Marco Milone 1

Marco Milone, attore, poeta e scrittore, studioso di parapsicologia e numerologia ha accettato di rispondere alle nostre domande sulle sue opere poetiche Anime nude Dove va il mondo e di raccontarci gli studi e la ricerca interiore ed esteriore che hanno fatto da preludio alla loro composizione.

Sia nella raccolta Anime nude che in Dove va il mondo il filo che lega le tue opere sembra essere quello di una profonda ricerca interiore rapportata, a volte contrapposta, al mondo che ci circonda. Cosa cerca l’Io esploratore delle tue poesie?

È difficile condurre un viaggio dentro se stessi senza percepire come improprio il mondo intorno. Tutte le forze vitali si basano su un costante processo di creazione e distruzione, proprio perché la demolizione di determinate parti risulta fondamentale per permettere una piena rinascita. E così la poesia diventa un luogo libero dove potere esprimere le proprie percezioni,  lasciarle libere di vagare fuori da me stesso e accogliere nuove energie più favorevoli alla mia consapevolezza interiore.

E cosa si aspetta l’Io autore?

L’autore si aspetta di condurre un mitico viaggio alla ricerca del recondito significato delle strutture che appaiono intorno, di acquisire la capacità di discernere meglio che cosa trattenere e  che cosa accogliere. Ogni giorno è come una rinascita: nell’illusione di un percorso temporale orizzontale la vita sembra scorrere velocemente come se tutto fosse uguale, eppure tutto diventa diverso quanto più si coglie la bellezza dietro il mondo delle illusioni. Voglio semplicemente imparare ad abbandonarmi con fiducia verso i nuovi lidi dove gli eventi mi trascineranno, e così viaggiare alla scoperta di me stesso.

A tratti emerge dalle rime la considerazione che l’anima di ognuno abbia sempre un’origine buona, pura, contaminata dal rapporto con se stessi e con il mondo esterno, incattivita dalla necessità di interagire in una società dove spesso, troppo spesso, si è costretti a indossare delle maschere, interpretare dei ruoli. Ritrovare se stessi è la direzione per ritrovare la purezza?

Come fai a condurre il sentiero se non diventi il sentiero stesso?Viviamo in un contesto sociale in cui l’uomo viene privato della propria naturalezza, proprio perché investito di ruoli che gli vengono presentati come assoluti e necessari. L’effetto di ciò è che il bambino che muove i primi passi, contestualmente va perdendo il fascino dell’esplorazione, e con esso anche la capacità di distinguere l’effimero dall’imperituro e abbandonarsi alla propria immaginazione, che rimane la maggiore abilità umana. Sapere sognare permette di trovare la forza interiore di spingersi oltre le proprie forze, di riscoprire capacità latenti: nessuno sforzo scompare mai dal mondo delle cause, tutto permane e diventa realizzabile se si diventa il sentiero stesso. Come fai a diventare il sentiero se dentro di te non risplende la fiamma dell’audacia?

È prevista l’uscita di un’ulteriore raccolta di componimenti poetici o stai impegnando la tua penna in altre produzioni?

Tra le pubblicazioni future ci saranno altre raccolte poetiche, ma al momento sono maggiormente concentrato sulla stesura di un libro sulla storia del go, un gioco da tavolo cinese, fortemente intriso di concetti della filosofia taoista, le cui origini si perdono tra leggende mitologiche e connessioni esoteriche con l’arte divinatoria. Si dice che la partita a go rappresenti la lotta contro se stesso, e questo è un concetto che mi affascina molto soprattutto nell’ottica di saper riequilibrare le parti di se stesso che non sono state ben bilanciate. Il go aiuta ad affinare le capacità meditative, e forza il giocatore a prendere delle decisioni, rivalutando il concetto di materialismo e forzandolo a distaccarsi da tutto ciò che lo appesantisce.

Cosa rappresenta per te la poesia nel panorama culturale? E all’interno del tuo universo personale?

Oggi vedo una forte contaminazione commerciale nel panorama culturale, soprattutto nel cinema e nella narrativa. La poesia è una forma letteraria che per definizione ha la doppia funzione di veicolare un messaggio sia informativo che emotivo, e dunque è rimasta più pura rispetto ad altre espressioni culturali.
Personalmente prediligo la poesia perché capace di accogliere in sé alcune qualità della musica, permettendoti di giocare sul significato semantico delle parole insieme al suono. Come capace di auto-rigenerarsi la poesia ispira altra poesia: qualsiasi verso cambia significato decontestualizzato e assume un nuovo significato semantico. Scrivere poesia non è tanto dissimile dalla magia: consente l’accesso a mondi inesplorati, evocando stati d’animo soppressi.

Studio, ricerca e analisi caratterizzano la produzione artistica di Milone ma anche la sua ricca personalità che affascina come le sue poesie proprio per quel senso di naturalezza e sincerità che traspare da entrambe.

http://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2014/03/08/un-intervista-con-marco-milone-a-cura-di-irma-loredana-galgano/

© 2014, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Condividi