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Irma Loredana Galgano

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Maria Elisa Gualandris, Solo il buio

04 lunedì Ago 2025

Posted by Irma Loredana Galgano in Recensioni

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MariaElisaGualandris, MorelliniEditore, recensione, romanzo, Soloilbuio

Jasmine Faizal, dicissettenne di origini marocchine, viene trovata morta nella vasca di un vecchio lavatoio a Verbania. A indagare è Rosa Spini, giovane magistrata determinata a scoprire la verità. Ma il caso riapre una ferita profonda: la morte della sua migliore amica, Chiara, negli attentati di Parigi del 13 novembre 2015. Mentre l’indagine prende piede, il clamore mediatico travolge Rosa, mettendo a nudo il suo passato e facendola finire sotto accusa. Affiancata dalla medica legale Barbara e dal giornalista Berna, Rosa dovrà confrontarsi non solo con i propri demoni interiori, ma anche con le complesse dinamiche di una comunità lacerata dalla paura e dal pregiudizio.

Nel romanzo di Maria Elisa Gualandris ci sono tante storie di donne che si incontrano, si intersecano, si tagliano e si stagliano come rette su di un piano. Sono esistenze che nascondono segreti, misteri, dolori, sentimenti, desideri, aspirazioni, ambizioni. Destini che si intrecciano alla vita. Vite spezzate dal destino. Un destino spesso deviato dall’agire umano. Come per la morte di Jasmine e Chiara. 

Il fulcro dell’intero romanzo è la protagonista, Rosa, una donna forgiata dalle difficoltà che ha dovuto affrontare, dai dolori e dalle perdite che ha dovuto superare, dai sensi di colpa e da quelli di inadeguatezza che derivano, per la maggiore, dalla madre. Donna forte e sicura di sé non è riuscita a trasmettere la stessa sicurezza nella figlia, che invece sembra arrancare nel tentativo di mantenere il passo. I danni emotivi sono evidenti nel comportamento come nei pensieri di Rosa. Angoscia esistenziale che si trasforma in bulimia alimentare. 

Un ulteriore e potentissimo trauma che Rosa deve affrontare è l’aggressione subita durante l’attentato al Bataclan di Parigi. Sopravvissuta si ritrova a dover convivere con i sensi di colpa per la morte della sua migliore amica. Il dover indagare sull’omicidio di Jasmine e avvicinarsi quindi alla comunità degli immigrati musulmani è una ulteriore durissima prova. Il lavoro richiede che rimanga distaccata e professionale, la mente è tormentata da emozioni e ricordi. I sentimenti contrastanti diventano pugni in faccia e allo stomaco per la giovane magistrata. 

Durante le indagini per l’omicidio di Jasmine, Rosa dovrà fare i conti con i propri fantasmi ma anche con numerosi ostacoli derivanti, o comunque dipendenti, dal comportamento delle persone che la circondano, inondandola di paure e timori che in lei diventano ricordi, ingerenze che la fanno vacillare ma non cadere. 

Il libro scritto da Gualandris è un noir psicologico. L’autrice lascia la protagonista indagare sul delitto ma l’intero libro sembra costruito sull’analisi della psiche della stessa Rosa. La narrazione di un crimine violento attraverso il filtro sensibile di una mente umana provata da traumi plurimi. La magistrata riesce a trovare la giusta strada per la risoluzione del caso ma questo, a tratti, sembra addirittura secondario rispetto all’indagine che l’autrice deve aver compiuto per creare il personaggio di Rosa Spini. 

La paura è un’emozione. E il trauma derivante da una forte paura è una forte emozione per l’animo umano. Rosa è una traumatizzata in questo senso e, prima ancora di risolvere il delitto, deve fare i conti con il proprio essere. Sarà poi proprio la consapevolezza del delitto a porla dinanzi a delle scelte che apriranno un varco anche all’interno del proprio trauma, dentro se stessa. 

Indagando all’interno della comunità marocchina, Rosa riesce ad aprire uno squarcio anche per la comprensione del proprio trauma. Ciò naturalmente non potrà mai cambiare quanto accaduto ma la aiuterà a comprendere alcune dinamiche che le torneranno utili anche nell’indagine per l’omicidio di Jasmine. Soprattutto, l’aiuteranno a riscoprire una forza che credeva di non possedere o di non possedere più. Una determinazione che sarà determinante, per l’indagine certo ma anche per il suo essere. 

A tratti, il libro di Gualandris si mostra al lettore quasi come una sorta di manifesto per la libertà femminile, in tutte le sue forme e contro tutte le forme di oppressione e limitazione. Una sorta di inno alla rivoluzione. 

Il libro

Maria Elisa Gualandris, Solo il buio, Morellini Editore, Milano, 2025.


Articolo pubblicato su LuciaLibri.it


Disclosure: Per l’immagine di copertina, credits www.pixabay.com


© 2025, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

I rischi della vita in “Incerti posti” di Marco Montemarano (Morellini, 2017)

27 lunedì Nov 2017

Posted by Irma Loredana Galgano in Recensioni

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Europa, Incertiposti, Italia, italiani, MarcoMontemarano, MorelliniEditore, recensione, romanzo

L’incertezza è un rischio perché per agire devi essere impavido, come un ginnasta o un circense che si lanciano nel vuoto senza avere una rete di protezione pronto ad accoglierli e trattenerli se qualcosa dovesse andare storto. Ma la vita è sempre un’incertezza e quindi un rischio. Come lo sono i protagonisti del libro di Montemarano e i luoghi dove le loro storie si snodano e si annidano dentro cubi di cemento che possono essere al contempo nidi e trappole.

Periferia. Questa è la geolocalizzazione scelta da Marco Monterano a fare da sfondo alle vicende di Matteo e sua sorella, di Antonio e sua madre, di Bernardo e dei bulli di Zeppetella… scorci di vita strappati al cemento dei cubi di mattoni, dei muri infiniti, delle strutture fatiscenti e abbandonate che determinano paesaggi desolanti e prospettive incerte. Come la vita. Come il futuro. Come il passato.

E sono proprio i ricordi confusi che tormentano Matteo e Arianna, flash di una vita vissuta che sembra immaginata e sogni che sono incubi ma sembrano veri, reali.

In libreria da settembre 2017, Incerti posti di Marco Montemarano, edito da Morellini, è una conferma del carattere letterario dell’autore, del suo personale stile di scrittura, della sua voglia di non limitarsi a inventare delle storie ma raccontare i fatti della vita e farli entrare nella mente del lettore. Per conoscere. Per capire. Per dare in qualche modo giustizia a vittime di episodi di cronaca passati quasi in sordina o comunque presto dimenticati.

Si ritrova nel testo di Montemarano anche il dualismo tra Sud e Nord, inteso però come la parte settentrionale dell’Europa, non solo dell’Italia. Mentre il meridione è ‘egregiamente’ rappresentato dalla periferia romana e dai suoi abitanti. Un sottile e pungente resoconto della società, che è una realtà di molti luoghi e città italiane, e che può essere spiegata parafrasando le riflessioni del protagonista, Antonio, sulla madre del suo amico Bernardo.

«La signora vedeva suo figlio circondato da ombre e non capiva che Bernardo l’ombra ce l’aveva dentro»

Un libro, Incerti posti, che racconta del malessere più intimo e personale come delle difficoltà lavorative, dello sfruttamento sessuale di una giovane donna e di quello professionale, dell’amore e dell’odio, dei segreti e delle verità che si preferisce fingere di non vedere o capire anche quando appaiono troppo palesi per poterle ancora nascondere… eppure lo fa con uno stile narrativo semplice, senza presunzioni di sorta, anche quando racconta di fatti tragici, drammatici o violenti lo fa come un semplice ma chiaro reportage. Sarà poi compito del lettore riflettere sul narrato e trarne le dovute conclusioni.

Una narrazione che coinvolge il lettore come già accaduto leggendo gli altri libri di Marco Montemarano, una scrittura per passione che cattura il lettore e lo ‘costringe’ a riflettere sui mali della vita e sulle sue incertezze. Incerti posti, un libro da leggere.

Source: Si ringrazia l’Ufficio Stampa di Morellini Editore per la disponibilità e il materiale

LEGGI ANCHE

“Un solo essere” di Marco Montemarano (Neri Pozza, 2015)

Il racconto delle occasioni di vita perdute in “Manuale di fisica e buone maniere” di Daniele Germani (D&M, 2016)

La disperazione del viver quotidiano in “Ogni spazio felice” di Alberto Schiavone (Guanda, 2017)

© 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Il romanzo che l’autore non voleva scrivere: “Piano americano” di Antonio Paolacci (Morellini Editore, 2017)

07 martedì Nov 2017

Posted by Irma Loredana Galgano in Recensioni

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AntonioPaolacci, MorelliniEditore, PianoAmericano, recensione, RinnovamentoCulturaleItaliano, romanzo

Il libreria da ottobre 2017 con Morellini Editore, Piano americano di Antonio Paolacci è il romanzo che l’autore “non voleva scrivere” ma che i lettori invece vogliono di sicuro leggere.

 

Una trama che si tesse intorno a uno degli eventi più importanti della vita di un uomo e di una donna e si intreccia con tutti i sentimenti che l’autore sceglie di mettere nero su bianco o che finge di confidare ai suoi lettori. La nascita di un figlio è un evento che cambia la vita dei genitori già nove mesi prima la venuta al mondo e il protagonista del libro, una volta realizzato, sembra smarrire tutti i suoi precedenti punti di riferimento.

Piano americano si presenta al lettore come uno spettacolo teatrale, una irriverente “messa in scena” della vita dello scrittore Antonio Paolacci, protagonista del libro, il quale è al contempo attore, comparsa, pubblico e regista della rappresentazione per antonomasia delle “maschere”. Il grande drammaturgo Luigi Pirandello ha ricordato nelle sue opere la presenza delle “maschere” che tutti e ognuno indossano ogni giorno ma l’autore per meglio chiarire il concetto chiama in causa il noto sociologo Erving Goffman che, in La vita quotidiana come rappresentazione (Il Mulino, 1969), ne dà un’eccellente interpretazione e spiegazione.

Tra il serio e il faceto, tra il reale e il surreale… Paolacci in Piano americano dà libero sfogo a tutti i sentimenti repressi di coloro che, con impegno e fatica, scelgono di “donare” le loro creazioni al mondo intero sotto forma di opere di narrativa o componimenti in versi e vengono ripagati con scarso interesse e ancor meno moneta sonante. L’autore volutamente sembra estremizzare la situazione che, comunque, nella realtà non è poi tanto dissimile da quella descritta e analizzata dal protagonista del libro.

«Scrivere è lottare ininterrottamente con la propria intelligenza, contro una stupidità imbattibile.»

Lo stile narrativo di Paolacci sembra un vestito di sartoria che scivola dolcemente ma con precisione estrema sulle curve del corpo che avvolge. E così che la scrittura si modella intorno alle emozioni, alle sensazioni, ai sentimenti che vuol descrivere al punto da creare o stroncare, con volontà, pathos in chi legge. Un libro interessante Piano americano che, se pur Antonio Paolacci non voleva scrivere, il lettore ha di certo piacere a leggere.

Antonio Paolacci: Nato nel basso Cilento, vive a Genova. È scrittore e editor. Ha pubblicato diversi romanzi e racconti. È l’ideatore di Progetto Santiago, il primo progetto editoriale italiano gestito interamente da scrittori, artisti e professionisti indipendenti.

Source: Si ringrazia l?ufficio Stampa di Morellini Editore per la disponibilità e il materiale.

LEGGI ANCHE

“Tutti dicono che sono un bastardo. Vita di Charles Bukowski” di Roberto Alfatti Appetiti (Bietti, 2014)

Il racconto delle occasioni di vita perdute in “Manuale di fisica e buone maniere” di Daniele Germani (D&M, 2016)

Esiste una realtà che dipende solo da noi? “Io e Henry” di Giuliano Pesce (Marcos y Marcos, 2016)

La ‘surreale’ realtà raccontata da Giulio Perrone in “Consigli pratici per uccidere mia suocera” (Rizzoli, 2017)

© 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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