Negli Stati Uniti si registra un costante aumento dell’impiego terapeutico della cannabis ma il Progetto Pilota del Governo italiano non decolla.

Nel Marijuana Business Factbook 2016, prodotto dal Marijuana Business Daily, si stima che negli Stati Uniti le vendite annuali di cannabis legalizzata, per scopo terapeutico e ricreativo, si aggirano tra i 3.0 e i 3.4 miliardi di dollari.

Un valore superiore al doppio di quello stimato per l’industria del tabacco (1.5 miliardi di dollari).

Così dalle colonne del blog online Consumerist, una delle principali piattaforme statunitensi di informazione indipendente per i consumatori, lancia l’allarme sulla probabile e plausibile sostituzione di Big Tobacco con Big Marijuana.

Il dibattito sui danni causati dal fumo di tabacco e marijuana è sempre molto acceso, e ferme restano le posizioni di chi li vuole contrapposti in funzione degli effetti benefici e terapeutici della marijuana che il tabacco non ha.

In Italia, in attesa dei dati del Progetto Pilota del Governo sulla coltivazione di cannabis a scopo terapeutico, i promotori della legalizzazione e liberalizzazione dell’erba lanciano già le prime critiche per l’irrisorio quantitativo prodotto e limitato a una sola tipologia di pianta di marijuana.

Negli USA la cannabis produce guadagni, in Italia il farmaco Bediol

L’impatto stimato sull’economia generale degli Stati Uniti dell’industria della cannabis, ad uso terapeutico e ricreativo, per il 2016 si aggira su un valore compreso tra i 14.0 e i 17.2 miliardi di dollari. Le proiezioni al 2020 portano a un valore compreso tra i 24.4 e i 44.00 miliardi di dollari. Un giro d’affari che ha avuto, tra le conseguenze più gradite dai contribuenti, la diminuzione della pressione fiscale o la restituzione delle tasse già versate all’erario.

Secondo CanapaInfoPoint.it i numeri della sperimentazione italiana sono irrisori. Nel primo semestre di quest’anno saranno prodotti 50 kg del farmaco Bediol sfruttando solo una delle numerose varietà di cannabis che possono avere un impiego farmaceutico. La strada migliore da seguire invece, per le scelte terapeutiche, è quella della legalizzazione della marijuana, dell’uso e della auto-coltivazione, la Plant therapy.

Studi americani e spagnoli ridimensionano l’efficacia terapeutica della cannabis

L’American Academy of Neurology ha pubblicato nell’agosto 2015 i risultati della revisione degli studi sull’uso della cannabis sativa o dei cannabinoidi nei disturbi neurologici.

L’uso prolungato della marijuana potrebbe produrre una riduzione dell’ippocampo, un declino della memoria e della capacità di prendere decisioni. Non sembra che la cannabis abbia effetti curativi per ogni patologia neurologica ma migliora i sintomi indesiderati e allevia la sofferenza.

In un articolo riportato online dall’International Association for Cannabinoid Medicines, il dottor Manuel Guzmán (docente presso il Dipartimento di Biochimica e Biologia molecolare della Complutense University di Madrid) analizza le considerazioni del National Cancer Institute of the US sui benefici di cannabis e cannabinoidi sul cancro.

Nonostante flebili evidenze di attività antineoplastica in alcuni pazienti, sarebbe errato affermare che i cannabinoidi sono farmaci antitumorali efficaci e che sia proficuo un loro impiego di massa.

È necessario che vengano condotti ulteriori esaurienti studi clinici per poter stabilire un futuro impiego dei cannabinoidi come farmaci antitumorali oltre che nelle cure sintomatiche e palliative.

L’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze coltiva cannabis per curare gravi patologie neurologiche e neoplastiche

Sul sito dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze si legge che il Progetto Pilota per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis, voluto di concerto dal ministro della Difesa Roberta Pinotti e dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, è volto alla “cura di patologie gravi e altamente invalidanti, come la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica, il glaucoma, le malattie neoplastiche“.

Insomma tutte patologie neurologiche e neoplastiche per cui “i preparati a base di cannabis sembrano essere molto efficaci e con un rapporto rischio-beneficio nettamente a favore di quest’ultimo“.

Governo italiano, rimandato a settembre il ddl sulla cannabis

Il testo presentato da Roberto Giachetti del Pd, che contiene “Disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati”, non sembra avere un numero di sostenitori tale da raggiungere la maggioranza (315) in Parlamento e così verrà ridiscusso a settembre.

© 2016, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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