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Un insolito Natale in Australia (Edizioni Narcissus) di Marie Thérèse Taylor lascia trasparire fin dalle prime battute la grande abilità costruttiva dell’autrice che è riuscita a strutturare un libro, seppur breve, su più livelli narrativi perfetti per catturare l’attenzione del lettore ma soprattutto per stimolare la sua curiosità.

Non svela apertamente il suo pensiero l’autrice, né lascia che lo facciano le sue protagoniste ma volutamente affida alla narrazione delle storie, incasellate sapientemente nel testo, l’essenza del suo racconto.

L’autrice, che continua a firmarsi con uno pseudonimo, è alla sua seconda esperienza letteraria. La prima, definita il ‘Decamerone al femminile’ ha riscosso un notevole interesse e anche questo secondo libro sembra essere destinato a far parlare di sé. Senza veli né censura, ma sempre con grande eleganza, la Taylor racconta una storia che si tinge di giallo ma che soprattutto parla di donne, della loro essenza, e lo fa dal loro punto di vista ‘maturo’ per l’età anagrafica e le esperienze e al contempo ‘infantile’ per la voglia ancora intatta di rimettersi in gioco, di ritrovare l’amore, la passione, la gioia semplicemente di vivere.

Dall’Europa alle Americhe per giungere fino in Australia dove il gruppo di amiche, quasi al completo, cercano di ritrovare se stesse ricreando il mai sopito legame che le unisce. Ricordano e programmano, rimpiangono e sognano, scherzano e piangono… e quelli che sembrano atteggiamenti infantili, capricciosi e fuori luogo in realtà ben si comprende come siano il loro meccanismo di autodifesa e autoconservazione. Lo stesso che utilizzano le donne nella realtà, presumibilmente in ogni parte del pianeta.

Dal ‘vecchio’ al ‘nuovissimo’ continente Francesca si illude di aver trovato il modo di generare la sua ‘rinascita’. Angelica sogna di fare breccia nel cuore della figlia Enrica. Roberta di ritrovare la ‘fiamma’ dell’amore… ognuna con i propri sogni e con le proprie delusioni saranno costrette ad ammettere che non serve e non ha senso alcuno girovagare o scappare, neanche all’altro capo del pianeta, perché l’unica ricerca e il solo cammino che hanno una qualche speranza di riuscita sono quelli interiori.

La venatura gialla appena accennata lungo i capitoli centrali del libro si infittisce alla fine lasciando presagire la scrittura del seguito rivelatore e risolutore.

Un insolito Natale in Australia è un libro breve, che si legge in poche ore, ma non per questo privo di lasciti intensi nel lettore il quale non potrà non pensare alle vite delle protagoniste, alle vicissitudini dei personaggi delle ‘storie’ che intervallano il racconto, sarà certamente curioso di scoprire il seguito della vicenda e si ritroverà anche a riflettere sulle analogie e anche sulle differenze dei tanti luoghi descritti dall’autrice per il tramite delle esperienze vissute in prima persona dai soggetti narranti.

© 2014 – 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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