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«Un condannato per mafia che guadagna più di 4mila euro al mese dallo Stato. Per tutta la vita. Sembra uno scherzo ma è quello che succede davvero nel nostro Paese».

Se fosse uno scherzo sarebbe davvero di cattivo gusto ma, purtroppo, come ci ricorda Riparte il Futuro, non lo è. Eppure non è un ostacolo difficile da sormontare, basterebbe una piccola modifica ai Regolamenti di Senato e Camera.

Riprendendo la volontà di centinaia di migliaia di cittadini, Riparte il Futuro, promosso da Libera e Gruppo Abele, ha aperto una petizione online per chiedere che i dipendenti pubblici e i rappresentanti politici che violano l’articolo 54 della Costituzione, quello secondo il quale il mandato istituzionale va assolto con “disciplina e onore”, condannati per reati di mafia e corruzione, siano privati del vitalizio, ovvero che non possano più usufruire di alcuna erogazione di denaro pubblico.

Per l’anno 2014 l’ammontare del “trattamento dei senatori cessati dal mandato” è stato 82 milioni e mezzo di euro, mentre per Montecitorio la cifra raggiunge i 139 milioni  di euro. Per un totale di 221.500.000 di euro. Annui. A queste cifre andrebbero aggiunti i rimborsi spese e gli assegni di reversibilità ma il dato più inquietante permane il fatto che i vitalizi siano erogati pure a coloro che sono stati condannati in via definitiva anche per reati gravi, gravissimi. Mafia, corruzione. Tutto a carico dei contribuenti, dei cittadini, i medesimi che hanno già subito sulle proprie spalle l’onere del ‘tradimento’ da parte di chi avrebbe dovuto tutelarli e invece ha scelto di seguire la via dell’avidità e del potere a ogni costo. E dopo una magari blanda condanna vengono ricompensati con il mantenimento del vitalizio, ancora a carico degli stessi contribuenti, dei medesimi cittadini.

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Affermare che una situazione del genere in un Paese democratico è inaccettabile sembra scontato, troppo, come lo sono le parole di coloro che eletti o candidati urlano a gran voce il bisogno perentorio di combattere la corruzione, che in Italia rappresenta un vero fardello per le casse dello Stato. Verissimo, d’accordissimo… cominciate con il dare il buon esempio. Un ottimo inizio sarebbe il votare un mozione che abolisca con effetto immediato l’erogazione dei vitalizi almeno ai condannati in via definitiva, principalmente per reati di mafia e corruzione.

Andrebbe poi rivisto tutto l’ordinamento che riguarda la concessione dei vitalizi e delle pensioni d’oro in considerazione soprattutto del fatto che accedere a un fondo pensionistico per un italiano medio diventa di anno in anno sempre più gravoso e per tantissimi addirittura impossibile. Ragion per cui non si comprende perché una persona per il solo fatto di essere eletta debba automaticamente poter accedere a un vitalizio senza essere costretta a maturare anni di servizio e contributi. Equivarrebbe a dire che un lavoratore italiano per il solo fatto di essere stato assunto, indipendentemente dal tipo di lavoro e dalla durata del contratto, acquisisca il diritto a una pensione di almeno 2.000 euro mensili. Beh, se così fosse, si potrebbe anche pensare di lasciare invariato il sistema dei vitalizi e delle pensioni d’oro, per i non condannati. Ma siccome così non è…

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José Alberto Mujica Cordano, da tutti chiamato semplicemente Pepe, Presidente uruguayano il cui mandato si è appena concluso, durante gli anni della sua presidenza ha aumentato i salari e ridotto la disoccupazione ma soprattutto ha dato una grande lezione di umanità e di civiltà al mondo intero. Ha costantemente devoluto il 90% del suo salario in beneficenza e vissuto in una piccola fattoria di periferia alle porte di Montevideo, senza personale di servizio, senza privilegi, e lo ha fatto coscientemente dichiarando più volte: «Perché la Democrazia funzioni bene i leader dovrebbero fare un passo indietro. Un vero capo di Stato dovrebbe accontentarsi di quello che hanno gli altri cittadini, soprattutto quelli più poveri». Il che non significa che se i cittadini hanno poco da offrire la classe politica e dirigente deve accontentarsi di prendere solo quel poco che hanno, bensì che un capo di Stato deve vivere come la gran parte dei cittadini e non come una ristretta cerchia degli stessi, l’élite, la casta, i privilegiati. Quest’ultimi in una Democrazia vera non dovrebbero proprio esistere, men che meno come classe politica o ex tale addirittura finanziata con le casse pubbliche.

«Appena i politici cominciano a salire in alto, diventano subito dei Re. Non so come funzioni, ma quello che so è che le Repubbliche sono nate perché nessuno sia più di qualcun altro.»

Ritornando in Italia, proviamo a immaginare che l’intera nostra classe politica sposasse le idee del Presidente Mujica e che quindi tutta la ricchezza che finisce nelle sue tasche venisse equamente redistribuita tra i cittadini, in particolare i più bisognosi…

Antonio Borghesi, dell’Italia dei Valori, ha riproposto sul suo Blog il post del 2010 nel quale parlava della necessità di abolire i vitalizi parlamentari almeno per i condannati in via definitiva. E lo fa con tono polemico in quanto vorrebbe vedersi riconosciuta la ‘paternità temporale’ dell’iniziativa rilanciata online in questi giorni dal deputato del Movimento Cinque Stelle Riccardo Nuti, anche come supporto alla campagna Riparte il Futuro.

Il nocciolo della questione però è un altro, ovvero che nonostante la sua iniziativa e quella dei 5 Stelle il problema permane.

Il 23 gennaio 2015 la Camera ha bocciato l’emendamento di Scelta Civica, appoggiato dal M5S e Fratelli d’Italia, che avrebbe consentito di intervenire, con effetto retroattivo, per rideterminare i criteri di assegnazione della pensione agli ex parlamentari e a coloro che percepiscono già un vitalizio. Respinto con 366 voti contrari.

Il 24 settembre 2014 il Senato ha bocciato i due provvedimenti del Movimento Cinque Stelle sul taglio delle indennità e la sospensione dei vitalizi ai condannati. Respinti con i voti del Pd, di Forza Italia, Ncd, montiani e Lega.

Naturale poi che quando si parla di crisi, di difficoltà, di tensioni sociali, di problemi, della necessità di mettere in atto procedure che aiutino concretamente la popolazione a superare questo momento di grave indigenza il Presidente del Consiglio, basito, parli di ‘gufi’. È naturale perché per loro la crisi non c’è mai stata. Un detto popolare dice che il sazio non crede all’affamato. Verissimo. Il popolo affamato deve cominciare a non credere più alla casta sazia o non se ne esce da questa situazione.

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https://luciogiordano.wordpress.com/2015/03/02/stop-vitalizi-ai-politici-condannati-per-mafia-e-corruzione-con-riparte-il-futuro-la-petizione-online/

© 2015, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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