Feyenoord's supporters in Rome

Annamaria Ceroni, responsabile del servizio restauri della Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ha affermato che, in seguito all’assalto dei tifosi olandesi del Feyenoord, la Fontana realizzata nel 1629 in travertino dal maestro Pietro Bernini, denominata La Barcaccia, «non tornerà mai più come prima. A parte che si è verificato un vero e proprio oltraggio a un’opera d’arte straordinaria, sono state individuate 110 scalfiture sul bacino di marmo. Ci sono scalfiture che non si possono riparare perché mancano i frammenti… molto piccole che con il tempo si levigheranno».

Mentre è ancora in corso lo scarica barile sulle responsabilità dell’accaduto che rimbalzano dal sindaco Marino, al ministro Alfano, al prefetto Pecoraro, al questore D’Angelo, al club Feyenoord che ha tenuto a far sapere di provare «sentimenti contrastanti. C’è disgusto per un gruppo di rivoltosi, tuttavia, questo non è un problema che i club possono risolvere», in Olanda una cittadina lancia una petizione online ‘ScusaRoma’  che lentamente raccoglie consenso e adesioni. Per Elisabeth Jane Bertrand è un’occasione per gli olandesi di dimostrare che la gran parte di loro prende le distanze dal comportamento dei tifosi del Feyenoord.

Con centinaia di messaggi, post e tweet, il popolo italiano, attraverso il web, reagisce all’oltraggio inteso come affronto all’Italia intera, oltre che al suo Patrimonio artistico e culturale.

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Gruppo di tifosi del Feyenoord dentro la Fontana a Piazza di Spagna

Certo è che vedere gente bivaccare, bere birra, orinare e lanciare bottiglie di vetro e bombe carta non è un bello spettacolo e il fatto che il tutto si sia svolto all’interno di una cornice artistica è solo un’aggravante e fors’anche un diversivo. Bisognerebbe prioritariamente interrogarsi sul perché tanti giovani, in buona salute e con un futuro davanti, scelgano di sballarsi a suon di tifo e di alcol. Cosa vogliono dimostrare esattamente? Non è la prima volta che si assiste a spettacoli del genere, in passato il bilancio è stato anche peggiore, con feriti gravi e morti, ammazzati in un nome di un male terribile: lo scontro tra tifoserie.

L’aver bighellonato all’interno della Barcaccia ha generato un maggiore risentimento ma avrebbe dovuto essere la stessa cosa anche se lo avessero fatto in una piazza vuota o in campo di grano. E il fatto che tanti italiani abbiano dimostrato tanto interesse per la Fontana del Bernini porta inevitabilmente a chiedersi cosa abbia davvero di tanto speciale tale opera rispetto alle altre, innumerevoli e preziose che compongono il nostro immenso Patrimonio artistico e culturale. Tutti questi italiani hanno veramente sentito il danno alla Barcaccia come una ferita inflitta all’Arte o si sono solamente sentiti offesi dal comportamento degli olandesi sul suolo italiano?

Perché se il loro livore è generato dal danneggiamento al valore incommensurabile di un grande pezzo del nostro Patrimonio artistico e culturale allora viene spontaneo chiedersi perché non si indignino in egual misura ogni qualvolta viene causato o subisce un danno un qualsiasi altro elemento del sempre nostro immenso Patrimonio artistico e culturale.

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Crolli di Mura romane a Pompei

«Tu che ti indigni – giustamente – perché un branco di olandesi ubriachi ha danneggiato la fontana di Bernini ricorda anche che un branco di italiani che non hanno sciarpe ma cravatte firmate e che non fanno scontri ma occupano il Parlamento, sta distruggendo Pompei. Non lo fanno con le spranghe, ma con le leggi. I muri vengono giù ma le spese militari salgono! Questa distruzione avviene in silenzio, i media non ne parlano. Ma avviene tutti i giorni. Sono gli hooligan al governo. Pensaci» (cit. Alessandro di Battista, portavoce alla Camera per il Movimento Cinque Stelle).

Nell’anno 1991 i finanziamenti effettivamente stanziati dal governo italiano per i Beni culturali ammontavano a 1.826 miliardi di vecchie lire, nella Legge di Stabilità approvata dall’attuale governo Renzi è «istituito nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo il Fondo per la tutela del Patrimonio culturale, con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2020».

Ora se si tiene in considerazione il fatto che il Patrimonio artistico e culturale italiano consta di:

  • 50 siti Patrimonio dell’umanità.

  • 46.025 beni architettonici sottoposti a vincolo.

  • 5.668 beni immobili architettonici.

  • 4.739 musei.

  • 110 archivi di Stato.

  • 8.224 enti pubblici territoriali.

  • 12.388 biblioteche.

ci si rende conto da sé che l’importo dei Fondi stanziati non può essere assolutamente sufficiente a garantire un’adeguata opera di tutela, salvaguardia e conservazione, infatti le situazioni di minaccia e degrado, purtroppo, non mancano.

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Mausoleo dei Plauzi a Tivoli

Ripetuti sono stati i crolli nell’area archeologica della rinvenuta città di Pompei. E se in questo caso si è cercato di nascondere le responsabilità addossandole alle intemperie e agli agenti atmosferici che hanno o avrebbero inciso sull’accaduto, nel momento in cui L’Uccisione di Priamo del Canova, custodito all’Accademia delle Belle Arti di Perugia, è andato distrutto nel tentativo di staccarlo dal muro per portarlo in mostra ad Assisi la meteorologia non è proprio stato possibile tirarla in causa. Simile destino è spettato alla Gatta di Sant’Andrea, simbolo della città di Padova, che è andata distrutta nel momento in cui un furgoncino in manovra ha urtato la colonnina che la sorreggeva facendola schiantare al suolo.

Anche Villa Adriana a Tivoli, come Pompei, ha ricevuto il preavviso di allerta per una eventuale cancellazione dai siti Unesco Patrimonio dell’Umanità, sulla quale oltre ai crolli e al degrado incombono anche i pericoli di discarica e cementificazione.

Non appena si è potuto tirare un sospiro di sollievo per lo scongiurato pericolo dell’apertura della discarica di Corcolle, sita a meno di un chilometro dal complesso archeologico, un altro disastro è giunto a minacciare le architetture paesaggistiche di Villa Adriana, ovvero la costruzione di edifici a scopo abitativo nel lotto denominato Nathan. 180 mila metri cubi di cemento nella buffer zone, l’area verde che funge da cuscinetto per proteggere quella archeologica, definita con un accordo internazionale stipulato tra la Repubblica italiana e l’Unesco.

Ora, nel caso di Villa Adriana, è evidente che non c’entrano nulla le intemperie o le incurie e neanche la mancanza di fondi o di finanziamenti perché entra in gioco un meccanismo ben diverso, sono scelte precise che vengono prese in nome di ideali che sono molto lontani dalla cultura e dell’arte, della loro tutela e salvaguardia.

Gli stessi ideali e motivazioni che spingono un governo ad autorizzare «la spesa di 250 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015 per interventi in favore del settore dell’autotrasporto» e che rappresentano oltre il doppio del fondo annuo stanziato per i Beni culturali, in uno Stato che alla luce di ciò dichiara chiaramente su cosa vuole puntare.

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Traffico autostradale

https://luciogiordano.wordpress.com/2015/02/24/indignatevi-per-la-barcaccia-ma-anche-per-tutto-il-resto/

© 2015, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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