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Irma Loredana Galgano

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Tragedia lungo le coste di Lampedusa: oltre 330 migranti morti

12 giovedì Feb 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Notizie sconcertanti e allarmanti arrivano in queste ore da Lampedusa: potrebbero essere più di 330 i migranti vittime di una tragedia che va ben oltre i confini territoriali delle acque ove sono annegati.

Carlotta Sami, portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), dopo aver raccolto le testimonianze di alcuni superstiti conferma che non c’era solo il gommone con 29 profughi morti assiderati e 76 superstiti soccorso nella giornata di ieri da un rimorchiatore ma almeno altri due, affondati, sui quali viaggiavano oltre 210 persone, e un’imbarcazione con a bordo 100 migranti che sarebbe stata travolta dalle onde.

Un dramma umano di proporzioni enormi iniziato ancor prima della tragedia consumatasi in mare «da alcune settimane eravamo in 460 ammassati in un campo vicino Tripoli in attesa di partire. Ci hanno assicurato che le condizioni del mare erano buone, ma in ogni caso nessuno avrebbe potuto rifiutarsi o tornare indietro: siamo stati costretti a forza a imbarcarci sotto la minaccia delle armi», raccontano dei ragazzi superstiti, originari del Mali, e affermano anche di aver pagato per il viaggio l’equivalente di 650 euro.

Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, ha tristemente commentato «i 366 morti del 3 ottobre 2013 non sono serviti a niente, le parole del Papa non sono servite a niente e siamo tornati a prima di Mare Nostrum (la missione di salvataggio della Marina Militare avviata dal Governo Letta il 18 ottobre 2013 e terminata il 1 novembre, quando è stata sostituita dall’intervento europeo di controllo delle frontiere, il Triton, ndr)».

Per l’Unhcr il Triton «non fornisce in modo adeguato la capacità di ricerca e soccorso. L’Ue fornisca all’Italia un sostegno adeguato in modo che possa far fronte agli arrivi di persone che attraversano irregolarmente il Mediterraneo».

Nonostante il clima rigido e le condizioni spesso avverse del mare, nel mese di gennaio sono stati 3.528 i migranti che hanno sfidato la sorte a bordo di imbarcazioni di fortuna, contro i 2.171 dello scorso anno. Se, nonostante tutto, i numeri dei flussi migratori continuano ad aumentare bisogna interrogarsi su quali possano essere delle reali e concrete misure di soccorso da mettere in atto per esser certi che «a nessuno al mondo, per la breve durata di una vita, doveva essere consentito passare per quell’inferno» (cit. Non dirmi che hai paura, Giuseppe Catozzella).

A tutti coloro i quali asseriscono, affermano, urlano a gran voce che la soluzione al problema è fare in modo che questi profughi restino ‘a casa loro’ e venga proprio impedito a priori di partire e lasciare luoghi e territori spesso martoriati dalle guerre, dalla povertà, o dalla cupidigia e dall’ingordigia di pochi, il portavoce alla Camera per il M5S Alessandro di Battista risponde: «ci sono immense imprese europee e nordamericane che ungono le classi dirigenti locali per avere appalti e concessioni e continuare la depredazione dell’Africa costringendo i cittadini africani a cercare nuovi spazi e nuove opportunità. Quel che succede già a noi in fondo, anche se non moriamo nel mar Mediterraneo. Già espatriamo in direzione USA, Australia e Gran Bretagna ma in futuro andremo noi a vendere le rose nelle zone più ricche di Mumbai. È tutto un circolo vizioso, fanculo ai soldi. Il dramma dei morti di Lampedusa è tutto qui. Nel primato del profitto sull’umanità, dell’oro sul sangue. I soldi sono uno strumento non un fine». O meglio, questo dovrebbero essere.

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https://luciogiordano.wordpress.com/2015/02/11/tragedia-lungo-le-coste-di-lampedusa-oltre-330-migranti-morti/

© 2015, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Antonello Montante indagato per mafia parla di “aggressione”. I dati della corruzione in Italia

11 mercoledì Feb 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia, delegato per le attività per la legalità e da poco nominato dal governo Renzi componente dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, risponde alla notizia delle due inchieste giudiziarie che lo vedono indagato per mafia parlando di «aggressione» e «delegittimazione in atto contro i vertici di Confindustria».

Sono la Procura di Caltanissetta e quella di Catania ad aver avviato i procedimenti di inchiesta e sarebbero tre i collaboratori di giustizia che lo accuserebbero e che avrebbero parlato di «appalti e relazioni antiche con nomi discussi, un paio dei quali suoi testimoni di nozze».

Uno dei tre pentiti sarebbe Salvatore Dario di Francesco, originario di Serradifalco in provincia di Caltanissetta come lo stesso Montante. Ex dipendente del consorzio Asi, l’area di sviluppo industriale, per gli inquirenti è il «collante tra gli esponenti di Cosa Nostra e i colletti bianchi della provincia». Il Di Francesco è compare di Vincenzo Arnone, figlio di Paolino Arnone, il boss morto suicida in carcere nel 1992. Vincenzo Arnone a sua volta è testimone di nozze di Montante.

Per spiegare la situazione in atto Montante ricorda le parole pronunciate solo qualche giorno fa dal presidente della corte d’Appello di Caltanissetta in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario e che definisce ‘profetiche’: «attacchi contro i nuovi vertici delle forze dell’ordine e della magistratura, insieme con i rappresentanti di Confindustria Montante e Lo Bello».

Montante afferma che il suo impegno «contro il malaffare per liberare le imprese dal sopruso delle mafie continuerà con maggiore forza e determinazione di prima». Manifestazioni pubbliche di solidarietà al presidente di Confindustria Sicilia sono giunte da Giorgio Squinzi che si dichiara «sorpreso dalle anticipazioni a mezzo stampa che riguardano Antonello Montante, che ha deciso da tempo di schierarsi nella lotta contro la mafia, rischiando in prima persona» e dal presidente Rosario Crocetta «non ne so nulla assolutamente di nulla di questa storia. Di Antonello Montante conosco la storia individuale, personale di un uomo che in pratica ho conosciuto per le sue iniziative antimafia. Non è dai giornali che si apprendono le cose. Lo conosco come una persona impegnata nella lotta alla mafia».

Il gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle all’Ars chiede invece al presidente degli industriali siciliani di lasciare «il suo incarico all’Agenzia nazionale per i beni confiscati. È opportuno anche un passo indietro in Confindustria». La capogruppo Zafarana e il deputato Cancelleri sottolineano che «se le notizie stampa dovessero rispondere al vero Montante non può far finta di nulla. È vero che essere indagato non equivale assolutamente a un giudizio di colpevolezza, è altrettanto vero, però, che Montante è il delegato per la legalità di Confindustria e componente dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, in pratica un simbolo antimafia. E un simbolo antimafia non può essere sfiorato dal benché minimo dubbio. Pertanto si dimetta, in attesa che la giustizia faccia il suo corso».

A chiedere le dimissioni di Antonello Montante anche i componenti del M5S delle Commissioni antimafia, regionale e nazionale.

La Federazione delle associazioni antiracket (Fai) richiama l’attenzione invece su quella che è stata definita la ‘Rivoluzione antimafia’ delle imprese siciliane, iniziata con il ‘codice etico antimafia’ di Confindustria e che ha sempre incentivato le denunce contro il racket arrivando anche a emarginare coloro che sono stati considerati ‘vicini’ ai clan. «Esprimiamo la nostra convinta fiducia nel lavoro dei magistrati, ma è doveroso richiamare la forza e il valore di una storia personale e collettiva, quella di Antonello Montante e del nuovo gruppo dirigente di Confindustria Sicilia. Nell’estate del 2007 proprio a Caltanissetta partì una vera e propria ‘rivoluzione copernicana’ che ha rappresentato un elemento di svolta nella lotta al racket rafforzando l’esperienza di quel movimento che nel 1990 era nato a Capo d’Orlando. Non può essere etichettata né come ‘antimafia dell’ultim’ora’ né come soggetto segnato dalla retorica. Al contrario: dopo quella svolta niente più, sul terreno dei fatti concreti, è stato come prima per gli imprenditori siciliani».

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Il 2014 è stato l’anno in cui l’Italia si è collocata tra i peggiori nella classifica di Transparency International, al 69° in Europa e al 174° nel Mondo sulla scala della percezione della corruzione del settore pubblico.  E in effetti proprio il 2014 è stato caratterizzato dall’esplosione di tre grandi scandali: ilcaso Mose, lo scandalo Expo e l’inchiesta su Mafia Capitale.

In un articolo della corrispondente Elisabetta Povoledo il New York Timesnell’edizione internazionale rifletteva sul fatto che «virtualmente, non c’è angolo d’Italia che sia immune dall’infiltrazione criminale. Perfino in un Paese in cui la corruzione è data per scontata nella vita quotidiana le rivelazioni hanno sbalordito i cittadini. La diffusa e incontrollata corruzione di fondi pubblici rivelata dall’inchiesta (Mondo di Mezzo, ndr) è un esempio della situazione che ha portato il debito pubblico dell’Italia a un livello altissimo».

Secondo la prima Relazione dell’Unione sulla lotta alla corruzione  pubblicata dalla Commissione europea «la corruzione è un fenomeno che interessa tutti gli Stati membri e che costa all’economia europea circa 120 miliardi di euro l’anno». In Italia la corruzione costa ogni anno allo Stato 60 miliardi di euro, pari a circa il 4% del Pil.

In un articolo del 29 giugno 2014 postato sul Blog di Beppe Grillo si legge: «La Germania, che è il Paese più ligio alle leggi in Europa, ha nelle sue carceri 8.700 corrotti. Sapete quante persone sono nelle carceri italiane per il reato di corruzione? 10. Se la corruzione venisse punita come si deve, certamente dovremmo aprire nuove carceri, ma certamente avremmo decine di miliardi da mettere nella crescita e nello sviluppo e leggi finalmente più serie. Basterebbe risanare la politica per avere immediatamente un vantaggio enorme per la collettività. E basterebbe creare un fisco trasparente per svelare il traffico di denaro sporco. Aggiungiamoci che siamo il Paese delle tre maggiori organizzazioni criminali dell’Occidente: mafia, camorra e ‘ndrangheta, e che gran parte dei passaggi di soldi sporchi uscirebbe allo scoperto con un fisco trasparente e viene al momento svelata solo grazie alle intercettazioni».

La portavoce Roberta Lombardi entra ancora più nel merito del ‘sistema Italia’: «imprese sane e virtuose falliscono e quindi cala il gettito fiscale, perché lavoreranno solo quelle degli amichetti della politica bipartisan (Mafia Capitale docet) che spesso le tasse neanche le pagano, essendosi abilmente camuffate da cooperative e godendo dei relativi vantaggi fiscali. E altre non ne apriranno perché è follia di questi tempi entrare in un mercato drogato sapendo di non poter competere e quindi fatturare e quindi assumere. E l’Italia così è affondata. Capito perché la corruzione è la madre di tutti i mali del nostro Paese? Capito perché ai partiti non interessa combatterla?»

È dagli appalti pubblici che le mafie ricavano gran parte delle loro ricchezze. È cosa nota che a fare da sfondo alle opere pubbliche in Italia spesso, troppo spesso, purtroppo, ci sono gare truccate, forniture di materiale scadenti o non conformi, imprese legate ai clan…

Sul problema della corruzione è ritornato più volte il giudice Ferdinando Imposimato, in un post del 22 luglio scorso sulla sua pagina social afferma che «Renzi tace sulla dilagante corruzione che incide sui cittadini per 70 miliardi di euro ogni anno, sottratti a lavoratori e giovani. La corruzione nasce dalla mancata soluzione del conflitto di interessi, cancro della democrazia. La legge anticorruzione del 2012  è stata una mera finzione. Lo ha messo ben in evidenza il 16 luglio 2014 in Commissione affari costituzionali l’onorevole Massimo Baroni del M5S, che ha affrontato il problema cruciale della mancata applicazione delle norme su trasparenza e prevenzione della corruzione alle migliaia di società partecipate che sperperano danaro dei cittadini senza controllo pubblico. Pensare di contrastare la corruzione, ha detto Baroni, senza affrontare il problema dei conflitti di interessi è una chimera. Nulla è stato fatto per rendere vincolanti i casi di incompatibilità sospesi per gli incarichi in corso, corrotti e corruttori».

Il presidente della Corte dei Conti Raffaele Squiteri nel suo discorso tenuto in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha affermato che «crisi economica e corruzione procedono di pari passo, in un circolo vizioso, nel quale l’una è causa ed effetto dell’altra. L’illegalità ha effetti devastanti sull’attività di impresa e quindi sulla crescita. Il pericolo più serio per la collettività è una rassegnata assuefazione al malaffare, visto come un male senza rimedi. Non possiamo permettere che questo accada».

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https://luciogiordano.wordpress.com/2015/02/10/antonello-montante-indagato-per-mafia-parla-di-aggressione-i-dati-della-corruzione-in-italia/

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Inchiesta per mafia, coinvolto anche Antonello Montante, delegato per la legalità di Confindustria

09 lunedì Feb 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia, delegato nazionale per la legalità, appena nominato dal governo Renzi componente dell’Agenzia dei beni confiscati, sarebbe coinvolto in un’inchiesta per fatti di mafia della procura di Caltanissetta. Montante è tra i leader degli industriali che nel 2008 lanciarono la ‘rivoluzione antimafia’ e negli anni è diventato il simbolo della riscossa degli imprenditori siciliani, della legalità e dell’antimafia sotto l’egida di Confindustria.

Lui che con tanta abilità ha saputo anche amministrare la fabbrica di biciclette della famiglia e lanciare in tutto il mondo il marchio dell’azienda di ammortizzatori per veicoli industriali di cui è stato fondatore.

Per il momento i dati e le informazioni dell’inchiesta sono ancora riservati e si sussurra che il nome di Montante sarebbe entrato nell’indagine a seguito delle rivelazioni del pentito Salvatore Dario Di Francesco sui retroscena degli ‘appalti pilotati’ della zona.

Di Francesco è un ex dipendente del consorzio Asi, l’area di sviluppo industriale, e secondo gli inquirenti avrebbe rappresentato il «collante tra gli esponenti di Cosa Nostra e i colletti bianchi della provincia».

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Emma Marcegaglia e Antonello Montante

https://luciogiordano.wordpress.com/2015/02/09/inchiesta-per-mafia-coinvolto-anche-il-delegato-per-la-legalita-di-confindustria-antonello-montante/

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Di Battista: Stramaledetta ipocrisia, è per questo che muore la Democrazia

06 venerdì Feb 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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«Stramaledetta ipocrisia: il premier regala la cravatta a Tsipras ma definisce il ricatto della BCE alla Grecia “decisione giusta e opportuna”.

Stramaledetta ipocrisia: si spellano le mani ad applaudire le parole di Mattarella contro mafia e corruzione ma affossano il pacchetto anticorruzione del M5S al Senato.

Stramaledetta ipocrisia: i media descrivono il M5S come una banda di poco di buono ma poi, casualmente, poliziotti e carabinieri arrestano sempre gli altri» (cit. Alessandro di Battista).

Il 31 gennaio il raggiungimento del quorum è stato siglato da un lungo e fragoroso applauso che ha ufficiosamente sancito l’inizio della presidenza Mattarella. Il discorso di insediamento del nuovo PDR, tenuto il giorno 3 febbraio e durato circa 30 minuti, è stato interrotto da 46 applausi. La gioia immensa di avere dinanzi a sé il nuovo Presidente della Repubblica italiana da parte di un folto gruppo di parlamentari a questo punto sembrerebbe innegabile. Ciò che permane ancora un mistero è il motivo o meglio il bisogno di esternare questo sentimento ripetutamente. Avrebbe avuto un senso al termine di un imponente e coinvolgente discorso, alla lettura di un intenso programma di proposte per il riassetto dell’Italia, ma fatto praticamente ogni qual volta Mattarella apriva la bocca lascia quantomeno un po’ perplessi e dubbiosi sul fatto che tutto questo appoggio potrebbe esulare dalle sue parole e dalla sua stessa presenza e riguardare invece simbolicamente la sua candidatura caldeggiata dal presidente del Consiglio.

Beppe Grillo ha commentato l’accaduto parlando di «applausi dei morti viventi. Vale più che mai il consiglio del fratello di Mattarella “Sergio, guardati dai politici”. Più applaudono, più devi preoccuparti».

Il garante del M5S ha declinato l’invito a partecipare alla cerimonia di insediamento, preferendo chiedere a Mattarella un incontro a quattrocchi e scrivergli un messaggio pubblicato per esteso sul suo blog nel quale elenca nove punti, sotto forma di auguri, che Grillo auspica siano raggiunti, tutelati, evitati o programmati a seconda dell’impatto che hanno o potrebbero avere sulla popolazione. Un punto su cui ritorneranno anche i portavoce in Parlamento per il M5S è l’incontro per discutere soprattutto la posizione del PDR in merito al Reddito di Cittadinanza. Argomento più volte proposto dai cinque stelle anche perché potrebbe significare un ‘respiro dignitoso’ per tanti italiani che non si vedrebbero più costretti ad accettare qualunque compromesso o addirittura palese ricatto in nome del lavoro o del guadagno. Un aiuto sociale che è già consuetudine in diversi Stati europei.

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In Belgio viene elargito il Minimax, una rendita mensile di 650 euro, rilasciata a titolo individuale, a cui può avere accesso chiunque.

In Lussemburgo esiste il Revenu Minimum Guaranti, un reddito individuale che si aggira intorno ai 1.100 euro e che si ottiene fino al raggiungimento di una migliore condizione economica.

In Olanda c’è il Beinstand rilasciato sempre a titolo individuale, che si accompagna a tutta una serie di sostegni per affitti, trasporti e accesso alla cultura. Esiste inoltre un’altra forma di reddito minimo di 500 euro chiamatoWik per gli artisti, in maniera tale che possano dedicarsi alla propria attività senza troppi oneri economici.

In Austria c’è il Sozialhilfe, ovvero ‘aiuto sociale’ che si affianca a diverse coperture delle utenze quali elettricità, gas, affitto e altri aiuti economici per il sostentamento.

In Norvegia viene chiamato ‘reddito di esistenza’ e si traduce in un versamento mensile individuale pari a 500 euro che si integra a coperture per affitto e utenze.

In Germania esiste l’Arbeitslosengeld II rilasciato a tutti coloro, di età compresa tra i 16 e i 65 anni, che non hanno un lavoro o appartengono a fasce di reddito basso. Equivale a una rendita mensile di 345 euro che si aggiunge a coperture dei costi di affitto e riscaldamento. Si tratta di una rendita che non ha limiti di tempo prefissati ed è aperta anche agli stranieri con regolare permesso di soggiorno.

In Gran Bretagna esistono varie forme di sostegno al reddito. L’Income Based Jobseeker’s Allowance è una rendita individuale che varia dalle 300 alle 500 sterline rilasciata a tutti coloro i cui risparmi non raggiungono la somma di 12.775 sterline. Viene inoltre garantita la copertura dell’affitto con l’Housing benefit e gli assegni di mantenimento per i familiari. C’è l’Education Maintenance Allowance per coprire le spese di studio e l’Income Support, un sussidio per chi lavora meno di 16 ore la settimana.

In Francia il Revenu Minimum d’Insertion (Rmi) è un sussidio integrativo al reddito di circa 425 euro se si è single, 638,10 euro se si è in coppia, 765,72 euro se si ha un figlio e 893,34 se i figli sono due, 170 euro in più per ogni ulteriore figlio. Esistono poi le Allocations Familiales previste fino al compimento del 21° anno di età dei figli e le Prestation d’Accueil du Jeune Enfant (Paje) per i figli adottati o in affido. L’Allocation de Reintrée Scolaire è un sussidio per materiale scolastico di 247 euro.

Allargando lo sguardo ad altri Stati europei, s’è visto, la situazione italiana sembra ancora più assurdamente inverosimile alla luce anche del fatto che il nostro Paese, che può vantare gli stipendi dei parlamentari e degli europarlamentari più alti della Comunità e gli stipendi dei lavoratori tra i più bassi, impiega solamente lo 0,61% del Pil come contrasto alla disoccupazione quando la media europea è del 2,2%. L’1,1% del Pil per la famiglia e l’infanzia contro una media del 2,4% in Europa.

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Alessandro di Battista, portavoce alla Camera per il Movimento Cinque Stelle, afferma che «Renzi è:

  1. La Troika.

  2. Un collaborazionista di questa Europa delle banche.

  3. Il TTIP (il Trattato di libero commercio USA-UE che distruggerà la piccola impresa italiana e darà il via al transgenico).

  4. Il TAP, il gasdotto trans-Adriatico che arricchirà le lobby e impoverirà la popolazione pugliese.

  5. Stato il segretario del PD che ha regalato 7,5 miliardi di euro di soldi nostri alle banche.

  6. Contrario a ogni forma di sovranità, a cominciare da quella popolare.

  7. Quello che ha dichiarato “Auspico l’immediato rilascio del soldato israeliano rapito a Gaza”. Tutti auspichiamo la liberazione dei prigionieri ma in quel momento era in atto un’offensiva che a Gaza – fonte ONU – ha massacrato oltre 2000 persone di cui 491 bambini.

  8. Il TAV (ferrovia Torino-Lione), un’opera folle con infiltrazioni da parte della ‘ndrangheta che già oggi si scopre costerà 2 miliardi in più del previsto.

Renzi è tutto questo. O Tsipras non se ne è accorto, oppure già pensa che la realpolitik sia l’unica via. Ebbene non lo è affatto. L’unica via è l’unione in chiave anti-Euro e anti-Troika di tutti i Paesi del Mediterraneo. ITA-GRE-SPA-POR-FRA messe insieme rappresentano la 3° economia mondiale. Abbiamo un potere contrattuale enorme se ‘facciamo cartello’».

Pablo Iglesias Turrión, leader di Podemos, durante un’intervista ha precisato che «la politica non è solo marketing e belle parole. Renzi è stato capace di far credere di essere la novità. In realtà Renzi è un politico vecchio, ma con la faccia da giovane».

E sul discorso dell’ipocrisia delle ‘parole slogan’ ha espresso il suo parere anche il vice presidente alla Camera Luigi di Maio.

«Dopo il discorso del Presidente della Repubblica sulla corruzione abbiamo messo alla prova i partiti, chiedendo all’aula del Senato di far votare subito la nostra proposta di Legge per aumentare le pene per i reati di corruzione. Lo sapete che tutti i partiti hanno bocciato la proposta? Hanno appena arrestato il Sindaco di Gioia del Colle in Provincia di Bari, eletto in coalizione con il Pd. Lo stesso Pd che applaudiva al Presidente Mattarella durante il suo discorso di insediamento sulla corruzione. Avessero avuto almeno la decenza di stare zitti e fermi, li avrei ritenuti quantomeno coerenti. Il Pd in un anno di Governo Renzi ha collezionato più scandali che Leggi approvate. Sono solo ipocriti che applaudono.»

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https://luciogiordano.wordpress.com/2015/02/06/di-battista-stramaledetta-ipocrisia-e-per-questo-che-muore-la-democrazia/

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Governo Renzi: I Decreti attuativi non sono per Berlusconi ma per gli italiani. Smentita la Boschi sul 19-bis

04 mercoledì Feb 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Non vogliono che sia considerato il ‘salva-Berlusconi’ l’articolo 19 bis del Decreto attuativo della Delega fiscale, preferiscono indicarlo come ‘pensato’ per 60 milioni di italiani. A dichiararlo pubblicamente Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme del Governo Renzi, la quale ha detto anche che «in Francia hanno una norma uguale, con una soglia più alta, non del 3% ma del 10% di non punibilità».

Essendo una norma che è stata pensata per loro e non per il Cavaliere immagino la felicità dei 60 milioni di italiani destinatari nell’apprendere la notizia di poter legalmente evadere il fisco fino alla soglia del 3%. Che, a pensarci bene, per chi arriva a guadagnare 500 euro al mese equivalgono a qualche decina di euro di tasse risparmiate.

Per il Code général des impôts è considerato reato di evasione qualsiasi importo superiore a un decimo della base imponibile o alla cifra di 153 euro. Quindi, in base alle leggi fiscali francesi, chiunque evada più di 153 euro è perseguibile penalmente e passibile «indipendentemente dalle sanzioni fiscali applicabili, di una multa di 500.000 euro e del carcere per cinque anni» (art. 1741 legge del 2013, ndr).

In base all’articolo 19 bis del Decreto di attuazione della Delega fiscale «i reati fiscali di evasione e frode sono depenalizzati se l’IVA o l’imposta sul reddito evasa non supera il 3% rispettivamente dell’imposta sul valore aggiunto o dell’imponibile dichiarato».

Nel dibattito sulla norma del 3% si è inserito lo stesso Renzi il quale ha dichiarato: «Il senso è che se fai il furbo e ti becco ti stango, ti faccio pagare il doppio ma non diamo corso al processo penale se c’è buona fede. Berlusconi non c’entra niente ma bisogna dividere tra gli evasori e chi fa errori in buona fede. Quando sento che in Italia sono tutti evasori, mi indigno… Ci sono persone che devono avere regole certe e chiare e per questo avevano pensato alla norma del 3 per cento per intervenire su chi è in buona fede».

Ci si augura che se il Governo persiste su questa strada anche gli italiani si indignino e chiedano a gran voce l’attuazione di norme certe e chiare per intervenire innanzitutto su chi è in malafede.

Nelle 208 pagine di motivazioni della sentenza di condanna a 4 anni per frode fiscale nei confronti di Silvio Berlusconi i giudici di Cassazione sottolineavano che questi fu «ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo. Meccanismo illecito atto a consentire la perdurante lievitazione dei costi di Mediaset a fini di evasione fiscale. Inverosimile l’ipotesi alternativa che vorrebbe tratteggiare una sorta di colossale truffa ordita per anni ai danni di Berlusconi da parte di personaggi da lui scelti e mantenuti, nel corso degli anni, in posizioni strategiche e nei cui confronti non risulta essere mai stata presentata alcuna denuncia. Non è dunque verosimile che qualche dirigente di Fininvest Mediaset abbia subito per venti anni truffe per milioni di euro senza accorgersene».

La condanna riguarda ‘solo’ 7,3 milioni di euro occultati tra il 2002 e il 2003. Altri 6,6 milioni riguardano il 2001 e sono stati cancellati dalla prescrizione. Ma in totale, scrivono i giudici, «le maggiorazioni di costo realizzate negli anni sono 368 milioni di dollari».

Si legge sul Blog di Beppe Grillo, in un articolo a firma M5S Parlamento «Renzi ha provato a giustificarsi dichiarando che una nuova legge non potrebbe consentire di cancellare una condanna passata in giudicato, ma la realtà è che l’articolo 19 bis è una furbata che consentirebbe di annullare i 4 anni inflitti a Berlusconi per frode fiscale nel processo Mediaset. Estinto il reato penale, per Silvio si schiuderebbero le porte del ritorno in politica. Se ci fosse ancora qualcuno che si chiede perché il governo ha bloccato la legge sul conflitto d’interessi alla Camera, o quella sull’anticorruzione al Senato e fatto regali alle concessionarie (tra cui Mediaset), la risposta adesso viene servita su un piatto d’argento».

FI IN FIBRILLAZIONE, BERLUSCONI PRENDE TEMPO SU LISTE

https://luciogiordano.wordpress.com/2015/02/03/governo-renzi-i-decreti-attuativi-non-sono-per-berlusconi-ma-per-gli-italiani-smentita-la-boschi-sul-19-bis/

© 2015, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Quirinarie M5S: Mattarella nuovo PDR, lo aspettiamo alla ‘prova della firma’ per l’Italicum

01 domenica Feb 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Con 665 voti e un lungo applauso Sergio Mattarella è stato proclamato 12° Presidente della Repubblica italiana da un’aula piena di «teatranti, con l’abito di festa e i capelli in ordine, consci di essere qui solo per apparire come belle statuine». In questo modo, il portavoce alla Camera per il M5S Manlio di Stefano descrive i grandi elettori che esultano non si riesce a comprendere bene per chi e per che cosa.

È risaputo infatti che non hanno scelto loro il candidato alla Presidenza della Repubblica ma lo ha fatto per tutti il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il quale ha precisato anche che bisognava votarlo al quarto scrutinio, cosa che puntualmente è stata fatta. E questo che ha dato origine all’esultanza?

Già nei giorni scorsi, nelle ore che hanno preceduto la determinante quarta votazione, Andrea Cecconi dichiarava che «tutto quello che sta facendo Renzi è una grande opera di ricatto».

Paola Taverna elenca tutti i modi in cui è stato scritto il nome del candidato più votato:

  1. Sergio Mattarella

  2. Mattarella

  3. Mattarella Sergio

  4. Mattarella S.

  5. S. Mattarella

  6. On. Sergio Mattarella

  7. Mattarella On. Sergio

  8. Prof Mattarella

«questi i codici identificativi per sapere chi e quanti votavano come voleva Renzi. Piccole strategie da Palazzo.»

Era ritornato sull’argomento anche il portavoce vice presidente alla Camera Luigi di Maio prima che iniziasse lo scrutinio «i partiti in Aula oggi conteranno i voti per evitare franchi tiratori, ma soprattutto per farli ‘pesare’ in futuro. Sembra che quelli di Sel scriveranno ‘prof Sergio Mattarella’ mentre la minoranza PD ‘Mattarella Sergio’. Sarebbe bastato che la Presidente Boldrini si fosse rifiutata di leggere il nome sulle schede durante lo spoglio, leggendo solo il cognome. Così come le avevamo chiesto noi del Movimento 5 Stelle. Se la legalità non parte dal Parlamento, che speranze può avere questo Paese?»

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Di Maio ha sempre ribadito nei suoi interventi l’importanza fondamentale della libertà di esprimere il proprio voto senza condizionamenti dissociandosi anche dal gesto provocatorio del portavoce Di Stefano di filmare la prima votazione per dimostrare quanto fosse facile documentare il proprio voto per poi, eventualmente, riferirne fuori dall’Aula. Il suo gesto è stato duramente criticato sui social dove aveva postato prima e rimosso poi il video.

«Oggi ho pubblicato un video mentre dallo scranno andavo a votare in cabina, poi l’ho rimosso per evitare facili strumentalizzazioni dei soliti sciacalli, ma chiariamo qualcosa una volta per tutte:

  1. Di 1009 elettori odierni la metà hanno condanne o indagini per i più svariati reati penali, dovrei vergognarmi perché ho reso i cittadini partecipi di un momento che dovrebbe rappresentare la nobiltà politica? Mai. Cacciate prima la mafia dal Parlamento e poi tornate a farmi la morale.

  2. Il voto dovrebbe essere segreto ma come M5S abbiamo sempre proclamato la volontà di rendere ogni processo decisionale pubblico e trasparente, per questo non chiediamo mai la votazione segreta in aula.

  3. Pensate sia una bambinata riprendere i momenti in aula? Io credo l’opposto. Se gli italiani avessero sempre ‘visto’ con i loro occhi cosa avviene in quella vasca di squali oggi non sarebbero così ottenebrati.

  4. Avete accettato mafia, massoneria e lobbismo per 30 anni, votate partiti che contano in lista più indagati che incensurati e oggi vi scandalizzate per un video?»

Il giudice Imposimato, che è stato il candidato alla Presidenza della Repubblica per il M5S, al termine del quarto scrutinio è stato raggiunto, nella sua abitazione, dai portavoce in Parlamento e insieme hanno discusso di corruzione e Costituzione.

«Ove la maggioranza governi, ignorando o limitando i diritti della opposizione, allora si ha il regime, che è dittatura della maggioranza e cioè non democrazia.»

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Il professor Aldo Giannuli commentando le recenti elezioni del PDR sostiene che il M5S ha ottenuto «una discreta vittoria, anche se diversa da quella progettata:

  1. Ha stanato Renzi costringendolo a fare il nome prima dell’inizio delle votazioni.

  2. Ha costretto Renzi a scegliere una persona decente.

  3. Quindi ha sbarrato la strada ad Amato, Veltroni, Grasso ecc…

  4. Ha incrinato seriamente il patto del Nazareno.

Direi che non è poco, anche se è mancato l’obiettivo di mettere in crisi Renzi (duole ammetterlo, ma l’uomo è furbo, spregiudicato, sleale e, pertanto, difficile da battere).

Tutto questo significa che il M5S si sta sporcando le mani e sta diventando come gli altri? Assolutamente no: solo che ha scoperto che non c’è solo la lotta greco-romana, c’è anche il judo e, per fare la guerra, non c’è solo lo scontro frontale ma anche la guerriglia, con rapide e improvvise incursioni.

Come si vede, non era un favore al PD, ma un’azione di guerriglia. D’ora in poi sarà bene adattarsi all’idea di un M5S meno prevedibile del passato.»

Andrea Cecconi risponde a coloro che hanno affermato che il Movimento 5 Stelle non ha saputo incidere dicendo che «incidere non significa ratificare le decisioni di Renzi o mandare giù qualunque boccone solo per dire ‘anche noi abbiamo votato sì’».

Manlio Di Stefano, commentando la felicità dei grandi elettori, dice «ora dall’aula passeranno alle telecamere, quelle che vedete nel cortile di Montecitorio, e partirà il teatrino degli incensatori del nuovo Presidente. Tra qualche mese però scoprirete chi è davvero Mattarella Sergio, pezzo centrale del sistema politico che ci ha rovinati negli ultimi 30 anni».

Un siciliano, con un’origine politica da democristiano, giudice di Corte Costituzionale, autore del Mattarellum, con un fratello ucciso per mafia, e addirittura capace di rinunciare a un incarico istituzionale deve essere sembrato, agli occhi di chi lo ha scelto, perfetto per scongiurare duri attacchi e critiche che lo stesso però non sono mancate.

Mattarella è un uomo della 1° Repubblica, quella che si è conclusa in maniera non proprio eccelsa, per usare un eufemismo, è un ‘convertito’ alla sinistra o al centro-sinistra o a quello che più o meno di tutto ciò si può trovare oggi in Parlamento ed è figlio di Bernardo, sospettato di avere rapporti con esponenti della mafia e sempre difeso dai colleghi democristiani.

Alessandro di Battista pone l’accento sull’importanza dell’imparzialità delle più alte cariche dello Stato, per il bene di tutti i cittadini. «Non ha avuto i nostri voti ma da oggi Mattarella è il Presidente di tutti gli italiani. Ci aspettiamo che si comporti seguendo i doveri che caratterizzano la sua alta carica. E ci aspettiamo, quindi, che non firmi la nuova legge elettorale madein Renzi-Berlusconi che presenta gli stessi vizi di incostituzionalità delporcellum, legge che lo stesso Mattarella ha bocciato come giudice della Corte Costituzionale. Si chiama ‘prova della firma’.»

Posizione del Movimento fortemente ribadita sulla pagina pubblica Montecitorio Cinque Stelle «la attendiamo al varco dei numerosi decretoomnibus e senza alcun requisito di necessità e urgenza a cui questo Governo ci ha abituato. Sui già previsti salvacondotti per Berlusconi. Così come lo attendiamo a una forte presa di posizione rispetto alla vicenda tristemente nota come ‘Trattativa Stato-mafia’. Anche sulla legge attualmente in discussione, dopo aver fatto parte del collegio giudicante che ha cassato il porcellum, ci si attende da Mattarella un monito a favore della libertà dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti in Parlamento».

Uno dei motivi per cui è nato e resiste il M5S è fare in modo che i cittadini, dentro e fuori le Istituzioni, tornino a contare qualcosa, ad avere non solo voce in capitolo nelle decisioni che riguardano il Paese ma anche riappropriarsi di alcune delle tante cose che gli sono state tolte in tutti questi anni di malgoverno della nazione. Oggi i cittadini purtroppo non contano nulla. Ci sono coloro che accettano questa situazione come un dato di fatto incontrovertibile e coloro che addirittura criticano prese di posizione differenti. Come quella del Movimento 5 Stelle che chiede rispetto, dignità e partecipazione.

Scrive Furio Colombo «Guardando l’Italia mentre elegge il suo prossimo presidente della Repubblica, non puoi non vedere che tu, cittadino, non sai e non conti. Ma anche le persone che hai eletto perché siano il tuo Parlamento non sanno e non contano. E possono solo mettere, in proprio, un volenteroso entusiasmo. Oppure vendicarsi con il voto segreto. Come abbiamo visto prevale l’obbedienza. Essa non ha niente a che fare con il condividere una scelta. Per esempio, in questa situazione italiana non è mai stata in discussione la scelta di Sergio Mattarella for President. La discussione è stata (o meglio: sarebbe stata, se qualcuno l’avesse permessa) solo una domanda: la scelta di chi? Questo è il punto su cui si concentra il grande indovinello della vita pubblica italiana: chi comanda, chi decide? In una bella giornata di gennaio, alle due di un pomeriggio, il primo ministro del Paese Italia, in cui c’è il vuoto della più alta carica dello Stato, che spetta al Parlamento eleggere, si presenta ai deputati e senatori che rappresentano il Partito democratico in Parlamento, per annunciare loro che, compatti e disciplinati, voteranno una persona che non hanno mai incontrato o sentito parlare e che adesso è giudice della Corte Costituzionale: Sergio Mattarella. L’annuncio non è fatto per aprire il dibattito. È una comunicazione di servizio».

Tutto ciò avrebbe dovuto portare ogni singolo cittadino ad aprire un onesto dibattito in merito a certi meccanismi invece di omologarsi al Sistema che genericamente continua a essere definito marcio ma poi in concreto finisce col risucchiare tutti che scelgono la strada più facile. Per paura. Perché è solamente la paura che ti spinge ad accusare qualcosa o qualcuno e contemporaneamente a difenderlo incolpando di tutto chi lo combatte sul serio.

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 Le illustrazioni sono opere di Pawel Kuczynski

https://luciogiordano.wordpress.com/2015/02/01/quirinarie-m5s-mattarella-nuovo-pdr-lo-aspettiamo-alla-prova-della-firma-per-litalicum/

© 2015, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Quirinarie M5S: Vi pare che si elegga così il Capo dello Stato?

31 sabato Gen 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Tra la conta dei nomi e quella dei numeri è trascorsa un’altra lunga giornata di fumo nero e schede bianche.

560 sarebbero i voti di cui Renzi è sicuro, al netto dei franchi tiratori: 444 grandi elettori del Pd, 34 di Sel, 32 Autonomi locali e Psi, 46 Scelta civica e Popolari per l’Italia, qualche deputato del Gruppo misto, qualche senatore a vita, qualche Gal e qualche fuoriuscito del Movimento… insomma un fritto misto che consentirebbe addirittura di superare il quorum richiesto, quello della quarta votazione però perché finora nessuno o quasi di questi ha espresso il proprio voto.

Sergio Mattarella è il nome proposto da Renzi e lui dovrebbe essere quello dai 560 voti sicuri. Deputato dal 1983 al 2008, per ben 25 anni, prima con la DC, poi con PPI, poi con la Margherita, più volte Ministro e giudice costituzionale per nomina parlamentare, insomma uno che di occasioni per far del bene al Paese ne ha avute tante.

Si dice che Boschi e Lotti abbiano trascorso la giornata a colloquiare con gli indecisi sul voto e qualcuno addirittura giura di aver visto Giacchetti parlare con Di Maio, il quale comunque ha dichiarato che qualora ci fosse «un colpo di scena alla quarta, dalla quinta votazione siamo disposti a mettere sul piatto un altro nome per avere un presidente della Repubblica condiviso. Credo di poter escludere che voteremo Mattarella».

E mentre va avanti quella che lo stesso Di Maio ha definito una vera e propria «campagna acquisti» il candidato alla presidenza della Repubblica per il M5S, Ferdinando Imposimato, raggiunto telefonicamente  afferma che «i giovani possono prendere spunto più che dalle nostre parole dalla nostra condotta di vita che è stata proiettata verso il bene comune», lui che solamente pochi giorni fa ha denunciato pubblicamente il «patto mafia-corruzione».

«Le cose da fare le abbiamo studiate per tanti anni, qua si tratta di raggiungere l’obiettivo dell’eguaglianza dei diritti sociali, della solidarietà e della riduzione dei privilegi delle caste e il rispetto del principio per cui il lavoro deve essere retribuito in maniera dignitosa tale da evitare di causare una situazione anche di emarginazione dei lavoratori.»

Ora, ascoltando le parole del giudice Imposimato viene voglia di conoscere quali sono o quali sarebbero le intenzioni e i progetti per il Paese e per i cittadini del candidato proposto dal presidente del Consiglio.

Man mano che si riducono le ore che separano i grandi elettori dalla quarta votazione si riduce anche il numero di coloro che si dichiarano contrari alla candidatura e allora il vice presidente alla Camera  Di Maio commenta «erano tutti d’accordo fin dall’inizio. La sceneggiata serviva a tirare dentro noi. Ma abbiamo un altro candidato».

E dalla riunione tenuta a Montecitorio dai portavoce del M5S di Camera e Senato, di coordinamento per la votazione di domani, è emerso, secondo le parole di Carlo Sibilia, che «domani ancora Ferdinando Imposimato! Verdetto unanime dell’assemblea congiunta del Movimento 5 Stelle. Rispetto per un vero metodo innovativo che ci ha dato un candidato splendido. Gli altri sono restati chiusi preferendo il proprio ombelico invece di tentare una vera condivisione. Siamo orgogliosi e fieri di avere con noi una parte bellissima e coraggiosa d’Italia che non tradiremo mai!».

Il giornalista Lorenzo Sani racconta del suo incontro con il candidato alla Presidenza della Repubblica di Matteo Renzi, Sergio Mattarella.

«Ero al funerale del caporal maggiore della Brigata Sassari Salvatore Vacca, riconosciuto come il primo morto di uranio impoverito, che aveva prestato servizio alla caserma Tito Barak di Sarajevo. Pensai che la storia DU (uranio impoverito, ndr) dovesse interessare a un ministro della Difesa. Per i principali quotidiani e le televisioni il problema dell’uranio impoverito non esisteva e non ne avevano ancora parlato. Alle mie ripetute richieste di intervista Mattarella ha sempre risposto negativamente. I militari italiani, nel frattempo, continuavano ad ammalarsi. Ricordo anche che il comando della Brigata Sassari, dopo la morte di Salvatore Vacca, convocò una conferenza stampa per smentire ciò che io non avevo ancora scritto. […] Avvicinai Mattarella nella ressa dei giornalisti e riuscii a porgli un paio di domande alle quali si rifiutò di rispondere. “Questa non è un’intervista” mi disse “io le interviste le concordo prima, poi voglio per iscritto le domande e infine leggere il testo del giornalista prima che questo lo dia alle stampe”. Tutte le volte che ho letto qualche sua intervista sui maggiori quotidiani, negli anni a venire, è ovvio che ho pensato male. […] Secondo l’Osservatorio Militare sono 307 i militari morti e oltre 3.700 i malati della cosiddetta Sindrome dei Balcani. Il contingente italiano era di stanza nell’area più inquinata dai colpi sparati in Bosnia e Kosovo: 50 siti per un totale di 17.237 proiettili, secondo fonti ufficiali Nato/Kfor. Non solo: la missione Nato in cui si parlava di armamenti al DU e dei 13 Tomahawk con testata al DU sparati dall’Adriatico, è stata presentata dall’ammiraglio Leighton Smith alla Base di Ponticelli, Napoli. Solo Mattarella non sapeva o diceva di non sapere.»elezione-presidente-repubblica_650x447

© 2015 – 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Quirinarie M5S: La carica dei grandi elettori e prima fumata nera

30 venerdì Gen 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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«Si è chiusa la prima votazione con un nulla di fatto, come annunciato il PD aspetta la quarta votazione per eleggere il suo candidato a maggioranza assoluta anziché qualificata. I soliti giochetti del palazzo per escludere le opposizioni da un processo che dovrebbe invece essere democratico e comune» scrive il portavoce alla Camera Manlio di Stefano al termine della prima votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Il vice presidente Luigi di Maio invece preferisce iniziare col ringraziare il giudice Ferdinando Imposimato per essersi messo a disposizione della volontà di 51.000 cittadini, attivisti certificati residenti in tutto il mondo. Si rivolge poi a Fabrizio Rondolino che ha parlato di brogli da parte di Casaleggio per quel che riguarda le votazioni online del blog. «Ovviamente l’affermazione è totalmente priva di fondamento e diffamatoria e si procederà a querela.

Il giudice Imposimato… noi crediamo che sia veramente un profilo di altissima caratura morale che ci può far ambire a un presidente che per esempio ha il coraggio di non firmare la legge Fornero, che ha il coraggio di mandare indietro un decreto che trasferisce 7 miliardi e mezzo di euro alle banche. Un presidente della Repubblica non solo con la schiena dritta ma coraggioso.

Noi per i prossimi tre scrutini ma anche al quarto votiamo Imposimato. Portiamolo avanti il più possibile, perché dobbiamo testimoniare innanzitutto che presidente della Repubblica vogliamo per gli italiani. Non farci trascinare troppo dai giochi politici. (La rete, ndr) Questo strumento di democrazia è importante perché consente a tanti cittadini di partecipare invece di far decidere a qualcuno nelle segrete stanze di palazzo Chigi.

Questo presidente della Repubblica (Mattarella, ndr) è stato proposto da un presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che nessuno ha legittimato con un voto popolare e che tra l’altro non ha diritto di voto perché Matteo Renzi non è un parlamentare e gli oltre 400 grandi elettori del Partito Democratico hanno saputo chi votare stamattina, anzi oggi pomeriggio. Hanno fatto i passacarte di Renzi, hanno aspettato che l’unica persona che non ha diritto di voto e che tra l’altro non dovrebbe interferire in queste dinamiche perché il Presidente della Repubblica è eletto dai parlamentari e dai delegati regionali, quindi il Governo non c’entra niente, hanno aspettato che dopo tutti gli accordi che s’è fatto una persona non legittimata a farli abbia fatto loro il nome e hanno detto ‘sissignore’»

La cittadina senatrice del M5S Paola Nugnes per descrivere la situazione cita una frase del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

«Mattarella è un uomo del sistema che serve a Renzi per avallare il ricompattamento a sinistra e con Sel, roba di facciata e di marketing; FI e NCD già dicono che voteranno scheda bianca ma che questa partita non cambierà gli accordi di governo. Mattarella è uomo molto ben visto da re Giorgio e a mio modestissimo parere rappresenta solo un re-maquillage del PD, che vuole scrollarsi un po’ di dosso il patto del Nazareno, senza tradirlo veramente infatti resta la delega fiscale, poiché i sondaggi hanno dimostrato un recente calo di Renzi nei consensi…».

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Quirinarie M5S: Il candidato è Imposimato

29 giovedì Gen 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Le votazioni online per il candidato Presidente della Repubblica del M5S riservate agli iscritti e ai registrati al sistema operativo si sono concluse alle ore 14:00. Ferdinando Imposimato ha ottenuto la maggioranza dei voti (32%), seguito da Romano Prodi (20%) e Nino di Matteo (13%).

La rosa dei candidati comprendeva 10 nomi ma, a seguito del rifiuto pubblico di Lorenza Carlassare, gli attivisti certificati hanno scelto la loro preferenza tra i 9 nomi rimasti.

Nel dettaglio i voti sono così ripartiti:
Ferdinando Imposimato, 16.653
Romano Prodi, 10.288
Nino Di Matteo, 6.693
Pierluigi Bersani, 5.787
Gustavo Zagrebelsky, 5.547
Raffaele Cantone, 3.341
Elio Lannutti, 1.528
Salvatore Settis, 1.517
Paolo Maddalena, 323

Ferdinando Imposimato sarà votato dal gruppo parlamentare sin dal primo scrutinio.

Gli operatori hanno già avvertito gli attivisti/elettori che se, dal quarto scrutinio in poi, i cambi di maggioranza dovessero portare a un nome condiviso tra più forze politiche in Parlamento si deciderà sul da farsi con una votazione lampo sul blog.votazioni-per-il-quirinale

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I fuoriusciti del Movimento: chiamateci Alternativa Libera

29 giovedì Gen 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Nove deputati e un senatore, al termine di un incontro privato, hanno deciso di lasciare il Movimento 5 Stelle e di renderlo pubblico affidando la lettura del comunicato a Mara Mucci.

Tancredi Turco, Walter Rizzetto, Aris Prodani, Samuele Segoni, Mara Mucci, Eleonora Bechis, Marco Baldassarre, Sebastiano Barbanti, Gessica Rostellato, Francesco Molinari parlano di decisione sofferta ma usano toni taglienti e non sembrano risparmiare alcuno.

«I vertici abusivi del Movimento dovrebbero dimettersi, perché hanno tradito i principi per cui il Movimento è nato».

Ed è proprio dalle parole di uno del ‘vertice’ che traspare la rete sottile che lega insieme gesti e persone apparentemente lontani tra loro. Luigi di Maio, vice presidente alla Camera e membro del Direttorio M5S ha detto: «Ormai in questo momento, legata alla Presidenza della Repubblica, c’è in corso una campagna acquisti. O c’è qualcuno che sa comprare bene o qualcuno che si vende per poco».

I fuoriusciti volontari adducono, tra i motivi che li avrebbero spinti a lasciare il Movimento, «la mancanza di sistema di partecipazione, una mancanza insopportabile di trasparenza nei processi decisionali».

Ad ascoltarli Ettore Rosato, l’uomo Pd dei numeri a Montecitorio. Solo un osservatore? Turco e Currò motivano la sua presenza come «semplice curiosità». Certo. E come semplice casualità potremmo definire l’annuncio di Lorenzo Guerini «stasera alle 21:00 gli ex del M5S verranno al Nazareno per le consultazioni».

Hanno dichiarato di voler formare un proprio gruppo e di chiamarloAlternativa Libera, di voler «cambiare l’Italia e farlo con coerenza e responsabilità», sono stati molto prolissi nel resoconto letto dalla Mucci, ma hanno mancato di spiegare il motivo per cui non hanno sentito la necessità di consultarsi con gli attivisti che li hanno selezionati come portavoce in merito alla fuoriuscita quando invece, a quanto sembra, non disdegnano di consultarsi con il presidente del Consiglio riguardo l’elezione del Capo dello Stato.

Hanno parlato a lungo del fatto che ormai il Movimento non è più lo stesso di quando si è formato e, a quanto pare, anche gli eletti non lo sono o quanto meno non tutti, perché la prima e sostanziale differenza  tra questi e i vecchi politici è quella di essere dei semplici cittadini nelle istituzioni portavoce appunto della volontà degli elettori.

Giancarlo Cancelleri, portavoce all’Assemblea Regionale Siciliana, in merito all’accaduto ha dichiarato: «vanno via sempre alla vigilia di qualche appuntamento importante e con conferenze stampa o comparse TV in pompa magna, degne davvero di un grande evento politico. In realtà si consuma soltanto l’ultimo episodio dell’ipocrisia dell’uomo, o meglio di quelli lì, perché la parola uomo per me ha un valore troppo alto e a loro non voglio tributarla. Se ne sono andati finora in 17 alla Camera e in 18 al Senato, tutti per svariati motivi, ma una cosa li accomuna tutti: dopo aver sbattuto la porta per motivi politici, dal giorno dopo in poi si sono presi tutti i soldi fino all’ultimo centesimo, tutti! La coerenza dovrebbe imporre che se ti riconosci e sostieni che è il M5S e non tu ad aver cambiato idea, dal giorno dopo del tuo abbandono dovresti continuare a dimezzarti lo stipendio come prima e invece…».

Alessandro di Battista ha ribadito invece cosa vuol dire restare all’interno del Movimento.

«Ci vuole molto coraggio per restare nel Movimento 5 Stelle, perché:

  • Devi dare l’esempio.

  • Ci si sente soli.
  • Bisogna rispettare le decisioni a maggioranza.
  • Il tempo investito in queste battaglie potrebbe essere trascorso con la famiglia e con gli amici.
  • La sofferenza reale del Paese ti travolge.
  • Non devi promettere menzogne.
  • In minoranza non si incide abbastanza.
  • La comunicazione di massa ti insulta.
  • Sarà sempre colpa tua.
  • Non si ha più una vita privata.
  • Lavorare non basta mai.
  • Devi continuare a sognare.

Perché ci vuole coraggio, ma non basta.»

E così mentre i fuoriusciti lamentano poca trasparenza e democrazia all’interno del Movimento e intanto sembra discutano con Renzi di chi sarà il nuovo Presidente della Repubblica e visto che questi non ha voluto rendere noti i nomi dei possibili candidati, i portavoce rimasti all’interno del M5S si sono riuniti in assemblea, trasmessa in streaming, per decidere i nomi da inserire nella lista dei candidati alla Presidenza della Repubblica, nomi che poi saranno votati online da tutti gli iscritti al sistema operativo. Mentre, come ci ricorda il vice presidente della Camera Luigi di Maio, «400 parlamentari del Pd non sanno ancora chi votare. Renzi ancora non gli ha detto chi dovranno ricopiare sulla scheda. Per ora gli ha solo imposto di votare scheda bianca».

La Rosa dei 10 candidati in ordine alfabetico è:

Pierluigi Bersani
Raffaele Cantone
Lorenza Carlassare
Nino Di Matteo
Ferdinando Imposimato
Elio Lannutti
Paolo Maddalena
Romano Prodi
Salvatore Settis
Gustavo Zagrebelskyevent_142998442

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