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Irma Loredana Galgano

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Antonella Presutti, La nebbia sale dalla terra

21 martedì Apr 2026

Posted by Irma Loredana Galgano in Recensioni

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AntonellaPresutti, ArkadiaEditore, Lanebbiasaledallaterra, recensione, romanzo

Con La nebbia sale dalla terra (Arkadia, 2026, pp. 120, €14) Antonella Presutti porta il lettore in un Molise al contempo reale e immaginario. Una realtà che appare sospesa, confusa, misteriosa, avvolta da una nebbia che porta con sé gocce di vita passata. Personaggi di oggi che si fondono e si confondono con figure di un passato che non solo ha generato il presente ma sembra artefice anche del futuro che verrà. 

Il luogo dove Presutti ambienta la sua storia è un’antica dimora di campagna situata tra Salcito e Bagnoli, circondata da un florido giardino che affaccia sul Trigno. Un luogo sospeso tra passato e presente. Un’ambientazione perfetta per il racconto dell’autrice. 

Il testo pubblicato da Arkadia Editore è una nuova versione del romanzo uscito già nel 2020 con Emersioni. Un libro che nasce intorno al luogo apparso all’autrice perfetto dopo averlo a lungo cercato, esplorando contrade e cascine della sua terra, dimenticata, dove non si incontra alcuno se non ne mesi estivi, dove il tempo diventa incuria e ogni cosa sembra destinata all’oblio. 

Quasi per caso Presutti scopre la scrittura di Lina Pietravalle e se ne innamora, affascinata dal trasporto che ingenerava in lei la lettura di quelle pagine che raccontavano di un tempo andato, con altri odori e sapori e colori. Da qui ne è nata la passione per la ricerca di luoghi sempre più reconditi, dimenticati, abbandonati. Farli rivivere attraverso le sue storie, ricche di personaggi che sembrano avere e mantenere un legame con il territorio ma per certo lo hanno con la stessa autrice che si è divertita a modellarli secondo innumerevoli declinazioni.

La nebbia sale dalla terra si apre con una citazione di Edna O’ Brien: La storia cambia a seconda di chi la racconta. 

La storia raccontata dai personaggi di Presutti cambia molte volte anche in conseguenza dell’impronta marcata e decisa che l’autrice ha voluto dare loro e, di conseguenza, alla storia stessa. Oppure il contrario.

Un romanzo corale come quello di Presutti che narra una vicenda a cavallo tra passato e presente, è una forma narrativa studiata proprio affinché la polifonia – ovvero la presenza di molteplici punti di vista narranti – sia di aiuto al lettore nella comprensione del legame che unisce il presente al passato e di come quest’ultimo influenzi i destini individuali e collettivi.

Pensando alla Letteratura italiana il romanzo corale che subito sovviene alla mente è I Malavoglia (1881) di Giovanni Verga strutturato in modo tale che l’impersonalità dell’anonimo “narratore popolare” lasciasse spazio al vero protagonista del libro: la comunità intera di Aci Trezza. Nel libro di Presutti l’impersonalità del narratore viene a mancare ma il continuo salto temporale tra passato e presente aprono il passaggio al vero protagonista del romanzo: il Molise. 

Come Verga contrappone i valori arcaici e solidi della famiglia Malavoglia alla modernità disgregatrice e pervasa di interesse personale del resto del villaggio, allo stesso modo Presutti sembra contrapporre il pensiero e l’intensità di idee di personaggi e scrittori del passato, in particolare Lina Pietravalle, all’aridità del pensiero contemporaneo intriso di incuria ed egoismo.

Non sembra trattarsi di semplice nostalgia o, per contro, arida critica alla contemporaneità quanto, piuttosto, l’esternazione di una ricerca continua che l’autrice sta conducendo e che la porta a indagare oltre al presente anche il passato. 

Articolo pubblicato su Satisfiction.eu


© 2026, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

Massimiliano Scudeletti, La laguna del disincanto

28 venerdì Mar 2025

Posted by Irma Loredana Galgano in Recensioni

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ArkadiaEditore, Lalagunadeldisincanto, MassimilianoScudeletti, recensione, romanzo

Il fenomeno delle violenze e degli abusi sui minori è un problema complesso, caratterizzato da una pluralità di sfaccettature, per affrontare il quale sono necessari un esame accurato e un approccio complessivo, che prendano le mosse da un’effettiva conoscenza del fenomeno, nelle sue dimensioni e nelle sue tendenze evolutive. 

Nel primo semestre del 2024, quindi nel solo periodo compreso tra gennaio e giugno, in Italia sono stati registrati 20.502 reati commessi ai danni di minori. Si rileva, inoltre, un sensibile aumento di alcuni reati in particolare: abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, maltrattamento contro familiari e conviventi, sottrazione di persone incapaci, violenza sessuale di gruppo. Dalla disamina dei dati emerge che, anche tra i minori, sono soprattutto i giovanissimi infra-quattordicenni quelli che continuano a veder minacciato il proprio sviluppo psico-fisico dagli odiosi reati in argomento. Sono delitti che intaccano profondamente la sfera emotiva e psicologica, con ovvie conseguenze dannose a breve, medio e lungo termine non solo sulla personalità dell’abusato, ma anche sull’intero sistema relazionale e sociale con il quale il soggetto si troverà a interagire. Un ulteriore conseguenza a lungo termine, frequentemente riscontrata, riguarda la reiterazione dei comportamenti violenti, osservati durante l’infanzia, nelle relazioni vissute in età adulta. Il minore, quindi, potrebbe tendere a subire simili violenze anche nelle relazioni future, ovvero a metterle in atto, interpretando il ruolo di carnefice. Gli episodi di violenza sono perpetrati sui minori prevalentemente da parte di uomini italiani, di età compresa tra i 35 e i 64 anni (63% dei casi) e per il restante 37% da parte di stranieri. Si tratta di dati ricorrenti negli ultimi anni, che individuano soprattutto negli uomini, con requisiti anagrafici abbastanza definiti, i soggetti verosimilmente più intrisi di quella “sottocultura” che affonda le proprie radici nell’ignoranza, nella negazione della ragione, e che traduce la paura del confronto nella violenza, fisica e psicologica, riproponendo modelli passati, che si credevano ormai superati.1

Negli ultimi anni è aumentata la consapevolezza dell’esistenza di fenomeni di maltrattamento, sfruttamento sessuale e abuso a danno di minorenni, effettuati da persone appartenenti a organizzazioni umanitarie, associazioni, istituzioni religiose, scuole e quindi in posizione fiduciaria e autorevole. La scuola è un’istituzione educativa dove il principio universalmente riconosciuto del “non fare alcun male” (do not harm) dovrebbe raggiungere la sua massima espressione; pertanto ha la precisa responsabilità sia di minimizzare il rischio di nuocere ai bambini e agli adolescenti ai quali si rivolge, sia di saper rispondere efficacemente in caso di preoccupazioni e sospetti.2 E, in generale, ciò avviene. Fortunatamente. Ma i casi di cronaca che raccontano il contrario, purtroppo, aprono una dolorosa feritoia su rischi a volte troppo sottovalutati. 

Scudeletti sceglie di indagare proprio questo aspetto della violenza sui minori, facendolo diventare la colonna portante dell’intero libro. 

Il protagonista Alessandro Onofri, ex videoreporter di guerra, viene chiamato in causa dall’amica Sarah la quale è preoccupata per il particolare e apparentemente inspiegabile comportamento dei figli. Quello che scopre lo porta a indagare più a fondo di quella che sembra sempre più una ramificazione strutturata di un piano ben congegnato, ma votato al male e all’orrore. 

Un male e un orrore che sono già entrati nella vita di Onofri, un tormento della sua esistenza che egli ora rivive tra sogni e flashback che si mescolano alla narrazione degli accadimenti recenti.

L’indagine sembra ingrandirsi sempre più coinvolgendo persone che si trovano anche in luoghi fisici distanti fra loro e collegando punti oscuri sulla rete del mondo sommerso del Deep web. 

Il Deep web è costituito dall’insieme di tutti i contenuti presenti sulla rete che non sono indicizzati dai motori di ricerca. Le risorse web sommerse rappresentano il 96% dell’intero world wide web, per un volume 500 volte superiore a quello del Surface web. Il Dark web è un sottoinsieme del  Deep web, a cui è possibile accedere solo tramite particolari software, poiché si basa su tipologie di reti sovrapposte alla rete internet tradizionale, individuate generalmente con il nome di Darknet. Il  Dark web racchiude al suo interno un insieme di contenuti accessibili pubblicamente, ospitati in particolari siti web dall’indirizzo IP nascosto (la navigazione è quindi anonima), o contenuti privati scambiati in un network chiuso di computer. Il lato oscuro della rete è composto principalmente da attività di natura illecita.3

Negli abissi della rete si nasconde l’illecito e con esso, molto spesso, il male. Il medesimo indagato a fondo da Scudeletti il quale, ne La laguna del disincanto, sembra invitare il lettore a una profonda riflessione su quanto sta accadendo oggi, su dove si nasconde il male e su quanto esso può moltiplicarsi all’infinito pur rimanendo pressoché invisibile. 

Possibile che la progressione tecnologica e digitale invece di “portare avanti” anche la cultura e la conoscenza si trascini antichi rituali e credenze che sembrano riportare tutti indietro di millenni?

L’uomo è “un animale cerimoniale”.4 Allora ogni tentativo di spiegare il rituale come forma di vita cerimoniale non può ignorare questo fatto: che il rituale, come forma di un rito, si connette sempre in modo problematico e un atto – magico, miracoloso, politico, spirituale, o altro – che si presume efficace.5 I rituali sono anche un efficace metodo di condizionamento mentale, uno strumento per fare proselitismo e indottrinamento. La mente umana è facilmente influenzabile. Quella di un minore lo è anche di più di quella di un adulto. 

La manipolazione mentale agisce su processi, strutture e sistemi che garantiscono a un individuo il senso di unicità e continuità nel tempo e danno stabilità alla relazione con il sé e con l’ambiente, minando la sua volontà e riducendo il suo senso critico. Occorre creare un canale privilegiato di comunicazione che veicoli le informazioni distorsive nella mente del manipolato in modo tale che queste vengano accolte acriticamente e inserite nella narrativa personale, sostituendo quella autentica, entrando così a far parte della sua identità.6 Fatto già di per sé grave ma che acquista connotazioni ancor più inquietanti allorquando il “manipolato” è una persona sotto la cui responsabilità si trovano dei minori. Uno scenario allarmante su cui il libro di Scudeletti accende i riflettori. 

Il libro

Massimiliano Scudeletti, La laguna del disincanto, Arkadia Editore, Cagliari, 2024.


1Report: Minorenni Vittime di Abusi, Servizio Analisi Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale della Polizia Criminale, Roma novembre 2024.

2Report: A scuola si cresce sicuri! Una guida per costruire un Sistema di Tutela di studenti e studentesse da ogni forma di abuso e maltrattamento, Save The Children in collaborazione con E.D.I. Accendiamo i diritti, aprile 2018.

3I. Antozzi, Cosa sono Deep Web e Dark Web: navigare in sicurezza, in Osservatori.net – digital innovation, 23 ottobre 2024.

4L. Wittgenstein, Bemerkungen über Frazers “The Golden Bough”, D. Reidel Publ. Co., Dordrecht, 1967. 

5S. Benvenuto, Il rituale ossessivo e sul rituale in generale, in Psychiatry on line Italia, 10 marzo 2017.

6E. Tizzani, A.M. Giannini, La manipolazione mentale nei gruppi distruttivi, in Rivista di criminologia, Vittimologia e Sicurezza – Vol. V – N° 2 – Maggio-Agosto 2011.


Articolo pubblicato su LuciaLibri.it


Disclosure: Per le immagini, tranne la copertina del libro, credits www.pixabay.com


Andrea Prencipe, Massimo Sideri, Il visconte cibernetico

Libertà di culto e manipolazione del pensiero: “Nella setta” di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni (Fandango, 2018)

Neuromarketing e potere subipnotico dell’era digitale. “Il cervello aumentato l’uomo diminuito” di Miguel Benasayag (Erickson, 2016)

“Le dipendenze tecnologiche. Valutazione, diagnosi e cura” di Giuseppe Lavenia (Giunti, 2018)

Giovani e società: la violenza come trasgressione o richiesta di aiuto?

Che futuro ha una società che non investe sulle nuove generazioni? “La parola ai giovani” di Umberto Galimberti (Feltrinelli Editore, 2018)

“Rituali si resistenza. Teds, Mods, Skinheads e Rastafariani. Subculture giovanili nella Gran Bretagna del dopoguerra” di Stuart Hall e Tony Jefferson, curatore Luca Benvenga (Novalogos, 2017)

“Crescere uomini. Le parole dei ragazzi su sessualità, pornografia, sessismo” di Monica Lanfranco (Erickson, 2019)


© 2025, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

“Corpo a corpo” di Elena Mearini

03 sabato Giu 2023

Posted by Irma Loredana Galgano in Recensioni

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Tag

ArkadiaEditore, Corpoacorpo, ElenaMearini, recensione, romanzo

Cosa può accadere in una giornata. Nulla. Oppure tutto. Il tempo che compone un giorno può passare senza che alcunché di significativo accada oppure basta un giorno per dare significato a intere esistenze.

Il libro di Elena Mearini concentra il racconto nell’arco di temporale di un solo giorno. Ma tema della narrazione è anche il luogo dove gli eventi di questa particolare giornata si volgono: una palestra di boxe. Ed ecco che tempo, luogo, sport e legami diventano baluardi di una profonda simbologia che deve per certo aver ispirato l’autrice. 

Una palestra che appare senza tempo, nel senso che il tempo sembra essersi fermato, eppure in essa si assiste e si è assistito (nel tempo) alla disfatta o alla rinascita di intere e esistenze, dentro e fuori dal ring. Legami che nascono e si sciolgono all’ombra della comune passione sportiva – la boxe appunto – emblema simbolico dell’incontro-scontro della vita. 

La storia sembra procedere lungo una linea, un chiaroscuro che la fa scorrere verso la tanta agognata quanto odiata perfezione. Una perfezione che riguarda il modellare i reali comportamenti ma che finisce con il coinvolgere anche i sogni e le ambizioni di ognuno, al punto che reale e immaginario sembrano confondersi e danneggiarsi a vicenda. Esattamente come accade nella vita reale, allorquando, nel tentativo di apparire perfetti a ogni costo ci si ritrova disposti a sacrificare perfino se stessi. Si pensi, ad esempio, all’immagine edulcorata di se stessi che si crea sui social, in questo mondo virtuale dove tutti o quasi vogliono apparire per ciò che poi non sono ma vorrebbero essere. 

In diversi punti di Corpo a corpo il lettore si ritrova a riflettere su queste tematiche, esposte a volte anche in una maniera che potrebbe sembrare brutale ma che si rivela essere per certo efficace, a volte necessaria. 

Ci sono delle morti nel libro di Mearini ma definirlo un romanzo noir sarebbe restrittivo, più adatti forse gli aggettivi psicologico e introspettivo. Anche perché le vere indagini svolte nel libro sono quelle condotte nella mente dei personaggi, nei sentimenti come anche nelle devianze. Pulsioni distruttive e auto-distruttive, sentimenti forti e devastanti, come l’invidia, che generano vero e proprio tormento. 

La scrittura di Elena Mearini è chiara, decisa, diretta. Riesce l’autrice a regalare al lettore pagine molto intense con un linguaggio tutto sommato “semplice”, con una storia tutto sommato “ordinaria”, con dei protagonisti tutto sommato “normali”. Riesce anche a non rendere il tutto banale e il risultato è un libro davvero straordinario.

Il libro

Elena Mearini, Corpo a corpo, Arkadia Editore, Cagliari 2023.

L’autrice

Elena Mearini: autrice e docente di scrittura creativa e poesia.


Source: Si ringraziano l’Agenzia Anna Maria Riva e l’Ufficio Stampa di Arkadia Editore per la disponibilità e il materiale.

Disclosure: Per le immagini, tranne la copertina del libro, credits www.pixabay.com


Articolo pubblicato su Leggere:Tutti


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© 2023, Irma Loredana Galgano. Ai sensi della legge 633/41 è vietata la riproduzione totale e/o parziale dei testi contenuti in questo sito salvo ne vengano espressamente indicate la fonte irmaloredanagalgano.it) e l’autrice (Irma Loredana Galgano).

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