada italiano si può anche convenire ma non si può certo credere che questi ragazzi non abbiano mai attraversato una strada mal illuminata o percorso un sentiero disagevole. Inoltre si può sempre spiegare loro come fare, esattamente come si è fatto quando qualcuno gli ha spiegato che prima di uscire, di sera, bisogna perentoriamente indossare il giubbotto catarifrangente.

Quello che si spera è che non si sia trattato di un tentativo di renderli facilmente identificabili, anche al buio.

Il Comando Provinciale Carabinieri di Avellino ha visto il rafforzamento dei controlli tesi a contrastare principalmente il fenomeno dei reati di natura predatoria e in particolare ai danni di edifici scolastici nelle aree di competenza e anche nel comune di Flumeri.

Se con l’ordinanza emanata il sindaco Lanza intendeva preoccuparsi della «sicurezza dei nostri ospiti e di quella degli automobilisti» rimane in questo modo immutato il pericolo per quei cittadini, che extracomunitari non sono, ma che egualmente transitano a piedi lungo la Statale 91.

https://luciogiordano.wordpress.com/2015/01/22/campania-obbligo-del-giubbotto-catarifrangente-di-sera-per-gli-immigrati/

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© 2015, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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