La quotidianità sconfigge i demoni in “Fato e Furia” di Lauren Groff

Lauren Groff ha costruito la vicenda portante di Fato e Furia, tradotto in italiano per la cura di Tommaso Pincio e pubblicato dalla Bompiani, attorno a una serie di interrogativi fondanti. Cosa si nasconde nei meandri più bui della nostra mente? Si possono cancellare le azioni commesse o subite con la sola forza del pensiero? Si può rinnegare una figlia perché ha commesso un errore?

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Stando a quanto riportato dal quotidiano britannico «The Guardian» il 25 dicembre del 2015 il presidente americano Obama e Amazon hanno incoronato Fates and Furies libro dell’anno. Sembrerebbe che i lettori vengano catturati dal lato oscuro del moderno matrimonio raccontato dalla Groff. È la stessa autrice nei ringraziamenti a legare il libro a un doppio matrimonio: da una parte quello dei protagonisti, Lotto e Mathilde, e dall’altra al proprio, «incredibilmente fortunato», con Clay. Ma non dice che Fato e Furia è un libro che parla di matrimonio, né antico né moderno, e infatti non lo è. Ciò che invece afferma con estrema chiarezza è la sua opinione «ambivalente riguardo al matrimonio». E questo si ritrova più volte nel testo.

Dalla Florida al Maine passando per Parigi e la campagna francese, la Groff sfrutta tutti gli scenari possibili per ambientare le “scene” del suo romanzo che a tratti ricorda le saghe famigliari tanto care al pubblico americano. Case coloniche, grandi proprietà, immense ricchezze e fortune, i sogni e le chimere del successo… tutti tasselli del puzzle noto come “sogno americano” che in Fato e Furia si scontrano, come uno schiaffo sulla guancia, con la miseria, la delusione, la depressione, l’alcolismo, la perversione e i demoni di personalità borderline lasciate da sole ad affrontare paure e dolori. E sarà questo a unire le vite e i corpi di Lotto e Mathilde, i segreti non detti, le passioni represse, i desideri inespressi… non la loro unione, né classica né moderna, che per convenzione viene chiamata “matrimonio”.

La quotidianità sconfigge i demoni in “Fato e Furia” di Lauren Groff

La struttura del libro di Lauren Groff sembra costruita su un doppio binario, da una parte il bianco e dall’altra il nero. Prima l’io narrante è Lotto, poi Mathilde. Nella prima parte il protagonista è lui, nella seconda lei. Risulta quasi incredibile scoprire come le due metà combacino alla perfezione, siano convergenti e allo stesso tempo complementari; sarà solo dopo averle lette entrambe che il lettore avrà una visione d’insieme e una maggiore coscienza della portata dell’opera e del lavoro dell’autrice. Nel libro gli eventi sembrano governati dal fato ma in realtà è la furia a dominare su tutto e tutti, sia quando essa decide di agire sia quando sceglie invece di rimanere sopita. La furia nelle sue tre personificazioni (vendetta, ira e rimorso) regola la vita di Lotto e di sua madre Antoinette, del suo migliore amico Chollie e di Mathilde, la cui vera natura verrà svelata solo nelle ultime pagine allorquando compirà l’azione, l’unica possibile e necessaria per cancellare il buio del diniego dal suo essere più profondo. Solo allora Mathilde capirà di non essere una persona completamente sbagliata e che forse a una bambina di quattro anni il beneficio del dubbio va dato lo stesso, anche se ha commesso un gravissimo errore.

Dopo la repentina morte di Lotto, Mathilde si ritrova nuovamente sola ad affrontare la vita e i suoi demoni. Mentalmente ripercorre ogni singolo fotogramma, ogni istante durante il quale il suo respiro ha incontrato quello degli altri dando origine a un’alchimia rivelatasi nella gran parte dei casi esplosiva. Rivive gli anni del matrimonio con Lotto, le feste con gli amici di sempre, il suo lavoro in galleria e il rapporto controverso con il titolare Ariel, gli anni del college, quelli trascorsi in casa di suo zio e gli altri da sua nonna… fino a ritrovarsi di nuovo bambina nella grande casa di famiglia con i nonni paterni, i genitori e il fratellino.

La quotidianità sconfigge i demoni in “Fato e Furia” di Lauren Groff

Ripensando al giorno in cui la sua vita è cambiata, nell’esatto momento in cui quella di suo fratello si spegneva a causa dei traumi riportati in seguito alla caduta dalle scale di cui viene incolpata lei, matura l’idea della cancellazione come vendetta e impiega i soldi guadagnati lavorando costantemente al fianco di suo marito per distruggere proprietà, ricordi, senso di colpa, passato e futuro. Non le rimane che il presente, gli anni del suo “matrimonio” con Lotto, quelli in cui ha deciso di vestire i panni della persona che avrebbe sempre voluto essere.

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Non so se Fates and Furies sia o meno il miglior libro del 2015; quel che è certo è che leggendo Fato e Furia di Lauren Groff si rimane affascinati dalla prosa scorrevole, dalla trama intrigante, dai contenuti mai scontati, dal retrogusto amaro che lascia nel lettore l’intera vicenda.

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© 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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