Un libro che racconta i lettori come non li avete mai visti

Un piccolo libro molto affettuoso. Così lo hanno pensato gli autori, dedicandolo ai lettori, di qualsiasi tipo.

Lettori. Variazioni sul tipo (Gallucci, 2015) nasce fondamentalmente da un’amicizia tra un libraio-lettore e un illustratore appassionato di librerie. Un testo che nasce dalla fusione di due distinti punti di vista: dietro il bancone per Giovanni Previdi e tra gli scaffali per Alessandro Sanna. Nel primo caso raccontando a parole, nel secondo usando delle immagini che se anche possono apparire delle vignette non lo sono.

Si sono divertiti in questo gioco ma intanto hanno manifestato la loro ironica e a volte malinconica opinione sul rapporto tra gli esseri umani e un oggetto che loro stessi hanno creato. Ne abbiamo parlato in una doppia intervista.

Giovanni Previdi: scrittore e poeta, lavora in una libreria di Bologna.

Nel testo sono descritte numerose tipologie di lettore. Qual è la più bizzarra?

Quello a cui sono più affezionato, che è anche il più bizzarro, estremizzando, è il lettore che legge tutta la vita e crede, a un certo punto, di aver letto tutto. Pensa non ci sia altro da leggere quindi, molto tragicamente, impila dei libri in salotto, infila la testa nel cappio e si suicida senza lasciare nemmeno un biglietto perché ritiene che tutto sia già stato scritto e letto.

Un libro che racconta i lettori come non li avete mai visti

Appare evidente che, per la catalogazione dei lettori, un ruolo determinante lo ha svolto il suo lavoro. Qual è la situazione più singolare a cui ha assistito?

Corrisponde alla “sovrana lettrice”. Molto esigente, che vuole far sapere a tutti cosa legge, dice il titolo a voce alta, spera di trovare il libraio impreparato, è convinta di essere l’unica a sapere quali libri bisogna leggere. Una lettrice che se la tira molto insomma. Rappresenta la tipologia difronte alla quale sono rimasto più basito.

Un libro che racconta i lettori come non li avete mai visti

Fra le categorie esposte in Lettori salta all’occhio quella degli scrittori che scrivono non per essere letti ma comprati. Come si fa a riconoscere lo scrittore da “lettore immaginario”?

Riconoscerlo è abbastanza semplice. Entra in libreria ma non cerca libri da leggere, cerca il proprio, lo chiede al libraio e, se non è nella posizione che lui ritiene consona, si arrabbia, vuole che sia spostato. Lo scrittore-lettore che non ha voglia di leggerlo, il suo libro, vuole siano altri a farlo.

Il “lettore spaesato” che gira per gli scaffali della libreria e ha difficoltà nel riconoscerla come luogo dove si vendono solo libri è l’ennesima vittima del capitalismo sfrenato?

Non credo. È uno che ha per la testa altre cose rispetto alla lettura. Eppure sente, dentro di sé, il bisogno di entrare egualmente in una libreria. Gli è stato insegnato, fin da piccolo, l’importanza di leggere e lui entra in libreria alla ricerca più che altro di una copertina che lo attiri.

Alessandro Sanna: noto disegnatore, lavora anche come illustratore.

 

I lettori, nei suoi ritratti, hanno tutti una forma stilizzata e parti fisiche (capelli, abiti…) che rimandano alle righe formate dalle pagine che compongono un libro. A cosa è dovuta questa scelta stilistica?

Sono ormai anni che coltivo questo modo di disegnare. Deriva da un esercizio costante di disegno fatto con dei pennelli. Nel 2005 ho sviluppato una versione del Don Chisciotte con figure formate interamente con libri. Dopo quest’esperienza ho continuato il percorso che ha come tema il libro. In questo progetto con Giovanni (Previdi, ndr) ho scelto di costruire dei personaggi pettinati o vestiti allo stesso modo di come sono costruiti i libri.

Un libro che racconta i lettori come non li avete mai visti

In ogni ritratto, accanto al lettore, è presente un animale domestico o no di piccola taglia. C’è una ragione precisa?

Sì. Sono le mie comparse. Quando disegno mi sento una sorta di regista e quindi metto i miei personaggi, li muovo, faccio far loro delle cose a seconda dell’idea, del contenuto o anche del momento, delle improvvisazioni. Quegli animaletti, che sono quasi il mio segno di riconoscimento, danno all’immagine la possibilità di essere imprevedibile, l’opportunità di muoversi, di fare qualcosa di inaspettato. Ritengo che una buona immagine deve sempre avere una buona dose di sorpresa, che magari non è presente sul foglio ma può esserlo nella mente di chi osserva. Guardando gli animali ci si aspetta che qualcuno faccia un salto, che un altro dia un morso a una gamba o a un braccio, oppure possa semplicemente scappare.

Un libro che racconta i lettori come non li avete mai visti

Le sue illustrazioni a Lettori hanno una vena ironica che sembra voler attaccare più la società nel suo complesso che non il lettore stesso. Fino a che punto è giusta questa osservazione? E quali ragioni l’hanno spinta verso questa direzione?

Non ho fatto molti pensieri in merito. In tutti i miei libri c’è, dove più dove meno, una presa di posizione ironica. C’è sempre, in ogni mia immagine, una richiesta di intervento da parte del lettore, in questo libro più che mai. Un coinvolgimento. A volte l’ironia può velarsi di malinconia, in maniera leggera. Ma non c’è mai la pretesa di un attacco alla società. C’è solo una visione dal di dentro, anche noi siamo lettori.

Un libro che racconta i lettori come non li avete mai visti

I suoi ritratti sono minimalisti. Nel testo si afferma che i libri fanno il lettore. Possiamo avanzare il postulato che il ritratto fa l’illustratore. Lei è un minimalista?

Mi sono reso conto che per dire le cose in profondità non c’è bisogno di aggiungere tanti particolari. Per usare un paradosso: necessita il minimo sulla superficie per avere il massimo della profondità.

http://www.sulromanzo.it/blog/un-libro-che-racconta-i-lettori-come-non-li-avete-mai-visti

© 2016, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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