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Intervista a Maria Teresa Casella, tra romance, noir e self-publishing

Maria Teresa Casella nasce come scrittrice di romanzi rosa ed erotici. FirmandosiTheresa Melville approda alla Mondadori con il genere romance storico. In seguito si appassiona al noir e finisce poi col dirigere una collana editoriale erotica.

«Le mie storie sono un intreccio di rosa e nero che non si arrende al caso, sono riflessi del mio vissuto, dei sogni afferrati o anche solo sfiorati, di tenaci illusioni che mi tengo strette. Come scrittrice e come donna, spero in una condivisione profonda con chi mi vorrà leggere».

Maria Teresa Casella ha accettato di rispondere a qualche nostra domanda sul suo lavoro di scrittrice ma anche a quesiti inerenti la sfera professionale in campo editoriale cui si dedica con tenacia e costanza da oltre venti anni.

 Partiamo dalla prima curiosità: perché l’uso di pseudonimi?

Tra il 1984 e i primi anni ’90, oltre a cimentarmi con la narrativa rosa, collaboravo con diversi settimanali come giornalista e curavo l’ufficio stampa di una grande multinazionale della moda. Scrivere sotto pseudonimo era perciò una necessità per evitare problemi sul fronte lavorativo. Quando nel 1995 arrivai in Mondadori e scelsi di dedicarmi professionalmente alla narrativa, dovetti fare i conti con la consuetudine dell’editore che voleva firme esotiche per i romance. Da qui lo pseudonimo di Theresa Melville, nato espressamente per Mondadori e caratteristico della mia produzione di romance storici. La mia avventura come responsabile della collana Fleurs è durata solo un anno (purtroppo l’editrice digitale Mezzotints ha chiuso i battenti inaspettatamente). Si è trattato comunque di un periodo molto significativo per la mia carriera, che ha portato alla pubblicazione di Memorie e peccati. L’amante di papa Borgia, un bellissimo romanzo storico erotico di Elena e Michela Martignoni.

Intervista a Maria Teresa Casella, tra romance, noir e self-publishing

Ci sono scrittori che cercano di far “conoscere” il proprio nome prima ancora dei propri libri e lei invece utilizza vari pseudonimi quasi a voler schivare la notorietà. Figurano nel suo curriculum anche lavori da ghostwriter. Perché questo voler restare nell’ombra?

Fin da ragazza volevo diventare una romanziera e volevo fare della scrittura il mio mestiere. Lo volevo a tutti i costi. I primi tempi ho accettato dei compromessi, come ad esempio scrivere su commissione, e gli pseudonimi facevano parte del gioco; anche in seguito, essendo funzionali alla pubblicazione, li ho adottati senza problemi. Forse avrei dovuto essere più cauta, perché a furia di usare pseudonimi, il mio vero nome è poco conosciuto, ma spero in una rimonta. Lavorare come ghostwriter non ha ovviamente contribuito a farmi conoscere, ma mi ha insegnato la disciplina nello scrivere, una vera e propria palestra di scrittura, e mi ha procurato buoni guadagni. In fin dei conti, la mia priorità è sempre stata scrivere da professionista e raggiungere il cuore dei lettori, indipendentemente dalla firma. In quest’ottica ho trascurato l’auto-promozione, per la quale ammetto di non essere portata. Nel settembre ormai prossimo, però, in occasione dell’uscita del mio primo testo auto-pubblicato, cercherò di fare del mio meglio.

La scrittura del suo primo romance storico ha coinciso con l’inizio della collaborazione con Mondadori ma nel tempo ha pubblicato anche con altri editori. Il “sogno” di ogni esordiente è arrivare alla pubblicazione con un grande editore. Quanto incide su diffusione e gradimento di un libro un big dell’editoria?

Credo che incida, ma non così profondamente come può sembrare di primo acchito. Inutile negare che il logo noto in copertina viene considerato dal lettore una garanzia, e che l’autore è gratificato dal consenso e dal sostegno dello staff esperto di un grosso editore – sempre che l’editore in questione curi effettivamente il rapporto con i suoi autori. Ma è ormai assodato che l’era digitale ha creato nel mondo dell’editoria una rivoluzione. A prescindere dall’auto-pubblicazione, sta emergendo la forza delle case editrici medio-piccole dove si lavora con passione, rivalutando la figura dell’editore esperto di marketing, che svolge un ruolo attivo al fianco dell’autore. Ho conosciuto diversi editori con queste caratteristiche, con alcuni ho la fortuna di collaborare, e li ammiro moltissimo per la tenacia e l’impegno che investono nelle loro attività, riuscendo a far fronte alla crisi del settore.

Intervista a Maria Teresa Casella, tra romance, noir e self-publishing

Molti scrittori alle prime armi alla chiusura della opera prima sono convinti di aver scritto il loro capolavoro. Di strada da percorrere e di cose da imparare invece in genere ne hanno ancora tante… qual è il consiglio che sente di dar loro?

Consiglierei di non accontentarsi mai, di revisionare i loro scritti fino alla nausea, e poi revisionare ancora. Qualsiasi testo è sempre perfettibile. Consiglierei di porsi nuovi traguardi, di non fossilizzarsi su un genere letterario, ma di sperimentare, sia dal punto di vista del linguaggio che della struttura; se pure, alla fine, non si sarà ottenuto il risultato sperato, la ricerca sul piano narrativo sarà stata di per sé un’esperienza preziosa. Inoltre, sarà superfluo dirlo ma lo faccio ugualmente, bisogna leggere molto e fare della lettura uno strumento per migliorare la tecnica e lo stile della scrittura.

A giugno di quest’anno è uscita la versione digitale di Leggenda di sangue e amore, un libro intenso con una storia forte. Come mai ha scelto di ripubblicarlo e con lo stesso titolo?

Leggenda di sangue e amore uscì per la prima volta in edicola nel 2006 nella collana Mystere di Mondadori; ho preferito non cambiare il titolo per non ingenerare confusione nei lettori che potevano aver già acquistato il libro. Tengo però a dire che questa riedizione pubblicata da Fanucci Leggereditore, sia in cartaceo che in ebook, è frutto di un’attenta rivisitazione del testo, e contiene approfondimenti inediti rispetto alla versione precedente. Con Leggenda di sangue e amore, costruito sulle gesta di Jack lo Squartatore, mi avvicinai per la prima volta al genere noir. Per questo motivo la sua riedizione mi rende particolarmente orgogliosa.

Intervista a Maria Teresa Casella, tra romance, noir e self-publishing

A quali progetti sta lavorando?

Entro settembre uscirà in auto-pubblicazione il mio romanzo noir L’Amore obliquo, rieditato dopo la prima uscita del 2011 conEmmabooks. Subito dopo riprenderò la stesura di un contemporaneo incentrato sulle difficili scelte di una donna che si ribella a un amore infelice, al quale sto lavorando già da qualche mese. In seguito mi dedicherò a un nuovo noir, già strutturato in scaletta, che non vedo l’ora di sviluppare. Riguardo il romance, sto valutando di scrivere il quarto romanzo de La trilogia dei Tourangeau pubblicata per Mondadori tra il 2011 e il 2013. E per ora è tutto.

http://www.sulromanzo.it/blog/intervista-a-maria-teresa-casella-tra-romance-noir-e-self-publishing

 

© 2015 – 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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