• Bio
  • Contatti
  • Curriculum

Irma Loredana Galgano

Irma Loredana Galgano

Archivi della categoria: Articoli

Bangladesh: attacco terroristico a Dacca, feriti e ostaggi anche italiani

01 venerdì Lug 2016

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

≈ Lascia un commento

Sarebbero almeno cinque i terroristi che stasera hanno assaltato un locale di Dacca causando morti, feriti e ostaggi.

439752112_1280x720Il Dhaka Tribune lancia la notizia, che rimbalza immediatamente sui media di tutto il mondo, di un feroce assalto terroristico iniziato con una sparatoria nel centro diplomatico di Dacca, capitale del Bangladesh. Nel mirino degli attentatori ancora una volta un locale pubblico frequentato da stranieri, diplomatici e classe dirigente, un ristorante tra i più conosciuti della città dove lavoravano anche degli italiani.

La polizia avrebbe già segnalato la presenza di due morti, diversi feriti e oltre 20 civili tenuti in ostaggio dagli assalitori, che sarebbero almeno cinque. La situazione nel quartiere diplomatico della capitale bangladese è comprensibilmente confusa, come le notizie che vengono diffuse, ancora incerte e mal definite.

La Farnesina ancora non esclude ostaggi italiani

La Farnesina ancora non ha escluso che tra i civili tenuti in ostaggio dai terroristi ci siano degli italiani. L’ambasciata italiana a Dacca fa sapere di seguire con molta attenzione la vicenda.

Il responsabile del locale assaltato, Sumon Reza, ha riferito alle autorità locali di aver visto fuggire uno dei due fornai dello staff, di nazionalità italiana, mentre non ha notizie dell’altro, di nazionalità argentina, e teme non possa avercela fatta e sia rimasto all’interno della struttura.

Il Bangladesh Daily Star riporta le testimonianze di alcuni dipendenti riusciti a fuggire dal locale, i quali raccontano dell’arrivo improvviso degli assalitori, muniti di armi da taglio, forse spade, e armi da fuoco, presumibilmente pistole, e che hanno fatto irruzione lanciando delle bombe al grido di ‘Allahu Akbar’ (Allah è grande).

Morti e feriti anche tra i civili

La sparatoria è avvenuta in uno dei ristoranti più frequentati di questa zona diplomatica di Dacca, l’Holey Artisan Bakery, tra la clientela abituale molti stranieri, diplomatici, uomini d’affari e benestanti. Gli assalitori si sono barricati all’interno del locale, con gli ostaggi. La polizia ha isolato l’intero quartiere e si prepara a intervenire, ma sarebbero già due i morti e almeno tre i feriti, due poliziotti e un civile.

http://it.blastingnews.com/cronaca/2016/07/bangladesh-attacco-terroristico-a-dacca-feriti-e-ostaggi-anche-italiani-00994899.html

© 2016, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

UE: sulle banche tutti d’accordo, pronto nuovo piano di sostegno pubblico, deluso M5S

01 venerdì Lug 2016

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

≈ Lascia un commento

Via libera della Commissione europea al nuovo piano di sostegno pubblico alle banche italiane. Aumentano le proteste e l’amarezza del M5S.

C_4_articolo_2147972_upiImageppL’Unione Europea ha autorizzato il piano preventivo di supporto alle banche per far fronte a eventuali ‘turbolenze’ dei mercati, previsto per tutto il 2016. Con una nota la Commissione europea fa sapere che ‘lo schema copre misure di supporto alla liquidità in favore di banche solventi come misura precauzionale’. Si tratterebbe di un sistema già sperimentato durante la crisi del 2013 anche se, sempre secondo il parere della Commissione europea ‘non ci sono aspettative che sopravvenga la necessità di usare questo schema’.

Quindi stando a quanto scritto dalla stessa Commissione europea motivi per pensare alla necessità di un imminente aiuto pubblico alle banche italiane non ce ne sono ma il governo ha pensato bene di coprire le spalle… di chi? Dei risparmiatori o dei banchieri? Inevitabile riaccendere il dibattito.

Salviamo le banche… e i risparmiatori?

Anche Matteo Renzi ha ammesso si tratta di una misura precauzionale ‘necessaria ad affrontare qualsiasi scenario, nonostante al momento non si ravvisino le condizioni perché tali scenari possano realizzarsi’. Dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) inoltre aggiungono che il governo ha ritenuto necessario studiare questo piano ‘per essere pronto a intervenire a tutela dei risparmiatori’.

Il fine ultimo di tutto questo interesse sarebbero quindi i risparmiatori. La Commissione europea ha sottolineato come questo meccanismo sia già stato sperimentato durante la crisi del 2013. Anche allora i destinatari delle misure cautelari erano i risparmiatori? E cosa è successo? Sono stati sufficientemente tutelati?

L’amarezza dei Cinque Stelle

Alessandro di Battista sottolinea come le dichiarazioni pubbliche di Matteo Renzi tendano a cadere un po’ in contraddizione con l’operato del governo e la linea del suo partito. ‘L’Europa parli meno di banche e più di valori, di giovani, di economia, di immigrazione’, ha dichiarato Renzi il 26 giugno 2016. Di Battista sottolinea che, dal momento che è entrato in Parlamento, ‘la maggioranza del PD (prima con il governo Letta e poi, soprattutto con Renzi) ha approvato 8 provvedimenti a favore delle banche. Nessuno per i pensionati minimi, nessuno per i 10 milioni di italiani che rinunciano a curarsi, nessuno per gli studenti costretti a fuggire dall’Italia’.

http://it.blastingnews.com/europa/2016/07/ue-sulle-banche-tutti-d-accordo-pronto-nuovo-piano-di-sostegno-pubblico-deluso-m5s-00993859.html

© 2016, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Processo Dambruoso: Camera non sarà parte civile, Lupo “Oggi ricevo secondo schiaffo”

28 martedì Giu 2016

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

≈ Lascia un commento

Loredana Lupo, portavoce per il M5S, twitta il suo sfogo per la decisione della Camera di non costituirsi parte civile nel processo Dambruoso.

l43-movimento-cinque-stelle-140130201458_bigIl 29 gennaio del 2014, per la prima volta nella storia parlamentare italiana, la presidente Boldrini decide di applicare la cosiddetta ‘ghigliottina’ sul decreto Imu-Bankitalia. I portavoce alla Camera per il Movimento Cinque Stelle protestarono per la decisione ritenendo che quel decreto fosse un ‘regalo di 7,5 miliardi di euro alle banche’, come sottolinea oggi Luigi Di Maio. Durante le proteste il deputato di Scelta Civica Stefano Dambruoso ‘colpì al volto la nostra collega Loredana Lupo’, ricorda in un post il vice-presidente della Camera.

Oggi la Camera dei Deputati era chiamata a decidere se costituirsi o meno parte civile nel processo contro Dambruoso. La presidente Laura Boldrini e tutti i membri dell’ufficio di Presidenza, eccezion fatta per il M5S, hanno votato per non costituirsi parte civile. La portavoce Loredana Lupo si sfoga sui social: ‘Oggi ricevo il secondo schiaffo’.

Una scelta di ‘gruppo’?

Non ci sta la portavoce alla Camera per il M5S Loredana Lupo a ingoiare anche quest’altro rospo in silenzio e sui social twitta direttamente alla presidente Boldrini: ‘forse non sono del gruppo politico giusto?’ Ricordandole che il fatto è accaduto nell’aula da lei presieduta. La Boldrini si è sempre fatta vanto del suo impegno contro la violenza sulle donne. Sul suo sito personale si legge anche della sua ultima iniziativa indicata con l’hashtag #Saranonsarà e sponsorizzata per la stampa da lei stessa affacciata a una finestra di palazzo Montecitorio con un panno rosso grande come una bandiera.

Vista la location scelta si può ipotizzare che queste iniziative siano legate al suo ruolo istituzionale? E che, quindi, la presidente del Parlamento italiano prenda molto a cuore la battaglia contro la violenza sulle donne italiane fuori da Montecitorio? E quella che avviene dentro questo bel palazzo?

Dambruoso e lo schiaffo negato

Le immagini e i video diffusi sul web hanno mostrato chiaramente l’accaduto ma il questore di Scelta Civica ha sempre negato sostenendo di aver compiuto quel gesto per ‘bloccare l’attacco alla Presidente della Camera’. Per la Lupo ‘in tanti modi si può usare la violenza’ e la decisione di oggi, anche se cosa diversa dal ‘contatto fisico’ di due anni fa, secondo la descrizione fattane da Dambruoso, è comunque un gesto ‘violento’ che lei appunto considera un ‘secondo schiaffo’.

 

© 2016 – 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Bruno Vespa: “Che devo fare? La prendo a schiaffi?” La senatrice Lezzi siamo tutte noi

27 lunedì Giu 2016

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

≈ 2 commenti

Durante la puntata di Porta a Porta del 23 giugno Bruno Vespa e Mario Orfeo hanno inscenato un “teatro di raro squallore”.

1834163d1386287412-come-mi-piace-barbara-lezzi-blezzi

 

 

 

 

 

È vero che negli ultimi anni e non solo la televisione ci ha mostrato di tutto, senza pudore, sperando di farci abituare a ogni cosa, nella speranza, forse, che l’assuefazione inibisca il pubblico verso qualsiasi manifestazione critica nei confronti di chi, stando dall’altra parte dello schermo, evidentemente ritiene di essere superiore.

Nel corso della trasmissione Porta a Porta la senatrice Barbara Lezzi, dopo essere stata ripetutamente interrotta, ha chiesto non venisse più fatto, in particolare dal direttore Mario Orfeo. Ci sono delle regole che vanno rispettate anche quando si è in disaccordo con quanto afferma il nostro interlocutore e, in tutta onestà, dubitiamo del fatto che al direttore Orfeo manchino tempi e modi di esprimere il proprio parere. Forse era proprio il discorso che la Lezzi tentava di portare avanti che infastidiva il direttore al punto che ha chiesto al conduttore Bruno Vespa di intervenire.

“Che devo fare? La prendo a schiaffi?” Con queste esatte parole Vespa chiede al suo direttore in che modo ritiene giusto debba intervenire per “fermare” la Lezzi. Perché?

Come è possibile che un personaggio pubblico dica questo nei confronti di una donna che è anche una senatrice della Repubblica italiana regolarmente eletta e non si scateni in Italia un putiferio tale da costringere gli autori di tutto ciò almeno a scusarsi pubblicamente per l’accaduto?

Che senso possono mai avere avere le campagne pubblicitarie lanciate anche dalla Rai contro la violenza sulle donne se poi sulle reti nazionali della tv di Stato, durante una trasmissione seguita da milioni di italiani, una donna viene indirettamente minacciata di essere presa a schiaffi se non sta zitta?

Qual è il messaggio che passa? Che se una donna ha un’opinione diversa da quella degli uomini presenti nella stanza o appartiene a un differente schieramento politico deve stare zitta altrimenti le prende?

Roberto Fico: “Un teatro di raro squallore”, pronte interrogazioni e possibili querele

Dal suo profilo sul social network Facebook Roberto Fico, portavoce alla Camera per il Movimento Cinque Stelle e presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, annuncia che lunedì mattina presenterà un’interrogazione alla Rai e all’Agcom. Inoltre “valuteremo anche se è possibile una querela nei confronti di Bruno Vespa”.

Lo stesso Fico alcuni giorni prima dell’accaduto denunciava l’irregolarità nella spartizione del tempo a disposizione per le posizioni del “sì” e del “no” riguardo il referendum sulla permanenza nell’Unione Europea della Gran Bretagna. In base ai dati forniti dall’Agcom l’ago della bilancia pendeva di gran lunga in favore del “sì” e anche per questo motivo la portavoce al Senato Barbara Lezzi trovava ingiuste le continue e ripetute interruzioni durante i suoi interventi.

 

© 2016 – 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Regno Unito: sostenitori del Remain non mollano, petizone anti-Brexit a quota 2 milioni

26 domenica Giu 2016

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

≈ Lascia un commento

La petizione anti-Brexit ha superato i 2 milioni di consensi e continua ad aumentare. La Scozia chiede avvio trattative con UE.

shutterstock_201606116-1024x655-mq1lewgoviammybjkzq18wxwtoms5mk6lneo36wla0Sul sito governativo britannico ‘petition.parliament.uk’ si trovano tutte le petizioni attive nel Paese e tra queste spicca quella anti-Brexit, le cui adesioni hanno superato quota 2 milioni di firme. La petizione è riservata ai cittadini britannici, ma la procedura di accesso è molto semplice. I sostenitori del ‘Remain’ più duri ad accettare l’esito del referendum del 23 giugno scorso sembrano concentrarsi maggiormente nelle grandi città, con Londra in testa, almeno secondo la mappa consultabile sul sito.

Brexit, è il panico

Nonostante l’invito alla calma giunga da più parti, si è creata una situazione di forte panico in Gran Bretagna e in tutta Europa, tra la popolazione e tra i governanti, che si ripercuote anche sull’economia, in particolare nel settore finanziario con le borse che cadono in picchiata . Nel mondo politico inglese, il primo a crollare è stato il premier Cameron che ha rassegnato le dimissioni annunciando che resterà per altri tre mesi, il tempo di consentire al Partito Conservatore di indicare il suo sostituto. Risulta a questo punto evidente che il referendum da lui stesso chiesto ha sortito un indesiderato effetto boomerang.

#Regrexit per un nuovo referendum

Corre invece lungo la rete del social network Twitter l’hashtag #Regrexit la voce di coloro che vorrebbero fosse indetto un nuovo referendum che cancelli il ‘rimpianto’ per l’esito di quello appena concluso , che con il 51,9% ha decretato la volontà del popolo inglese di lasciare l’Unione Europea. Scorrendo i tweet lanciati con l’hashtag #Regrexit in realtà prevale la sensazione che a scriverli siano perlopiù persone che erano già propense al “Remain” e che non accettano l’esito del referendum. Sono pochi quelli che si dichiarano “pentiti” per la scelta di voto.

La Scozia in testa alla carovana anti-Brexit

In Scozia la percentuale dei votanti a favore del “Remain” superava il 60% e questo è sembrato, al primo ministro Nicola Sturgeon, una motivazione sufficiente per non accettare l’esito complessivo del referendum del 23 giugno. La Sturgeon ha dichiarato alla stampa inglese che “l’opzione di un secondo referendum sull’indipendenza è già sul tavolo”. È prematuro affermare che un nuovo referendum si farà. Non si sa ancora se i sostenitori del “Remain” riusciranno o meno nel loro intento ma i precedenti nel Regno Unito ci sono. Nel 2001 al referendum sul Trattato di Nizza prevalse la posizione del no ma l’anno successivo, nell’ottobre del 2002, il 53,65% degli irlandesi accettarono il Trattato, seppur in parte modificato rispetto alla versione proposta l’anno precedente.

 

© 2016 – 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Mogadiscio: miliziani di al Shabaab assaltano hotel di stranieri, almeno 35 i morti

26 domenica Giu 2016

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

≈ Lascia un commento

Un gruppo di miliziani di al Sbabaab ha assaltato un hotel a Mogadiscio. Polizia libera gli ostaggi ma sono almeno 35 i morti.

ancora-35-morti-a-mogadiscio-dopo-un-altro-attentato_762373Secondo quanto riporta la Bbc citando fonti ufficiali somale, un gruppo di miliziani estremisti di al Shabaab ha assaltato l’hotel Naso-Hablod situato a sud di Mogadisco, molto frequentato da stranieri e politici. Il tutto a breve distanza da un attacco simile. Lo scorso primo giugno altri miliziani di al Shabaab hanno attaccato l’hotel Ambassador uccidendo almeno 20 persone.

L’assalto a Naso-Hablod

Nelle prime ore del pomeriggio, un gruppo di quattro assalitori ha fatto irruzione nell’hotel Naso-Hablod di Mogadiscio. Per irrompere i miliziani avrebbero fatto esplodere prima un’autobomba all’ingresso del Naso-Hablod per poi barricarsi all’interno prendendo diversi ostaggi tra personale e clienti. Si parla di almeno altre due esplosioni successive.

Dopo quattro ore di scontri armati, le forze di sicurezza somale avrebbero ripreso il controllo della struttura ma nello scontro hanno perso la vita almeno 35 persone, tra cui i quattro assalitori, degli uomini della sicurezza e anche dei civili, e i feriti tra i civili sarebbero almeno 30, molti in condizioni gravi.

Ancora un attacco agli stranieri

L’hotel Naso-Hablod si trova nella parte meridionale di Mogadiscio ed è frequentato spesso da turisti stranieri e uomini politici locali. L’attacco da parte di al Shabaab ricorda molto quello avvenuto tre settimane fa all’hotel Ambassador, durato circa 12 ore, quando hanno perso la vita almeno 20 persone, tra cui due guardie addette alla sicurezza e due parlamentari e sono stati registrati oltre 60 feriti.

Nell’assalto all’Ambassador un kamikaze si è lanciato con un’auto contro l’entrata dell’albergo distruggendo le barriere di sicurezza. Entrambi gli attentati sono stati rivendicati dal gruppo estremista di al Shabaab. Il gruppo insurrezionalista islamista al Shabaad è attivo nelle regioni meridionali della Somalia dal 2006 e viene considerato da numerosi governi e servizi di sicurezza occidentali di matrice terroristica. Si ipotizza che i loro introiti provengano in prevalenza dai bottini dei pirati somali.

 

© 2016 – 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Gran Bretagna: al referendum vince la Brexit, i mercati impazziscono

24 venerdì Giu 2016

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

≈ Lascia un commento

Il 51,9% degli inglesi dice no all’Europa. Le borse impazziscono. Farage parla di ‘independence day’.

brexit-1462470589paaCon un tweet dell’emittente televisiva “SkyNews” è stato annunciato al mondo l’esito del referendum inglese, appena il quorum ha superato gli oltre 16 milioni di voti. “È ufficiale. Il Regno Unito ha votato per lasciare l’Unione europea” e immediatamente si è scatenato il panico nei mercati finanziari. Il valore della sterlina è crollato, e nel cambio col dollaro torna ai valori minimi del 1985. In picchiata le borse asiatiche e prevedibile giornata dura per quelle europee.

Farage: “È l’alba di un Regno Unito indipendente”

Il leader del partito euroscettito Ukip, Nigel Farage, esulta parlando di un nuovo “giorno dell’indipendenza” per il Regno Unito. Si ipotizza che, qualora il Regno Unito dovesse uscire dall’UE, vengano chieste le dimissioni di Cameron, anche se non è da escludere che il premier anticipi tutti dimettendosi spontaneamente. Ad ogni modo, per Farage la priorità sembra essere quella di “liberarsi da Bruxelles”.

“Leave” e “Remain” spaccano in due il Regno Unito

Il “Leave” vince in Galles con oltre 82 mila preferenze in più, e in quasi tutta l’Inghilterra, fatta eccezione per la capitale, mentre in Scozia e in Irlanda del Nord sono volate le percentuali a favore del “Remain”. A Londra ha votato a favore della permanenza in Europa il 69% dei cittadini, mentre il restante 31% si è espresso per l’uscita dalla UE.

Appena sono stati ribaltati i dati degli “opinion poll” che davano il “Remain” al 52%, i mercati finanziari sono impazziti. Attualmente i futures vengono dati a -6% a Londra. Ma sono le cancellerie e i governi di tutta l’UE che devono prepararsi ad affrontare un duro contraccolpo che, visti gli iniziali sondaggi, credevano di aver scansato. Infatti, come il referendum ha spaccato in due il Regno Unito, così il suo esito sta riaccendendo il dibattito nell’UE tra i leader europeisti e quelli nazionalisti.

Marine Le Pen del “Front National” chiede lo stesso referendum anche per la Francia. Alexander Stubb, Ministro delle Finanze finlandese, invece, spera sia solo un brutto sogno. Duro colpo anche per i leader tedeschi, e molto deluso si dichiara il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz, che parla di “brutta notizia”.

In Italia prontamente gioisce via Twitter Matteo Salvini della Lega Nord, ma grande soddisfazione traspare anche tra i Cinque Stelle, che da sempre invocano la necessità di un referendum che lasci scegliere ai cittadini italiani se restare o meno nell’Unione Europea.

 

© 2016 – 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Incarichi Asl della Raggi: in procura fascicolo senza reato

23 giovedì Giu 2016

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

≈ Lascia un commento

Fascicolo senza reato, né indagati, sul caso Raggi: Sabella si è esposto per nulla?

o-VIRGINIA-RAGGI-facebook

 

 

 

 

Per le consulenze di Virginia Raggi, neo-sindaco di Roma, alla Asl di Civitavecchia la procura di Roma avrebbe aperto oggi un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati. A seguito dell’esposto presentato dall’Associazione nazionale libertà e progresso (Anlep) la procura ha aperto questo fascicolo sulla presunta omissione di dichiarazione di incarichi e compensi da parte del legale Virginia Raggi.

Raggi: pronta la smentita

Immediata è arrivata la smentita da parte della Raggi delle accuse mosse da Sabella nei suoi confronti. Il 18 giugno pubblica sul suo profilo Facebook una foto dell’autocertificazione 2015 in cui dichiara i compensi ricevuti dalla Asl RMF per l’incarico di legale fiduciario per l’ammontare di euro 1.878,69. Il neo-sindaco specifica che l’autocertificazione è datata 2015 perché è in quell’anno che ha effettivamente percepito il compenso per la consulenza svolta nel 2014.

Per quanto riguarda invece l’incarico ricevuto nel 2012, all’epoca non era ancora consigliere al Comune capitolino e “non era previsto alcun albo speciale”.

Il caso Sabella invece si ispessisce

Le parole pronunciate dal magistrato ed ex-assessore della giunta Marino, Alfonso Sabella, sarebbero diventate oggetto del fascicolo della Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), aperto già dallo scorso mese di aprile per le considerazioni espresse sul probabile esito del caso Affittopoli.

Un avviso di garanzia a Virginia Raggi sarebbe un “atto dovuto”, sono le parole che ha detto in merito alla presunta omissione di dichiarazione di incarichi e compensi ricevuti.

Ci si interroga sul limite che può raggiungere e superare un magistrato nel raccontare o commentare processi che riguardano l’operato di altri magistrati, suoi colleghi, e sull’esistenza o meno di inchieste o indagini giudiziarie. Inoltre per molti si è trattato di un mero tentativo di infangare l’immagine del candidato della fazione politica avversaria. Che si sarebbe trattato quindi di un basso attacco politico studiato a tavolino e non della ferrea e onesta volontà di un magistrato della Repubblica italiana di far rispettare le regole, le leggi e agire in piena onestà.

 

© 2016 – 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Il PD ha perso o ha “non vinto”? La querelle ormai è tutta interna

21 martedì Giu 2016

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

≈ Lascia un commento

Inevitabili le discussioni: un duro colpo di coda di questa tornata elettorale che riaccende il dibattito interno al Partito democratico.

Pd

 

 

 

 

 

 

 

Dopo i risultati delle europee del 2014 e del referendum tenutosi lo scorso aprile forse il Partito democratico era convinto di godere di un più largo consenso popolare. Che invece è mancato in queste amministrative che da sempre rappresentano il voto più sentito dai cittadini proprio perché questi sono chiamati a indicare gli amministratori che sentono più vicini. Ed è proprio questo uno dei punti su cui vuol riflettere l’ex segretario Pd, Pier Luigi Bersani, che invita Matteo Renzi a “prendersi cura del partito”.

La posizione di Bersani

Pier Luigi Bersani commentò le comunali 2012 affermando che “noi abbiamo non vinto”. Un’affermazione molto dibattuta all’epoca e additata come una scusante per non voler guardare in faccia la realtà.

All’indomani delle comunali 2016 Bersani sembra avere le idee molto chiare e sostiene, durante la trasmissione Agorà in onda si Rai 3, che “le amministrative le ha perse il Pd”. Secondo l’ex segretario del Partito Democratico la sconfitta va imputata al fatto che i suoi colleghi hanno perso il contatto con la realtà e che questa è altra cosa rispetto a quella che “Renzi ci sta raccontando”.

La posizione di Renzi e del Pd

Matteo Renzi non ci prova nemmeno a nascondere la sconfitta e parla di “vittoria molto netta e indiscutibile dei Cinque Stelle”. Ammette anche che non si tratta di voto di protesta, ma di cambiamento. Quello che chiedono i cittadini e quello che invocano i suoi colleghi.

Roberto Speranza sostiene che “è finito il tempo dell’arroganza: serve un cambio di rotta nelle politiche di governo e nella gestione del partito”.

E sembra proprio il doppio incarico di Renzi, come segretario e premier, uno dei nodi da sciogliere al più presto. Davide Zoggia, infatti, sembra volere le dimissioni di Matteo Renzi da segretario del partito.

In attesa delle decisioni della direzione Pd, convocata per il 24 giugno, Renzi cade ancora una volta nel “selfiesmo” pubblicitario e propagandistico che sembra contraddistinguerlo: “A me emozionano sempre le lasagne della nonna, ma bisogna coniugare i valori con la capacità di aprirsi al nuovo senza scadere nel nuovismo”.

 

© 2016 – 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Raggi sindaco: tanta emozione nelle parole del marito

20 lunedì Giu 2016

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

≈ Lascia un commento

Virginia Raggi vince il ballottaggio e diventa primo sindaco donna di Roma, emozionante la lettera che le scrive il marito.

Imagoeconomica_848560

 

 

 

 

 

Lo scrutinio delle schede del ballottaggio è ormai agli sgoccioli, il risultato è chiaro, eclatante, emozionante come le parole che Andrea Severini, marito di Virginia Raggi, scrive sul suo blog e dedica alla moglie, primo sindaco donna della Capitale. Leggendo la lettera traspare tutto l’amore che l’uomo prova per sua moglie, l’ammirazione per il coraggio e la determinazione, nonché la gioia condivisa per l’essere anche lui un attivista del Movimento Cinque Stelle a Roma. Un percorso che hanno condiviso passo dopo passo, fatto di banchetti informativi, riunioni programmatiche, molte speranze e anche tante delusioni. Ma la tenacia li ha ripagati.

Virginia Raggi: primo sindaco donna della Capitale

A sottolinearlo più volte è lo stesso marito della Raggi: sua moglie è il primo sindaco donna nella storia di Roma. Questa non rappresenta solo una vittoria politica del M5S ma anche un enorme passo avanti verso la reale parità tra i sessi. Virginia Raggi ha dimostrato in questi mesi tanta forza e determinazione nel portare avanti la sua campagna di informazione ma anche nell’affrontare i colpi bassi che non sono mancati. Colpi di coda di una vecchia politica che ancora non vuole ammettere, neanche con se stessa, che il cambiamento in atto è troppo grande per poter pensare di riuscire a fermarlo con qualche infimo sgambetto.

Il cammino di un attivista cinque stelle tra pubblico e privato

Andrea Severini affida a un post, pubblicato sul suo blog personale, il racconto di tutta l’emozione che prova nel realizzare che sua moglie, Virginia Raggi, ha vinto il ballottaggio e diventerà primo sindaco di Roma del Movimento Cinque Stelle e primo sindaco donna in assoluto della Capitale.

Ripercorre tutto il cammino percorso insieme, pieno di ostacoli, di difficoltà ma anche di tanta gioia. È innegabilmente felice Andrea Severini ma al contempo triste. Gioisce per la vittoria politica della candidata Virginia Raggi e del grande cambiamento che ciò rappresenta ma lo rattrista il pensiero della mancanza che già sente di sua moglie che, per i prossimi anni, avrà tante responsabilità e poco tempo da trascorrere con lui.

 

© 2016 – 2017, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

← Vecchi Post
Articoli più recenti →

Sostieni le Attività di Ricerca e Studio di Irma Loredana Galgano

Translate:

Articoli recenti

  • Joana Salém Vasconcelos, Il soldato e il professore
  • La guerra tra Stati Uniti e Russia passa ancora attraverso Cuba
  • Testo, immagini e cultura nella fotografia siciliana del Novecento raccontata da Monica Maffioli
  • Palestina vs Israele: la scrittura è il mezzo per restare umani o per contrastare i culti della morte?
  • Le metamorfosi di Trieste sono davvero un laboratorio per la storia e un monito per il futuro?

Archivi

Categorie

  • Articoli
  • Interviste
  • Pubblicazioni Scientifiche
  • Recensioni

Meta

  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org

Proudly powered by WordPress

Questo sito utilizza i cookie per migliorarne l'esperienza d'uso. Continuando la navigazione l'utente ne accetta l'uso in conformità con le nostre linee guida.