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Con 665 voti e un lungo applauso Sergio Mattarella è stato proclamato 12° Presidente della Repubblica italiana da un’aula piena di «teatranti, con l’abito di festa e i capelli in ordine, consci di essere qui solo per apparire come belle statuine». In questo modo, il portavoce alla Camera per il M5S Manlio di Stefano descrive i grandi elettori che esultano non si riesce a comprendere bene per chi e per che cosa.

È risaputo infatti che non hanno scelto loro il candidato alla Presidenza della Repubblica ma lo ha fatto per tutti il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il quale ha precisato anche che bisognava votarlo al quarto scrutinio, cosa che puntualmente è stata fatta. E questo che ha dato origine all’esultanza?

Già nei giorni scorsi, nelle ore che hanno preceduto la determinante quarta votazione, Andrea Cecconi dichiarava che «tutto quello che sta facendo Renzi è una grande opera di ricatto».

Paola Taverna elenca tutti i modi in cui è stato scritto il nome del candidato più votato:

  1. Sergio Mattarella

  2. Mattarella

  3. Mattarella Sergio

  4. Mattarella S.

  5. S. Mattarella

  6. On. Sergio Mattarella

  7. Mattarella On. Sergio

  8. Prof Mattarella

«questi i codici identificativi per sapere chi e quanti votavano come voleva Renzi. Piccole strategie da Palazzo.»

Era ritornato sull’argomento anche il portavoce vice presidente alla Camera Luigi di Maio prima che iniziasse lo scrutinio «i partiti in Aula oggi conteranno i voti per evitare franchi tiratori, ma soprattutto per farli ‘pesare’ in futuro. Sembra che quelli di Sel scriveranno ‘prof Sergio Mattarella’ mentre la minoranza PD ‘Mattarella Sergio’. Sarebbe bastato che la Presidente Boldrini si fosse rifiutata di leggere il nome sulle schede durante lo spoglio, leggendo solo il cognome. Così come le avevamo chiesto noi del Movimento 5 Stelle. Se la legalità non parte dal Parlamento, che speranze può avere questo Paese?»

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Di Maio ha sempre ribadito nei suoi interventi l’importanza fondamentale della libertà di esprimere il proprio voto senza condizionamenti dissociandosi anche dal gesto provocatorio del portavoce Di Stefano di filmare la prima votazione per dimostrare quanto fosse facile documentare il proprio voto per poi, eventualmente, riferirne fuori dall’Aula. Il suo gesto è stato duramente criticato sui social dove aveva postato prima e rimosso poi il video.

«Oggi ho pubblicato un video mentre dallo scranno andavo a votare in cabina, poi l’ho rimosso per evitare facili strumentalizzazioni dei soliti sciacalli, ma chiariamo qualcosa una volta per tutte:

  1. Di 1009 elettori odierni la metà hanno condanne o indagini per i più svariati reati penali, dovrei vergognarmi perché ho reso i cittadini partecipi di un momento che dovrebbe rappresentare la nobiltà politica? Mai. Cacciate prima la mafia dal Parlamento e poi tornate a farmi la morale.

  2. Il voto dovrebbe essere segreto ma come M5S abbiamo sempre proclamato la volontà di rendere ogni processo decisionale pubblico e trasparente, per questo non chiediamo mai la votazione segreta in aula.

  3. Pensate sia una bambinata riprendere i momenti in aula? Io credo l’opposto. Se gli italiani avessero sempre ‘visto’ con i loro occhi cosa avviene in quella vasca di squali oggi non sarebbero così ottenebrati.

  4. Avete accettato mafia, massoneria e lobbismo per 30 anni, votate partiti che contano in lista più indagati che incensurati e oggi vi scandalizzate per un video?»

Il giudice Imposimato, che è stato il candidato alla Presidenza della Repubblica per il M5S, al termine del quarto scrutinio è stato raggiunto, nella sua abitazione, dai portavoce in Parlamento e insieme hanno discusso di corruzione e Costituzione.

«Ove la maggioranza governi, ignorando o limitando i diritti della opposizione, allora si ha il regime, che è dittatura della maggioranza e cioè non democrazia.»

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Il professor Aldo Giannuli commentando le recenti elezioni del PDR sostiene che il M5S ha ottenuto «una discreta vittoria, anche se diversa da quella progettata:

  1. Ha stanato Renzi costringendolo a fare il nome prima dell’inizio delle votazioni.

  2. Ha costretto Renzi a scegliere una persona decente.

  3. Quindi ha sbarrato la strada ad Amato, Veltroni, Grasso ecc…

  4. Ha incrinato seriamente il patto del Nazareno.

Direi che non è poco, anche se è mancato l’obiettivo di mettere in crisi Renzi (duole ammetterlo, ma l’uomo è furbo, spregiudicato, sleale e, pertanto, difficile da battere).

Tutto questo significa che il M5S si sta sporcando le mani e sta diventando come gli altri? Assolutamente no: solo che ha scoperto che non c’è solo la lotta greco-romana, c’è anche il judo e, per fare la guerra, non c’è solo lo scontro frontale ma anche la guerriglia, con rapide e improvvise incursioni.

Come si vede, non era un favore al PD, ma un’azione di guerriglia. D’ora in poi sarà bene adattarsi all’idea di un M5S meno prevedibile del passato.»

Andrea Cecconi risponde a coloro che hanno affermato che il Movimento 5 Stelle non ha saputo incidere dicendo che «incidere non significa ratificare le decisioni di Renzi o mandare giù qualunque boccone solo per dire ‘anche noi abbiamo votato sì’».

Manlio Di Stefano, commentando la felicità dei grandi elettori, dice «ora dall’aula passeranno alle telecamere, quelle che vedete nel cortile di Montecitorio, e partirà il teatrino degli incensatori del nuovo Presidente. Tra qualche mese però scoprirete chi è davvero Mattarella Sergio, pezzo centrale del sistema politico che ci ha rovinati negli ultimi 30 anni».

Un siciliano, con un’origine politica da democristiano, giudice di Corte Costituzionale, autore del Mattarellum, con un fratello ucciso per mafia, e addirittura capace di rinunciare a un incarico istituzionale deve essere sembrato, agli occhi di chi lo ha scelto, perfetto per scongiurare duri attacchi e critiche che lo stesso però non sono mancate.

Mattarella è un uomo della 1° Repubblica, quella che si è conclusa in maniera non proprio eccelsa, per usare un eufemismo, è un ‘convertito’ alla sinistra o al centro-sinistra o a quello che più o meno di tutto ciò si può trovare oggi in Parlamento ed è figlio di Bernardo, sospettato di avere rapporti con esponenti della mafia e sempre difeso dai colleghi democristiani.

Alessandro di Battista pone l’accento sull’importanza dell’imparzialità delle più alte cariche dello Stato, per il bene di tutti i cittadini. «Non ha avuto i nostri voti ma da oggi Mattarella è il Presidente di tutti gli italiani. Ci aspettiamo che si comporti seguendo i doveri che caratterizzano la sua alta carica. E ci aspettiamo, quindi, che non firmi la nuova legge elettorale madein Renzi-Berlusconi che presenta gli stessi vizi di incostituzionalità delporcellum, legge che lo stesso Mattarella ha bocciato come giudice della Corte Costituzionale. Si chiama ‘prova della firma’.»

Posizione del Movimento fortemente ribadita sulla pagina pubblica Montecitorio Cinque Stelle «la attendiamo al varco dei numerosi decretoomnibus e senza alcun requisito di necessità e urgenza a cui questo Governo ci ha abituato. Sui già previsti salvacondotti per Berlusconi. Così come lo attendiamo a una forte presa di posizione rispetto alla vicenda tristemente nota come ‘Trattativa Stato-mafia’. Anche sulla legge attualmente in discussione, dopo aver fatto parte del collegio giudicante che ha cassato il porcellum, ci si attende da Mattarella un monito a favore della libertà dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti in Parlamento».

Uno dei motivi per cui è nato e resiste il M5S è fare in modo che i cittadini, dentro e fuori le Istituzioni, tornino a contare qualcosa, ad avere non solo voce in capitolo nelle decisioni che riguardano il Paese ma anche riappropriarsi di alcune delle tante cose che gli sono state tolte in tutti questi anni di malgoverno della nazione. Oggi i cittadini purtroppo non contano nulla. Ci sono coloro che accettano questa situazione come un dato di fatto incontrovertibile e coloro che addirittura criticano prese di posizione differenti. Come quella del Movimento 5 Stelle che chiede rispetto, dignità e partecipazione.

Scrive Furio Colombo «Guardando l’Italia mentre elegge il suo prossimo presidente della Repubblica, non puoi non vedere che tu, cittadino, non sai e non conti. Ma anche le persone che hai eletto perché siano il tuo Parlamento non sanno e non contano. E possono solo mettere, in proprio, un volenteroso entusiasmo. Oppure vendicarsi con il voto segreto. Come abbiamo visto prevale l’obbedienza. Essa non ha niente a che fare con il condividere una scelta. Per esempio, in questa situazione italiana non è mai stata in discussione la scelta di Sergio Mattarella for President. La discussione è stata (o meglio: sarebbe stata, se qualcuno l’avesse permessa) solo una domanda: la scelta di chi? Questo è il punto su cui si concentra il grande indovinello della vita pubblica italiana: chi comanda, chi decide? In una bella giornata di gennaio, alle due di un pomeriggio, il primo ministro del Paese Italia, in cui c’è il vuoto della più alta carica dello Stato, che spetta al Parlamento eleggere, si presenta ai deputati e senatori che rappresentano il Partito democratico in Parlamento, per annunciare loro che, compatti e disciplinati, voteranno una persona che non hanno mai incontrato o sentito parlare e che adesso è giudice della Corte Costituzionale: Sergio Mattarella. L’annuncio non è fatto per aprire il dibattito. È una comunicazione di servizio».

Tutto ciò avrebbe dovuto portare ogni singolo cittadino ad aprire un onesto dibattito in merito a certi meccanismi invece di omologarsi al Sistema che genericamente continua a essere definito marcio ma poi in concreto finisce col risucchiare tutti che scelgono la strada più facile. Per paura. Perché è solamente la paura che ti spinge ad accusare qualcosa o qualcuno e contemporaneamente a difenderlo incolpando di tutto chi lo combatte sul serio.

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 Le illustrazioni sono opere di Pawel Kuczynski

© 2015, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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