7988 Natale (2)

La Confesercenti ha reso noti i risultati dell’indagine, condotta in collaborazione con SWG, su Natale, consumi, tredicesima e acquisti degli italiani. I dati sono aggiornati al 2014.

La spesa stimata per l’acquisto dei doni natalizi ammonterebbe a 7 miliardi, circa 270 milioni in più rispetto al 2013 ma ben il 71% degli intervistati ha dichiarato che sceglierà convenienza rispetto a qualità.

Non sono più i prezzi a spaventare, ma a  frenare gli acquisti di 1 italiano su 4 sono le tasse.

Le tredicesime ammonteranno quest’anno a 42 miliardi, con un aumento medio a lavoratore di 8 euro, e alimenteranno i consumi per 22 miliardi: il resto servirà a pagare le imposte. Solo per fine anno infatti serviranno 11 miliardi fra Tasi, Imu e addizionali.

Nonostante il 54% pensi che nel 2014 l’Italia sia peggiorata, nonostante la prosecuzione della ‘crisi’ e le ‘tasse natalizie’ il 47% si dichiara speranzoso per il futuro.

Il lavoro rimane la prima preoccupazione degli italiani, il 35% chiederebbe al Governo-Babbo Natale di ridurre la disoccupazione. Il 30% la riduzione delle tasse e il 24% la riduzione di privilegi e abusi.

La bassa inflazione e gli aumenti contrattuali hanno portato a una leggera variazione positiva delle tredicesime rispetto al 2013. Un +0.6% che equivale a un micro-incremento di 8 euro a persona. Ammesso pure di voler considerare come un fattore positivo questo irrisorio aumento va tenuto in considerazione che sono in diminuzione i percettori. Infatti quest’anno 1 italiano su 4 dichiara di non avere nel proprio nucleo familiare alcuno che percepisca la tredicesima, contro il 22% dello scorso anno.

Il 71% degli intervistati dichiara di potersi permettere solo regali convenienti per festeggiare il Natale mentre solo il 16% preferirà regali di qualità e un 13%  ammette di non potersi permettere alcun regalo.

Per i più piccoli la tendenza maggiore, il 43%, è orientata verso la scelta di regali utili, come il vestiario, seguiti a ruota dai giochi di una volta e quelli tecnologici.

Uno sguardo d’insieme sui risultati dell’indagine di Confesercenti-SWG mette addosso una grande tristezza. Per l’elevato numero di persone in difficoltà, per l’immancabile senso di frustrazione che in troppi proveranno prima e durante il periodo ‘festivo’ e soprattutto per i motivi che genereranno tale situazione.

Per gli eletti del nostro Governo e del Parlamento tutto non esiste crisi che giunga a intaccare i privilegi, economici e sociali, di cui godono e che sembrano essere diventati un pilastro indispensabile che però non è destinato a reggere il Paese quanto piuttosto a essere retto da questo. I cittadini, che tutti insieme, sono chiamati a reggere sulle proprie spalle questa esosa impalcatura dorata ricordano il mitico Atlante costretto a reggere su di sé il peso del mondo intero.

Il Natale si è dimostrato essere da molto tempo l’operazione di marketing più riuscita in assoluto. Un concentrato di giorni festivi, di bisogni commerciali, di acquisti sfrenati, di pranzi sontuosi, di cene galanti, cenoni abbondanti, sacchi e calze colmi di ogni genere di doni e tutto ciò vuol essere ancora fatto passare come festività religiosa. La Chiesa in primisdovrebbe ricordare ai propri fedeli il significato del Natale, la povertà estrema da cui ha avuto origine, gli insegnamenti del Cristo che nulla ma proprio nulla hanno a che vedere con questa giostra di luci e colori.

Sarà per questo che in molti la vogliono far passare come la festa di tutti, non solo dei cristiani, ma esattamente allora cosa si festeggia?

Un giorno una persona che reputo molto saggia mi ha detto «non fidarti mai dell’apparenza, della leziosità e delle convenzioni. Segui il tuo istinto e sii il più naturale possibile. Chi l’ha detto e dove sta scritto che bisogna aspettare Natale, la Befana, San Valentino o l’8 Marzo per dire a qualcuno che lo si ama? Non ha molto senso fare un regalo se è la società che te lo impone. Che senso ha abbuffarsi per un pranzo un giorno in cui magari non hai neanche fame?».

Onestamente vorrei che tutti i cristiani pregassero sinceramente la notte di Natale ricordando il Cristo nato in una mangiatoia e che tutti, anche i non cristiani, vivessero questi giorni di ‘festa’ serenamente, valutando i propri affetti e sentimenti non l’altezza del proprio albero o la grandezza e quantità dei regali sotto a questo posizionati. Vorrei che tutti mangiassero un panino o un piatto di pastasciutta e poi trascorressero quei giorni con i propri cari. Vorrei che i giorni di festa diventassero uguali agli altri e che tutti consentissero alle persone di sentirsi adeguate, rispettate, amate.

http://luciogiordano.wordpress.com/2014/12/14/natale-gli-italiani-e-la-tredicesima-che-diventa-un-miraggio/

© 2014, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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