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Irma Loredana Galgano

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Il direttore di “Europa” si dimette: “Alla testata ci penserà l’ufficio stampa del Pd”

05 lunedì Gen 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Da Gennaio 2015 la testata «Europaquotidiano», che già fu della Margherita, sarà acquisita dal Partito Democratico che sostituirà gran parte dei giornalisti attualmente impiegati con quelli di Youdem, ufficialmente per curare la comunicazione del Pd. Quindi presumibilmente il giornale non sarà più tale ma diventerà una sorta di ‘Manifesto propagandistico’, perché se così fosse sarebbe meglio dirlo subito e in maniera chiara.

L’informazione, quella vera che fanno o dovrebbero fare le testate giornalistiche, è altro rispetto alla diffusione delle idee e delle iniziative del singolo partito politico cui appartengono.

Molto critici i giornalisti che lavoravano alla testata per i quali il Partito Democratico «tradisce gli impegni assunti» in quanto al momento del lancio della notizia dell’acquisizione fu dichiarato che non ne sarebbero derivati «stravolgimenti interni della redazione».

Lo stesso Menichini nel suo editoriale ha dichiarato che il giornale è «ormai di proprietà della Fondazione Eyu, promossa e posseduta dal Pd, che vuole continuare a mantenere Europa digitale in vita ma ha pochissimi soldi per farlo». Infatti proprio dalla necessità di tenere bassi i costi che sarebbe nata l’idea di affidare la gestione del quotidiano agli addetti alla comunicazione del partito politico. Ancora Menichini spiega che «Europa verrà prodotta presso la sede del Nazareno a opera di alcuni colleghi attualmente in forza all’ufficio stampa del Pd integrati da una estrema minoranza dei redattori che hanno fatto il giornale in questi anni», dopodiché conclude annunciando le proprie dimissioni.

Non sono mancate di certo le critiche nell’intervento del direttore dimissionario, soprattutto in relazione a quello che si poteva fare e che invece non è stato fatto per salvare la testata e non sono mancate neanche le proteste del sindacato interno dei giornalisti per quella che sembra un’operazione di marketing puro da parte di un organo politico a cui afferiscono diverse tra le più alte cariche istituzionali della nostra Repubblica. Si viene assaliti da un profondo senso di amarezza nel momento in cui si realizza che il denaro pubblico sottratto ai cittadini e somministrato ai partiti politici sotto forma di rimborsi vari venga poi utilizzato per operazioni commerciali votate al miglioramento dell’immagine e della comunicazione. Se poi ci si sofferma un attimo a riflettere sul ruolo indiscutibilmente condizionante che può assumere l’informazione nella formazione dell’opinione pubblica si palesa nitidamente il concetto che una simil cosa in un Paese democratico è inaccettabile.

Fiumi di parole sono stati spesi per spiegare e per fingere di arginare il famigerato ‘conflitto di interessi’ che gravava come una spada di Damocle sulla testa del leader dell’altro grande partito politico italiano e poi ci ritroviamo nell’assurda situazione che piuttosto che risolvere quello se ne vengono a creare degli altri.

https://luciogiordano.wordpress.com/2014/12/29/il-direttore-di-europa-si-dimette-da-gennaio-il-giornale-sara-affidato-allufficio-stampa-del-pd/

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© 2015, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Licenziamento. Le idee confuse di Renzi

05 lunedì Gen 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Il presidente non eletto del consiglio Matteo Renzi ha dichiarato oggi nella  conferenza stampa di fine anno che per lui è doveroso punire, anche con il licenziamento, i dipendenti della Pubblica Amministrazione che rubano, imbrogliano, si fingono malati, fanno timbrare il proprio cartellino ad altri. La qual cosa di per sé sarebbe un bene se solo spiegasse, il sempre non eletto presidente del consiglio, perché allora il suo partito continua a votare a favore dell’immunità parlamentare.

Qualcuno cortesemente gli spieghi che i cosiddetti “onorevoli” altro non sono che dei dipendenti pubblici al servizio dei cittadini e che se rubano, imbrogliano, si fingono malati, fanno timbrare il proprio cartellino ad altri… devono essere puniti, anche con il licenziamento.

https://luciogiordano.wordpress.com/2014/12/29/licenziamento-le-idee-confuse-di-renzi/

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Airbus della Air-Asia scomparso, avvistati oggetti in mare

05 lunedì Gen 2015

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Si fa sempre più plausibile l’ipotesi che l’airbus A320 della AirAsia scomparso ieri in volo e diretto a Singapore si sia schiantato in mare. Il capo dell’agenzia nazionale indonesiana di ricerca e soccorso, Bambang Soelistyo, ha affermato in conferenza stampa: «tenendo conto delle informazioni in nostro possesso e della stima secondo la quale il luogo dello schianto sarebbe in mare, l’ipotesi è che l’aereo si trovi proprio in fondo al mare. […] Si tratta di un’ipotesi preliminare che potrà avere sviluppi con le valutazioni dei risultati delle ricerche».

Sempre secondo quanto riportato dalle fonti ufficiali indonesiane degli aerei australiani avrebbero visto ombre o oggetti in mare nell’area di ricerca dell’airbus AirAsia.

28 DICEMBRE, AIRBUS DELLA AIR-ASIA SCOMPARSO IN VOLO CON 155 PASSEGGERI. SOSPESE LE RICERCHE PER IL BUIO

Alle 7:55 ora locale (l’1:55 in Italia) un airbus della compagnia low-cost AirAsia con 162 persone, 155 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio, a bordo è sparito dai radar mentre sorvolava i cieli tra Surabaya e Singapore. Dalla lista delle nazionalità pubblicata online dalla stessa compagnia aerea non erano presenti cittadini italiani.

Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Airnav, l’autorità per l’aviazione civile indonesiana, il volo QZ8501 è sparito dai radar 40 minuti dopo il decollo mentre effettuava una manovra di ascesa per evitare una nuvola minacciosa. Dall’AirAsia hanno fatto sapere che il pilota dell’Airbus aveva chiesto di poter effettuare una ‘deviazione’ della rotta proprio a causa delle cattive condizioni meteo.

Con l’arrivo del buio le ricerche sono state interrotte. Il ministro dei trasporti di Singapore, al momento della sospensione, ha dichiarato che «non è stata trovata alcuna traccia dell’aereo».

Mentre i parenti dei passeggeri, tra cui 16 bambini e 1 neonato, che si trovavano a bordo dell’aereo scomparso sono stati accolti in una saletta a loro riservata nell’aeroporto di Changi a Singapore, il proprietario della compagnia aerea, tramite i social network, si sfoga riferendosi all’accaduto come al suo peggior incubo «this is my worse nightmare».

https://luciogiordano.wordpress.com/2014/12/29/airbus-della-air-asia-scomparso-avvistati-oggetti-in-mare/

Indonesia, disperso volo di linea con 162 passeggeri

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Airbus della AirAsia scomparso in volo con 155 passeggeri. Sospese le ricerche per il buio

28 domenica Dic 2014

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Alle 7:55 ora locale (l’1:55 in Italia) un airbus della compagnia low-cost AirAsia con 162 persone, 155 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio, a bordo è sparito dai radar mentre sorvolava i cieli tra Surabaya e Singapore. Dalla lista delle nazionalità pubblicata online dalla stessa compagnia aerea non erano presenti cittadini italiani.

Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Airnav, l’autorità per l’aviazione civile indonesiana, il volo QZ8501 è sparito dai radar 40 minuti dopo il decollo mentre effettuava una manovra di ascesa per evitare una nuvola minacciosa. Dall’AirAsia hanno fatto sapere che il pilota dell’Airbus aveva chiesto di poter effettuare una ‘deviazione’ della rotta proprio a causa delle cattive condizioni meteo.

Con l’arrivo del buio le ricerche sono state interrotte. Il ministro dei trasporti di Singapore, al momento della sospensione, ha dichiarato che «non è stata trovata alcuna traccia dell’aereo».

Mentre i parenti dei passeggeri, tra cui 16 bambini e 1 neonato, che si trovavano a bordo dell’aereo scomparso sono stati accolti in una saletta a loro riservata nell’aeroporto di Changi a Singapore, il proprietario della compagnia aerea, tramite i social network, si sfoga riferendosi all’accaduto come al suo peggior incubo «this is my worse nightmare».

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I parenti dei passeggeri a bordo del volo scomparso stanno vivendo ore di grande angoscia

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Malesia: Alluvione monsonica causa 8 morti e 160.000 evacuati

28 domenica Dic 2014

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Le regioni costiere orientali della Malesia sono state colpite da violenti piogge monsoniche come non le si vedevano da decenni che, unitamente a forti raffiche di vento, hanno causato inondazioni di proporzioni enormi. Il bilancio è di almeno 8 morti e 160.000 evacuati. In alcune aree risulterebbero sommerse intere cittadine.

I soccorritori stanno cercando tra mille difficoltà di portare acqua e generi alimentari di prima necessità agli sfollati che sono ospitati in provvisori e improvvisati centri di accoglienza.

Non sono mancate le polemiche per le foto circolate online che ritraevano il premier Najiib Razak giocare a golf in compagnia del presidente Obama nella residenza di quest’ultimo alle Hawaii proprio mentre nel suo Paese si abbattevano piogge monsoniche talmente violenti da spazzare via intere esistenze. Le critiche e il disastro hanno indotto Razak ad anticipare il rientro in patria.

Le squadre di soccorso faticano a raggiungere le aree inondate, nel settore nord-orientale del Paese, e l’arrivo del premier non sembra bastare a placare la rabbia di chi accusa il governo di aver reagito troppo lentamente.

La Malesia si trova nel pieno della stagione monsonica, che si concluderà a marzo. Ma quest’anno le piogge sono molto pesanti, tanto da aver causato l’alluvione più grave degli ultimi trent’anni. Stando alle previsioni meteo locali non è prevista tregua alcuna, almeno per il momento, per le regioni più colpite, gli stati di Kelantan, Terengganu e Pahang.

Il vicepremier Yassin ha dichiarato che i soccorsi sono fortemente rallentati dalla mancanza di energia elettrica e dal fatto che molte strade sono interamente cancellate.

Le impressionanti immagini che giungono dal Kelantan, una delle aree più povere del Paese, mostrano la capitale e le aree limitrofi che sembrano un gigantesco lago melmoso dal quale spuntano solo i tetti delle abitazioni.

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Zone alluvionate della Malesia

 

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Gran Bretagna e Ulster nel gelo. Allerta in Italia

28 domenica Dic 2014

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Il Met Office, l’agenzia meteorologica britannica, sostiene che il peggio sia passato ma vista l’intensità della tempesta di gelo e neve che si è abbattuta per tutta la scorsa notte su Irlanda del Nord, Galles, Centro e Nord dell’Inghilterra e sul Sud della Scozia raccomanda di informarsi prima di uscire in strada e di limitare gli spostamenti al minimo. L’intera giornata di oggi è stata indicata come ‘allerta gialla’ con alta probabilità di nevicate, formazione di ghiaccio e temperature ancora gelide.

Rimane il gelo il pericolo più temuto, la temperatura potrebbe scendere ancora a -10° in  tarda sera e durante la notte e si cerca di evitare episodi simili a quelli vissuti dagli automobilisti sorpresi la scorsa notte da una tempesta di intensità così forte da costringere molti ad abbandonare l’automobile e trovare rifugio. Sulla strada tra Sheffield e Londra un gruppo di persone, tra cui una donna incinta, che viaggiava in autobus verso la capitale ha dovuto trascorrere la notte in una chiesa.

Chiusi gli aeroporti di Liverpool e Leeds, molti voli sono stati deviati verso Manchester causando sovraffollamento e ritardi.

In oltre 100mila abitazioni del Regno manca l’elettricità in quanto l’abbondante nevicata non ha risparmiato i tralicci.

Enormi le difficoltà affrontate dai pendolari in mattinata a causa del freddo, della pioggia e del vento, registrate raffiche a 120 km/h. Particolarmente violento il temporale con neve e fulmini che ha colpito Glasgow chiamatothundersnow (‘rombo di neve’). Raffiche record da 144 km/h sono state registrate a Needles Battery, sulla costa occidentale dell’Isola di Wight.

A causa del maltempo che ha interessato anche le coste del Nord della Francia è stato chiuso il porto di Calais. La circolazione dei traghetti tra la costa francese e Dover, in Inghilterra, è stata interrotta già questa mattina. Secondo la capitaneria di porto la tempesta che ha interessato le coste francesi si è abbattuta con raffiche di vento che hanno toccato punte di 160 km/h. Un unico ferry partito da Dover prima che fosse deciso il totale stop è stato costretto a restare fuori dal porto di Calais in attesa di condizioni più favorevoli per l’attracco.

Permane comunque l’allerta meteo per tutto il fine settimana in diverse regioni d’Europa e anche in Italia con neve al Nord e a quote basse al Centro, gran gelo con la colonnina di mercurio che potrebbe scendere fino a -10° e ancora neve sulle coste Adriatiche, del Sud e delle isole fino a Capodanno.

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Forti raffiche di vento e mareggiate sulle coste del Regno Unito

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I diversamente abili nella scuola italiana. Ritarda l’inclusione

24 mercoledì Dic 2014

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L’ISTAT ha reso noti i risultati dell’indagine compiuta nella scuola italiana per valutare l’integrazione degli alunni con disabilità. Il quadro che emerge è quello di un notevole ritardo nell’inclusione a pieno regime degli studenti con abilità diverse nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, statali e non. Stiamo parlando quindi dei primi cicli di istruzione, quelli obbligatori e formativi ai primi livelli. I diversamente abili sono in aumento, spesso cambiano insegnante di sostegno durante l’anno, quasi la metà non ha lo stesso insegnante di sostegno dell’anno precedente, non hanno spazi e attrezzature adeguate, tantissime famiglie sono costrette a fare ricorso al TAR per ottenere l’aumento delle ore di sostegno.

Il nostro Paese, che vanta la promulgazione di una delle primissime Leggi in Europa, la 104/92, sui diritti dei diversamente abili deve fare i conti con una assenza o superficialità nella concretizzazione delle ‘buone intenzioni’ che in questo caso si protrae da quasi un quarto di secolo.

L’Anief-Confedir ha lanciato l’allarme già da tempo sulla carenza degli insegnanti di sostegno e ha insistito affinché venisse presentato un emendamento alla Legge di Stabilità 2014. «Nel 2016 gli alunni con handicap iscritti alla scuola pubblica diventeranno 260 mila, se si vuole rispettare il rapporto uno a due tra docenti e iscritti disabili non c’è altra scelta che innalzare il numero di insegnanti che svolgono didattica speciale. I 90 mila che si raggiungeranno il prossimo anno sono già ampiamente superati». E Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, incalza: «negare questo incremento significa incrementare la percentuale di docenti specializzati precari, che continueranno a cambiare quasi sempre scuola ogni anno con inevitabile danno agli alunni con handicap. […] Approvare tale emendamento significherebbe finalmente riuscire a rispettare il rapporto uno a due tra docenti e studenti disabili, come ribadito anche dalla sentenza n. 80/2010 della Corte Costituzionale, sino a oggi preso in considerazione solo nei tavoli degli accordi ma mai in fase di adeguamento reale del numero di posti insegnanti da assegnare per supportare gli alunni con problemi di apprendimento».

Anief-Confedir  ricorda inoltre che «gli incrementi di posti in organico di diritto, pari a 26.684 unità da spalmare in un triennio, varati tramite il Decreto Scuola n. 104/2013, si stanno però rivelando sempre più insufficienti: già nel corrente anno scolastico abbiamo assistito a un fabbisogno di oltre 110 mila insegnanti di sostegno a ‘copertura’ dei quasi 230 mila alunni disabili certificati. Mentre lo Stato continua a mantenere come riferimento i 180 mila alunni con disabilità dell’anno scolastico 2006/07». Conclude poi Pacifico: «Il nostro emendamento, con la richiesta di 40 mila posti in più, intende sanare questo gap. E se non si approva l’incremento si andrà verso il fallimento della Legge 244/2007, perché non si riuscirà a garantire il rapporto di uno a due tra docenti di sostegno e alunni. Con l’aggravante che si andrà a incrementare la percentuale di docenti specializzati precari, cosiddetti ‘in deroga’, che continueranno a cambiare scuola quasi ogni anno compromettendo quella continuità didattica di cui gli alunni disabili necessitano».

I dati del Rapporto ISTAT ci ricordano che, nella scuola primaria, il 21% degli alunni con disabilità non è autonomo in almeno una delle attività indicate (spostarsi, mangiare, andare in bagno) e l’8% non è autonomo in tutte e tre le attività. Nella scuola secondaria di primo grado le percentuali sono rispettivamente del 15% e del 5%. Se si considera poi che il numero di ore settimanali di assistente educativo culturale o assistente ad personam è di circa 10 per entrambi gli ordini scolastici si fa presto a realizzare le difficoltà pratiche affrontate quotidianamente dagli insegnanti, dalle famiglie e le limitazioni di diritto imposte ai bambini e ragazzi diversamente abili.

Nel Rapporto La condizione dell’infanzia nel mondo 2013 – Bambini e disabilità l’UNICEF denuncia un silenzio assordante riscontrabile in troppi Paesi, compresa l’Italia, riguardo la presenza, le necessità e i diritti dei minori con disabilità. «Queste lacune portano a una carenza di politiche e servizi di qualità, relegando i minorenni con disabilità ai margini e spesso al di fuori della portata dei servizi, con la conseguente riduzione delle opportunità di partecipare all’interno delle loro comunità».

Ancora troppo esteso il problema delle barriere architettoniche presenti nel 62,4% delle scuole primarie e nel 72% delle secondarie di primo grado e come se non bastasse gli alunni con disabilità incontrano ostacoli anche nella didattica: oltre il 25% degli istituti di entrambi gli ordini presi in considerazione dall’ISTAT non ha postazioni informatiche adatte. Preclusi ai diversamente abili anche i viaggi di istruzione e le uscite didattiche, soprattutto se si tratta di gite con pernottamento. Infatti mentre il 90% dei ragazzi disabili partecipa a uscite di una giornata o di poche ore la percentuale precipita al 26% per le elementari e al 51% per le medie in caso di gite più lunghe.

Dai dati emersi dal Rapporto ISTAT, da quello UNICEF e dal resoconto di Marcello Pacifico per Anief-Confedir risulta purtroppo evidente la critica situazione dell’ambiente scolastico italiano in merito anche all’integrazione degli alunni con disabilità varie, specchio di una società nella quale le persone diversamente abili devono ancora faticare per trovare la loro giusta collocazione. A conferma ancora una volta che il grado di civiltà di una società non può e non deve assolutamente essere valutato in base a parametri di tipo economico o commerciale, in altre parole: il grado di civiltà di una società e dei suoi componenti non ha nulla a che vedere con il benessere e con lo sviluppo economico. Almeno nell’accezione comune del termine benessere in quanto se lo si considerasse come il far stare bene tutti, indistintamente, i componenti una comunità allora varrebbe un discorso diverso, ma così non è, purtroppo.

Ultimo caso di cronaca in ordine temporale ma non per gravità, che ha destato grande indignazione, quello del settembre scorso delle maestre di Palma Campania che insultavano, malmenavano e maltrattavano i loro alunni tra i quali erano presenti anche bambini con disabilità. Risale all’Aprile 2013 l’episodio del giovane autistico di Vicenza maltrattato addirittura dalla sua insegnante di sostegno e dalla relativa assistente, denunciata per la stessa indagine anche una bidella dell’istituto.

A Lecce invece nel 2007 era finito nel ‘mirino’ dei bulli un ragazzo down, costretto a denudarsi e masturbarsi mentre veniva filmato e schernito dai presenti. Per citare qualche esempio, tra quelli che hanno avuto un’eco maggiore. Quanti danni abbiano realmente causato questi abusi sulla psiche delle povere vittime innocenti solo il tempo potrà dirlo ma la rabbia, quella l’hanno scatenata tutta all’istante. Rabbia e dolore dei familiari, indignazione da parte di tutti e sgomento quando si è costretti a leggere che non sono solo gli altri ragazzini a esercitare violenza e bullismo nei confronti dei coetanei più deboli ma sono adulti a farlo, addirittura i docenti. E allora ci si deve per forza interrogare sulla società moderna, capitalistica, consumistica nella quale viviamo e nella quale il denaro, il commercio, la crescita economica, la finanza, il potere arrivano sempre un attimo prima non solo della cultura, dell’istruzione, del rispetto, della solidarietà… ma della civiltà stessa.

Uno Stato, come quello italiano, nel quale da anni si perpetra una riduzione costante e scellerata dei finanziamenti alla cultura, all’istruzione, al welfare e lo si fa evidentemente per mantenere altro, per indirizzare liquidità verso attività ritenute più ‘meritevoli’ perché più fruttuose economicamente, che danno in sostanza un ritorno economico maggiore. E anche maggiori interessi e conseguente più potere… uno stato, come quello italiano, che sceglie una politica che non può non ritorcersi sulla società stessa. Docenti impreparati ad affrontare situazioni non scelte ma accettate per ripiego, per necessità, incarichi che vanno ben oltre l’insegnamento, che rappresentano una missione al pari di quella medica o paramedica non possono essere affidati a chi li accetta per sbarcare il lunario. I diversamente abili non sono diversamente cittadini, non sono diversamente persone e una società che non riesce a integrarli e a garantir loro neanche un livello di istruzione e assistenza ‘elementare’ dovrebbe e anche con una certa solerzia rivedere i parametri di crescita con i quali quotidianamente si rapporta. Perché c’è un qualcosa di talmente sbagliato in un universo sociale nel quale a un politico spetta la scorta h24 semplicemente perché è ‘eletto’ mentre a un ragazzo disabile saltuariamente e per un numero limitato di ore viene concesso di essere seguito da un insegnante, che il luogo nel quale si concretizza una situazione del genere non può certo essere definito ‘civile e sviluppato’.

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Manifestazione contro la discriminazione, per i diritti delle persone con disabilità

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Lo scandalo finanziario dei Frati Minori

21 domenica Dic 2014

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Tutto ha avuto origine dalla decisione della Procura svizzera di porre sotto sequestro decine di milioni di euro investiti dall’Ordine in società finite sotto inchiesta per traffici illeciti di armi e droga. Investimenti sbagliati cui andrebbero a sommarsi quelli per la recente ristrutturazione de Il Cantico, lussuosissimo hotel a un passo dagli appartamenti di Papa Bergoglio, utilizzato anche dalla Cei per la tradizionale cena con i giornalisti nel corso dell’Assemblea Generale.

Inizia con una citazione di San Paolo la lettera scritta quattro giorni fa dal Ministro generale Michael Perry a tutti i Fratelli dell’Ordine Francescano: «Comportatevi come i figli della luce. […] e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente». Visto lo scandalo finanziario che ha coinvolto l’Ordine e di cui si è cominciato ad avere sentore e notizia dallo scorso settembre verrebbe da dire che la tempistica dei ‘suggerimenti’ non è delle migliori.

Il Ministro Perry sottolinea il ruolo significativo che alcune persone esterne, che non sono membri dell’Ordine, hanno avuto nella faccenda, ma intanto Padre Giancarlo Lati, Economo Generale e Legale Rappresentante a cui era affidata la gestione de Il Cantico è stato sostituito dal suo vice, ufficialmente per motivi di salute. «Nello scorso mese di settembre, il Definitorio generale ha deciso di intraprendere una serie di passi per condurre un’indagine interna riguardo alle attività finanziarie operate dell’Ufficio dell’Economato generale. È stata creata una sotto-commissione all’interno del Definitorio generale che servisse da organo consultivo. […] Abbiamo immediatamente chiesto l’intervento di un team di avvocati altamente qualificati».

Al gruppo operativo era stato dato incarico di svolgere indagini interne con l’intento di raggiungere tre obiettivi: verificare la situazione economica attuale della Curia; esaminare e verificare i sistemi operanti di vigilanza e controllo; esaminare le attività dell’Ufficio dell’Economato generale dal 2003 a oggi. È emerso che «la Curia generale si trova in una situazione di grave, sottolineo ‘grave’, difficoltà finanziaria, con un cospicuo ammontare di debiti. […] i sistemi di vigilanza e di controllo finanziario erano o troppo deboli oppure compromessi […] sembrano esserci state un certo numero di dubbie operazioni finanziarie, condotte da frati cui era stata affidata la cura del patrimonio dell’Ordine, senza la piena conoscenza e il consenso né del precedente né dell’attuale Definitorio generale».

Michael Perry cita anche Papa Francesco, il suo esempio e le sue parole e conclude la lettera ancora una volta ricordando ai fratelli le parole di San Paolo, invitandoli a non scoraggiarsi e promettendo la stesura di una relazione più dettagliata. Ma forse quelli che resteranno più ‘scoraggiati’ sono i fedeli, quelli che pregando credono ancora agli insegnamenti di San Francesco, del Papa che ne porta il nome e dei frati che dovrebbero perpetrare la sua ‘regola’ che di sicuro nulla ha a che vedere con le speculazioni, gli investimenti, le armi, la droga, gli  hotel e i ristoranti di lusso.  Risulta o dovrebbe risultare strano già solo il fatto che l’Ordine dei Frati minori si ritrovi a gestire fondi per decine e decine di milioni di euro, che poi si decida di investirli nella finanza e nell’immobiliare, piuttosto che scegliere di sfamare i milioni di abitanti del pianeta, anche di religione cristiana e che vivono in situazioni di povertà estrema è un qualcosa che fa inorridire.

Un sonoro schiaffo rivolto a tutti coloro, laici e religiosi, che ogni giorno a titolo gratuito e volontario si prodigano o si sono prodigati per i più deboli, gli indifesi, i malati, i bisognosi.

Gli ‘ultimi’ tanto amati dal Cristo e del Santo poverello.

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 Immagine che si riferisce alla pagina del sito dell’Ordine Minore e

alla lettera di Michael Perry indirizzata a tutti i Fratelli

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Spezzare le catene del Sistema per uscire dal buio

18 giovedì Dic 2014

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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SPEZZARE LE CATENE DEL SISTEMA PER USCIRE DAL BUIO

di Luigi de Nicola

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Pensiamo per qualche momento al nostro sistema sociale…

È un sistema in cui prima si producono degli oggetti, un numero enorme di oggetti, e si propongono dei servizi e poi si cerca di convincere le persone che quegli oggetti e quei servizi sono utili, se non indispensabili, alla loro vita.

Le persone (che vengono convinte utilizzando delle raffinate tecniche persuasive) poi utilizzano gran parte del loro tempo, e quindi della loro vita, per cercare di ottenere prima e liberarsi poi di cose che altri hanno ‘indotto’ a possedere, spesso trascurando quello che per loro è veramente importante.

Viene determinata quindi una dipendenza psicologica che è responsabile di gran parte della infelicità, o quanto meno della mancanza di felicità, che è dentro di noi o che ci circonda.

Mi rendo conto che non sto rivelando una scoperta sensazionale ma semplicemente esprimendo considerazioni che molti fanno quando si soffermano a pensare alla loro vita.

Allora la domanda è: perché le persone, che in fondo hanno coscienza di questa situazione, continuano a vivere in questo modo insano?

Probabilmente il motivo è che la stragrande maggioranza delle persone sono convinte, a torto, che non vi è alternativa, che il mondo sia fatto così.

È un mito, diffuso dalle televisioni e dai giornali a più larga diffusione, da sfatare quello che ci sia un percorso già segnato, accettato e condiviso da tutti, e che non ci siano possibilità di cambiamento di direzione. La verità è che ci sono milioni di persone che non soltanto non sono d’accordo ma si attivano ogni giorno per cercare di migliorare la società e di creare una comunità.

La nostra vita è controllata dal denaro. Ma cos’è il denaro? Esso dovrebbe essere semplicemente una unità di misura del valore e il suo ruolo dovrebbe essere quello di facilitare lo scambio di beni e servizi tra individui o gruppi di persone. Invece il denaro è diventato un mezzo di coercizione (in altre parole uno strumento per costringere le persone a fare delle cose che altrimenti non farebbero) sotto il controllo di un numero limitato di plutocrati che in questo modo controllano la nostra vita.

Se non si esce da questa duplice realtà deleteria non c’è speranza di un significativo miglioramento della qualità della vita per la maggioranza delle persone.

Come se ne esce? Un primo passo secondo me è il raggiungimento di un’autonomia alimentare ed energetica (energia rinnovabile: eolica, solare, geotermica, marina). Le persone che si devono costantemente preoccupare del loro sostentamento e approvvigionamento energetico (ed eventualmente di quello della loro famiglia) non hanno la lucidità, la tranquillità e la forza per cercare di uscire da questa pessima organizzazione sociale.

 

 

 

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Renzi faccia autocritica

17 mercoledì Dic 2014

Posted by Irma Loredana Galgano in Articoli

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Camera dei Deputati - Seduta inaugurale XVII legislatura

Oggi ho ascoltato un esilarante intervento del Presidente del Consiglio non eletto che suggeriva ai 5 Stelle di interrogarsi bene ma proprio bene sulle diserzioni interne al partito e che le liste di proscrizione non fanno bene a nessuno.
Ora, tralasciando il fatto che lui come tanti continuino a utilizzare termini che volutamente vogliono rimandare a immagini stereotipate del Terrore su cui mi sono più volte espressa, volevo riflettere invece sul fatto che proprio lui si senta nella giusta posizione di giudicare gli altri, di suggerire strategie e avanzare critiche anche dure. Lui che è a capo di un partito che è immischiato nei più grandi scandali della storia italiana, che sguazza in quello che giustamente è stato definito il ‘triangolo della corruzione’: Expo-Mose-MafiaCapitale. Un po’ di ammenda personale e interna al suo partito non guasterebbe di certo. E di rimando penso ai suoi ‘milioni’ di elettori…

 

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