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24 gennaio, questa la data scelta per l’incontro in Piazza del Popolo dei portavoce e dei sostenitori del Movimento Cinque Stelle dedicato all’onestà, una guerra bianca contro la corruzione e le mafie.

Una serata organizzata per ritornare a parlare di Mafia Capitale, uno scandalo con 37 arresti e oltre 100 indagati, che ha resi pubblici e ancor più evidenti i legami tra malavita organizzata e colletti bianchi, tra criminali incalliti ed esponenti di partiti politici.

Diversi i nomi noti che sono intervenuti: Fedez, Enrico Montesano, Claudio Santamaria, Claudio Gioè, Sabina Guzzanti, Dario Fo, Ferdinando Imposimato, Salvatore Borsellino e naturalmente Beppe Grillo.

«Per me l’onestà è l’onestà intellettuale. Non quella di chi ruba o non ruba perché si stanca anche di rubare. Non è quello. È parlare con persone leali. È la politica aperta: noi siamo questa.»

Il M5S è l’unica forza politica a essersi rifiutata di partecipare alle consultazioni per il PdR. Il portavoce Alessandro di Battista sul palco legge la lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, parole che invitano alla chiarezza e alla trasparenza, a un modo nuovo di governare il Paese, a una politica diversa, lontana dalle stanze chiuse dei palazzi.

La controproposta al rifiuto delle consultazioni al Nazareno è stata quella di rendere pubblica, da parte di Renzi, una rosa di nomi, in maniera tale da poter ascoltare anche la voce degli italiani in merito, prima delle votazioni e dell’elezione.

«Il Presidente della Repubblica non può essere di parte: la sua figura di garante dell’unità deve essere rappresentativa e condivisa. Lei invece ha già deciso che il Capo dello Stato sarà eletto dalla quarta votazione in poi, quando sarà sufficiente solo la metà più uno dei voti. In questo modo, il nome del nuovo Presidente sarà espressione del volere di un partito solo, quello suo e di Berlusconi: il partito del Nazareno».

Visto che da parte del Presidente del Consiglio non vi è stata risposta nella tarda serata di ieri, con un tweet, Beppe Grillo ha invitato il Partito Democratico a rendere pubblici i nomi dei candidati alla Presidenza della Repubblica.

«In quella sede si è visto con Silvio Berlusconi, francamente noi non veniamo. Piuttosto faccia i nomi pubblicamente e noi li faremo votare agli iscritti in rete».

Il Pd ha risposto per tramite del vicesegretario Debora Serracchiani «Niente consultazioni con i cinque stelle? Ce ne faremo una ragione. A Grillo, evidentemente, va bene votare insieme solo se votiamo i loro. Come per il giovane Di Maio, eletto vicepresidente della Camera con i voti del Pd».

Non dice però la Serracchiani quali sono i motivi per cui i nomi dei candidati al Quirinale debbano rimanere segreti né sembra rammentare che i Cinque Stelle già hanno affrontato in Parlamento l’iter di votazione di un Presidente della Repubblica e che quindi, probabilmente, vogliono evitare di ritrovarsi nella medesima situazione di allora.

Il portavoce Carlo Sibilia spera di ascoltare queste parole dal prossimo Presidente della Repubblica «l’onestà non puoi metterla in un decreto Legge. L’onestà devi farla entrare nel DNA di un paese intero».

Il vice presidente della Camera Luigi di Maio invece tira un po’ le somme di quello che è stata la Notte dell’Onestà ma soprattutto di ciò che deve significare in un paese civile la voce del popolo.

«Piazza del Popolo a Roma ieri sera è stata invasa da oltre 100.000 cittadini liberi. È stata una serata bellissima dove attori, cantanti, parlamentari della Repubblica e personalità come Salvatore Borsellino e Ferdinando Imposimato hanno ricordato il valore dell’onestà. Soprattutto quella intellettuale. La mafia oggi morirebbe di fame se non avesse politici corrotti che utilizzano i soldi delle tasse dei cittadini per far ingrassare le organizzazioni criminali. Se non ci fossero i politici corrotti, le organizzazioni criminali morirebbero di fame. Ed è per questo che basta non votare più le forze politiche coinvolte in ‪Mafia Capitale per liberare questo Paese. Sono tutte coinvolte, tranne il Movimento 5 Stelle.»

E ritorna anche sulla polemica riguardo una battuta di Beppe Grillo ritenuta offensiva per i napoletani.

«C’è qualche quotidiano che ha preso sul serio la battuta di Beppe sui napoletani. A quei giornalisti senza senso dell’umorismo consiglio di apprezzare i fatti. Questo è un Movimento in cui tanti napoletani svolgono ruoli importantissimi, a partire da me. Ridete alle battute ogni tanto!».

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https://luciogiordano.wordpress.com/2015/01/25/quirinale-m5s-no-al-nazareno-renzi-dia-nomi/

© 2015, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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